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Polemica ai campionati italiani di pattinaggio a rotelle: troppo caldo e gli atleti svengono

Una delle atlete svenute per il caldo durante la gara 

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Alcuni tifosi e partecipanti denunciano “condizioni invivibili” e un “lampione nella pista” all’evento organizzato alla stazione Termini a Roma. La replica della federazione: “Le temperature sono eccezionali, dal secondo giorno è scattato il protocollo”
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Nausea, svenimenti, gare interrotte e posticipate per il caldo. E perfino un lampione in mezzo alla pista. I pattinatori a rotelle gareggiano sull’asfalto, sotto il sole di mezzogiorno, in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini di Roma. Attorno, tifosi e genitori si riparano come possono, armati di ombrelloni e sedie da spiaggia. O almeno è questa la situazione denunciata da alcuni partecipanti e spettatori ai Campionati italiani di Inline Freestyle, la rassegna nazionale del pattinaggio a rotelle, in scena dal 9 al 20 luglio, che ha attirato nella Capitale oltre seicento atleti provenienti da tutta Italia.

“Sono condizioni disumane, parliamo di temperature insostenibili. Diversi atleti hanno vomitato o accusato malori. Domenica, all’ora di pranzo, tra parte…

Nausea, svenimenti, gare interrotte e posticipate per il caldo. E perfino un lampione in mezzo alla pista. I pattinatori a rotelle gareggiano sull’asfalto, sotto il sole di mezzogiorno, in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini di Roma. Attorno, tifosi e genitori si riparano come possono, armati di ombrelloni e sedie da spiaggia. O almeno è questa la situazione denunciata da alcuni partecipanti e spettatori ai Campionati italiani di Inline Freestyle, la rassegna nazionale del pattinaggio a rotelle, in scena dal 9 al 20 luglio, che ha attirato nella Capitale oltre seicento atleti provenienti da tutta Italia.

“Sono condizioni disumane, parliamo di temperature insostenibili. Diversi atleti hanno vomitato o accusato malori. Domenica, all’ora di pranzo, tra partecipanti e tifosi sono state tante le persone che si sono sentite male”, racconta la madre di una giovane pattinatrice. “Sono scattati i soccorsi, fortunatamente senza conseguenze gravi. Ma abbiamo protestato: non c’è rispetto per chi, dopo un anno di sacrifici, deve gareggiare in un ambiente del genere”.

È il secondo anno consecutivo che la rassegna si svolge davanti a una stazione ferroviaria, anche se durante la scorsa edizione non sembrano esserci stati problemi simili. “L’anno scorso il campionato si è svolto comunque all’aperto, a Milano, sempre davanti alla stazione. Ma il contesto era completamente diverso: c’erano alberi, zone d’ombra e una fontanella dove rinfrescarsi. Era molto più vivibile”, racconta una atleta. “L’anno prima ancora, invece, era stato ospitato nel palazzetto dello sport di Catania. Tutta un’altra storia: aria condizionata, bar e servizi igienici ben organizzati”.

Tifosi e genitori cercano riparo dal sole con ombrelloni di fortuna 

Disagi che non risparmiano neanche il pubblico. “Siamo accampati a terra. Ora hanno finalmente montato due gazebo, ma lo spazio non basta”, dicono alcuni genitori. “Con tutto quello che abbiamo pagato per restare a Roma in questi giorni, siamo stati costretti a comprare ombrelloni di fortuna e sedie pieghevoli che, una volta finite le gare, dovremo lasciare qui”.

Un’idea del disagio che avrebbero vissuto i partecipanti si può avere guardando la diretta trasmessa domenica sul sito SkateTv. Durante una prova di coppia, un’atleta si è improvvisamente accasciata a terra. Da quel momento sono partite le proteste dei tifosi dietro le transenne.

La replica della Federazione arriva dal responsabile del settore Inline Freestyle di Skate Italia, Alessandro Cola: “Il caldo è stato eccezionale, ma già dal secondo giorno abbiamo introdotto una pausa tecnica dalle 12.30 alle 16.30, prevista dal protocollo già concordato nelle riunioni prima dell’inizio del campionato. Il caldo ha creato qualche problema agli atleti, ma non tale da impedire di gareggiare"

Poi aggiunge: “Ad esempio, due atlete coinvolte, Rebecca Proietti e Nexia Guardi, dopo la pausa per il problema del caldo hanno gareggiato. Nexia Guardi nel pomeriggio poi si è laureata campionessa italiana. Gli ombrelloni danneggiati dal vento il primo giorno, invece, sono stati sostituiti con gazebo e la sospensione delle gare è stata concordata con atleti, giudici e commissario di gara”.

L'arena di gara ripresa da SkateTv. A destra, il palo della luce nel mirino delle critiche 

Le polemiche, però, non si fermano al caldo. La pista è stata ricavata delimitando con delle transenne una porzione della piazza, dove si trova anche un palo della luce. “Normalmente non dovrebbe esserci”, osserva un coach di una delle squadre partecipanti. “Come se non bastasse, quel lampione non è neanche gommato. Basta una piccola imprecisione per finirci addosso e magari farsi male”. Nel mirino delle critiche è finito anche un tombino presente sul percorso di gara.

Problemi non rilevanti, ci tengono a far sapere i quattro volte campioni del mondo Valerio Degli Agostini e Lorenzo Guslandi: “Non abbiamo avuto problemi tali da impedirci di competere. Il campo gara era nelle condizioni ideali e non abbiamo avuto criticità di sicurezza legate al palo o ai tombini. Tutto era distante dal campo”.

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