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Emergenza caldo, dai cannoni spara acqua ai cold-spot: così l’Italia prova a difendersi

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È allarme per i ricoveri sanitari, siccità e incendi. Allerta per l'acqua: il Po garantisce ancora solo 10 giorni per l'irrigazione. Weekend di instabilità, poi temperature di nuovo in aumento: in Sardegna oltre 40 gradi
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Le prime due ondate di calore hanno aperto le ferite e lasciato cicatrici, sull’Italia, che questa terza ondata in corso potrebbe significativamente peggiorare, ammalando così un territorio già in sofferenza tra siccità e incendi.

L’Italia, dopo questo weekend di instabilità dovuto a masse d’aria fredda provenienti da ovest che hanno portato a temporali (molto forti per esempio in provincia di Alessandria) e grandine e con altre tempeste previste tra sabato e domenica nel Nord Italia (Lombardia, Veneto, Alpi e Appennini), da lunedì dovrà fare i conti con il ritorno del grande caldo. Se tra sabato e domenica, dice il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, le città più a rischio restano Firenze e Perugia (bollino rosso per entrambe), da inizio settimana le alte temperature porteranno quasi 40 gradi nelle zone interne della Sardegna e i bollini di allerta scatteranno per diverse realtà, da Torino sino a Roma.

Le prime due ondate di calore hanno aperto le ferite e lasciato cicatrici, sull’Italia, che questa terza ondata in corso potrebbe significativamente peggiorare, ammalando così un territorio già in sofferenza tra siccità e incendi.

L’Italia, dopo questo weekend di instabilità dovuto a masse d’aria fredda provenienti da ovest che hanno portato a temporali (molto forti per esempio in provincia di Alessandria) e grandine e con altre tempeste previste tra sabato e domenica nel Nord Italia (Lombardia, Veneto, Alpi e Appennini), da lunedì dovrà fare i conti con il ritorno del grande caldo. Se tra sabato e domenica, dice il bollettino sulle ondate di calore del Ministero della Salute, le città più a rischio restano Firenze e Perugia (bollino rosso per entrambe), da inizio settimana le alte temperature porteranno quasi 40 gradi nelle zone interne della Sardegna e i bollini di allerta scatteranno per diverse realtà, da Torino sino a Roma.

Nel weekend sono previste punte massime di caldo come quelle sarde che potrebbero poi essere superate da martedì soprattutto nelle Isole e al sud Italia, ma anche nelle aree interne del Centro. Anche in Pianura Padana, che prima potrebbe essere attraversata da una fase di instabilità e passaggi di temporali, da metà settimana le temperature torneranno a “soffocare” ed è prevista nuovamente afa. In generale il caldo continuerà per l’intera settimana e forse solo da lunedì 20 luglio la colonnina di mercurio tornerà a scendere con un temporaneo raffrescamento in molte zone dello Stivale.

Le emergenze: dalla salute alla siccità

Una condizione, quella dettata dal caldo estremo, che spinge il Paese verso più emergenze: quella legata ai ricoveri ospedalieri, la questione siccità e gli incendi. Con gli spaventosi numeri di decessi legati al caldo in Europa durante l’ondata di giugno (solo in Germania quasi 5000 persone), in Italia le autorità hanno attivato i primi piani di prevenzione lanciando i “cold spot”, i posti freschi-rifugio. Si tratta di zone, ospitate soprattutto presso le Case della Comunità, in grado di offrire ambienti climatizzati e personale sanitario che valuterà i pazienti con sintomi legati alle elevate temperature, contribuendo così a intercettare i casi meno complessi e a ridurre gli accessi impropri ai Pronto soccorso.

Proprio gli ospedali, dove è previsto il rafforzamento della disponibilità di posti letto, hanno infatti sempre più richieste per aiutare le persone vulnerabili (anziani e bambini) durante le ondate di calore. In Lombardia i “cold spot” sono già partiti e in tutta Italia si tentano nel frattempo varie strategie anche per l’adattamento nelle città: tra cannoni spara acqua (come a Roma) e rifugi climatici (come a Firenze) si prova con ogni mezzo ad affrontare l’emergenza.

Il livello delle acque

L’altra grande criticità in corso è quella legata alla siccità: in alcune zone il Po è in estrema difficoltà (anche - 80% della portata) e l'Autorità di bacino distrettuale del Grande Fiume ha lanciato l’allarme in cui specifica che con la risorsa idrica attualmente disponibile restano appena 10 giorni per garantire l’irrigazione. Le criticità maggiori sono soprattutto in Veneto e lungo il Delta del Po dove con la riduzione della portata viene favorita la risalita del cuneo salino. Anche in Piemonte e Lombardia le condizioni stanno diventando critiche, mentre per ora regge l’Emilia Romagna.

Nel frattempo l’ANBI ha diffuso una nota in cui sottolinea altre criticità sempre legate a siccità e rischi per l’agricoltura. “Il lago Maggiore è sceso 2 centimetri sotto il livello della grande siccità del 2022: è questa l'emblematica immagine dell'emergenza, cui il Nord Italia si sta avvicinando, con i grandi laghi del Nord che si stanno rapidamente svuotando” scrive l’associazione che vigila e tutela le acque irrigue. Tra i laghi più preoccupanti l’Iseo: è crollato dal 71,4% al 22,9%: Tutto ciò "purtroppo diventerà consapevolezza diffusa e non confinato a problema agricolo, solo quando il veloce abbassamento delle falde e la risalita del cuneo salino intaccheranno l'utilizzo potabile" ricorda Francesco Vincenzi, Presidente dell'Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).

L’allarme incendi

Siccità che lascia terreno secco dove divampano gli incendi. Se ad oggi ad essere colpite dai roghi sono state soprattutto Spagna e Francia, con migliaia di persone evacuate e di ettari bruciati, oltre a decine di vittime, in Italia preoccupa ciò che potrebbe accadere nelle prossime ore e ad agosto. Il Piemonte ha già sperimentato pericolosi incendi che hanno colpito la provincia del Verbanio Cusio Ossola. Il vento ha alimentato le fiamme e 150 persone sono state evacuate. L’attenzione resta alta poi in Valle d’Aosta (dove è stato decretato lo stato di pericolosità per allarme incendi), ma anche in varie zone di Umbria, Sardegna, Friuli Venezia Giulia e nella provincia di Palermo, tutti territori dove in queste ore si è combattuto contro i roghi. Infine, per provare a contenere l'emergenza, mentre diversi comuni stanno già attivando ordinanze per il divieto di determinati consumi idrici, c'è chi pensa anche agli animali: il sindaco di Costigliole d'Asti, Enrico Cavallero, ha firmato una ordinanza per "proteggerli dal caldo torrido, un dovere morale prima che di legge". Sono anche previsti controlli e multe fino a 500 euro.

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