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Casalbordino, esplosione nella fabbrica d’armi: un morto. In sei anni hanno perso la vita in sette

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L’azienda operava nella disattivazione delle munizioni militari e ora produrrà armi. C’è anche un ferito. Nel 2023 un incidente uccise tre operai, tre lavoratori persero la vita nel 2020
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ROMA – Nella fabbrica d’armi di Casalbordino, in Abruzzo, nel Basso Chietino, c’è stata una nuova esplosione. Ieri mattina alle 8, all’inizio del turno. L’operaio Carlo Piscopo, 59 anni, originario della provincia di Campobasso, è morto. Colpito da una scheggia al cuore. Aveva due figli, e uno lavora nella stessa fabbrica.

Un secondo operaio, 54 anni, è rimasto ferito: l’hanno tirato fuori dalle macerie di una “casamatta” dello stabilimento. La morte sul lavoro, ancora una volta, alla ex Esplodenti Sabino srl, azienda che operava nello smontaggio e disattivazione di munizioni militari, comprese bombe a grappolo e missili da carro, e a breve trasformata, dopo una bonifica, in un’area di produzione di artiglieria pesante.

ROMA – Nella fabbrica d’armi di Casalbordino, in Abruzzo, nel Basso Chietino, c’è stata una nuova esplosione. Ieri mattina alle 8, all’inizio del turno. L’operaio Carlo Piscopo, 59 anni, originario della provincia di Campobasso, è morto. Colpito da una scheggia al cuore. Aveva due figli, e uno lavora nella stessa fabbrica.

Un secondo operaio, 54 anni, è rimasto ferito: l’hanno tirato fuori dalle macerie di una “casamatta” dello stabilimento. La morte sul lavoro, ancora una volta, alla ex Esplodenti Sabino srl, azienda che operava nello smontaggio e disattivazione di munizioni militari, comprese bombe a grappolo e missili da carro, e a breve trasformata, dopo una bonifica, in un’area di produzione di artiglieria pesante.

La deflagrazione, udita fino alle spiagge dell’Adriatico, ha interessato un vascone all’interno del sito, che ha preso fuoco. È possibile che i due operai si stessero allontanando, visto l’incendio, ma l’esplosione li ha travolti. Richiamati, sono intervenuti i vigili del fuoco, l’elisoccorso del 118. È arrivata, quindi, la sostituta della Procura di Vasto, Silvia Di Nunzio, e ha avviato gli accertamenti sulla collina di Contrada Termine, normalmente off limits a tutti, per ricostruire la dinamica dell’incidente. L’area è stata cinturata. La produzione, naturalmente, si è fermata.

Nel settembre 2023 un’esplosione causò la morte di tre operai. Altri tre lavoratori persero la vita in un incidente avvenuto nel dicembre 2020. Con la vittima di oggi, negli ultimi sei anni si contano sette morti. Almeno otto sono le vittime dalla fondazione del sito industriale, avvenuta nel 1972.

Lo stabilimento in mano ai turchi

Lo stabilimento “Esplodenti Sabino” oggi è di proprietà della multinazionale Arca Defense Italy, filiazione nazionale di un gruppo di capitale turco, Arca Savunma. I nuovi imprenditori, finalizzato l’acquisto lo scorso dicembre, avevano fatto riprendere l’attività nel sito di Casalbordino e avviato l'iter autorizzativo per altre produzioni, tutt’oggi all'esame della Regione Abruzzo. La multinazionale aveva introdotto sistemi automatizzati anche per la lavorazione e il confezionamento di proiettili di artiglieria di medio calibro e il caricamento di granate, come aveva dichiarato la stessa azienda.

L’ex padrone: “Mai più rischi in questo sito”

In una seduta convocata il 20 ottobre 2023 dal sindaco Filippo Marinucci, tuttora in carica ma degente in ospedale, alla presenza del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, l’allora titolare della “Sabino esplodenti”, Gianluca Salvatore, illustrò la sua volontà: “Non vogliamo più svolgere lavori che comportano rischi così alti”.

Lo stesso amministratore Salvatore, poi, aveva avviato le pratiche per l’apertura di uno stabilimento per lo stoccaggio e lo smaltimento di batterie e accumulatori nel territorio di Pollutri, 18 chilometri lontano. Nel frattempo, la fabbrica d’armi, considerata azienda in crisi, è stata ceduta al gruppo straniero. Gli operai sono scesi da settanta a cinquantanove, diversi hanno abbandonato l’impiego dopo il dramma del 2023. Ancora oggi una parte dei lavoratori era in cassa integrazione. La vicesindaca di Casalbordino, Carla Zinni, ha espresso cordoglio alla famiglia Piscopo: «Conoscevo Carlo da quando ero bambina», ha detto.

Tutti gli imputati del disastro del 2020 sono stati assolti in primo grado, con appello della Procura ora pendente. Per il secondo processo. l’udienza preliminare a carico di dieci persone per omicidio colposo plurimo e disastro colposo è stata rinviata al prossimo 19 novembre.

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