Nella traversata delle Alpi di Annibale, gli elefanti probabilmente se la sono cavata meglio degli uomini. Nonostante il freddo e le provviste insufficienti a nutrire le loro tre tonnellate di stazza, almeno 30 esemplari su 37 sono riusciti a sopravvivere al viaggio.
Il consumo energetico della traversata
La fatica dei 15 giorni di tragitto ha depauperato le loro riserve di grasso del 4%. Non si poteva però pretendere che l’esercito cartaginese portasse con sé il necessario per nutrire a sufficienza gli elefanti, i 7mila cavalli e i 46mila uomini partiti per la seconda guerra punica. Per coprire i 5,42 terajoule di energia spesi nella traversata delle Alpi ci sarebbero volute 232 tonnellate di cibo.
E’ vero infatti che lo storico Polibio ha raccontato nei suoi libri le imprese di Annibale Barca, il generale punico che nel 218 avanti Cristo sconfisse l’esercito romano nelle battaglie del Ticino e della Trebbia dopo aver marciato mille chilometri dalla Spagna e varcato le Alpi Cozie. Nessuno però prima d’ora aveva calcolato il costo della guerra in termini non di vite umane e animali, bensì di consumo energetico.
A colmare la lacuna pensano oggi due biologi, l’italiano Emilio Berti dell’università di Jena, in Germania e Fritz Vollrath di quella di Oxford. Muniti di cartina delle Alpi e di tavole del consumo calorico di uomini, cavalli ed elefanti, hanno misurato l’impresa di Annibale in termini di Joule. E hanno individuato il percorso che avrebbe fatto risparmiare energie preziose all’esercito punico.
Il mistero del percorso seguito da Annibale
Lo stesso Polibio era incerto sulla strada seguita dai cartaginesi. Gli storici oggi propendono per il Col du Clapier, un valico di 2.500 metri al confine tra Italia e Francia non lontano dal Moncenisio, dove si trova anche un rifugio chiamato Hannibal. I due biologi però dimostrano che quello non era affatto il percorso più conveniente in termini di energia, visto che avrebbe richiesto 6.28 terajoule.
Meno stancanti sarebbero stati i sentieri del Monginevro a 1.800 metri (6 terajoule) e soprattutto quello del Colle delle Traversette, all’altezza del Monviso, che nonostante i suoi 2.900 metri era il più breve e poteva essere percorso con 5,42 terajoule.
Questo, secondo i due ricercatori, che hanno appena pubblicato il loro studio su Pnas, sarebbe stato il tragitto scelto da Annibale. Attraversato il passo, l’esercito punico si sarebbe trovato subito nella valle del Po, all’altezza di Pian del Re. Uno studio del 2016 dell’università di Dublino aveva individuato proprio accanto al valico una torbiera ancora ricca di batteri Clostridium: forse i resti della latrina dell’accampamento.
I quattro per quattro delle montagne
Se gli elefanti, che l’articolo di Berti e Vollrath paragona a “dei quattro per quattro, quando si tratta di scalare montagne”, se la sono cavata abbastanza bene durante la traversata, uomini e cavalli hanno sofferto di più. I primi secondo lo studio hanno perso il 19% delle loro riserve di grasso (cifra che spiega le alte perdite umane, pari a circa un soldato su due), i secondi l’11%.
In quella che anche la ricerca definisce “una delle più straordinarie imprese della storia militare”, Annibale e il suo esercito sono riusciti a sconfiggere i romani nonostante la fatica del viaggio. Tutti gli elefanti però sarebbero morti durante l’inverno successivo, a eccezione di Surus, la cavalcatura personale del condottiero.
L’inverno in Italia, l’ostacolo più impervio
Solo per mantenere il loro peso, senza calcolare il dispendio di energia della scalata, gli elefanti africani hanno bisogno di nutrirsi per 14 ore al giorno. Ristabilire le loro enormi quantità di grasso e mantenersi in carne una volta arrivati in territorio nemico, senza rifornimenti, in pieno inverno e in un paese estraneo al loro habitat era al di là delle possibilità della loro pur possente corporatura.
“Il tragitto seguito da Annibale è un tema dibattuto da tempo” spiega Berti. “La nostra analisi non elimina i dubbi e le ambiguità, ma rafforza l’ipotesi del Colle delle Traversette, dimostrando che risponde meglio alle difficoltà legate allo spostamento di una grossa armata accompagnata dagli elefanti in un terreno difficile come le Alpi”.