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Uccide la moglie a Loreto, confermato il carcere. Ma anche per il gip non è femminicidio

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Il giudice per le indagini preliminari non ha convalidato il fermo, ma ha ordinato il carcere per il 39enne accusato di omicidio volontario aggravato. Ancora insufficienti gli elementi per contestare reati diversi
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Rimane in carcere Sami Khemaies, fermato giovedì scorso dopo aver confessato l’omicidio dell’ex moglie Luigia Fortunato. Quella notte è stato lui a presentarsi in caserma, con addosso i vestiti ancora insanguinati per raccontare di aver accoltellato la donna al termine di una lite e proprio questo è stato uno degli elementi che potrebbe aver indotto il giudice per le indagini preliminari a non convalidare il fermo, ma emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le condizioni perché il provvedimento d’urgenza venga confermato – pericolo di fuga, inquinamento probatorio e reiterazione del reato – per il giudice non ci sono.

Per lo stesso motivo, cioè la mancanza di elementi di indagine che allo stato possano provare almeno uno dei due criteri che permettono di contestare il femminicidio – il capo di imputazione non è stato modificato. Il 39enne rimane accusato di omicidio volontario aggravato.

Una contestazione che aveva provocato polemiche – sul caso è intervenuta anche la…

Rimane in carcere Sami Khemaies, fermato giovedì scorso dopo aver confessato l’omicidio dell’ex moglie Luigia Fortunato. Quella notte è stato lui a presentarsi in caserma, con addosso i vestiti ancora insanguinati per raccontare di aver accoltellato la donna al termine di una lite e proprio questo è stato uno degli elementi che potrebbe aver indotto il giudice per le indagini preliminari a non convalidare il fermo, ma emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le condizioni perché il provvedimento d’urgenza venga confermato – pericolo di fuga, inquinamento probatorio e reiterazione del reato – per il giudice non ci sono.

Per lo stesso motivo, cioè la mancanza di elementi di indagine che allo stato possano provare almeno uno dei due criteri che permettono di contestare il femminicidio – il capo di imputazione non è stato modificato. Il 39enne rimane accusato di omicidio volontario aggravato.

Una contestazione che aveva provocato polemiche – sul caso è intervenuta anche la ministra Roccella - già quando il fermo è stato emesso. Il giudice per le indagini preliminari Carlo Cimini sembra invece aver ritenuto valida l’impostazione della procura.

Nel frattempo, le indagini procedono. Mentre gli investigatori proseguono nella raccolta di testimonianze fra parenti e amici, nel pomeriggio si procederà all’ispezione corporale di Sami Khemaies per individuare eventuali ferite da difesa. Secondo quanto ha raccontato a inquirenti e investigatori, giovedì notte avrebbe ucciso la moglie con lo stesso coltello che prima lei minacciava di usare contro di lui. Parole che andranno tarate non solo alla luce delle eventuali ferite riportate nel presunto tentativo di difendersi, ma anche delle risultanze dell’autopsia, già in programma per domani.

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