Quasi mille indagini, 171 operazioni congiunte di polizia, 1.279 arresti, 92 milioni di euro sequestrati fra contanti e cripto. Sono i numeri di due anni di lavoro della rete investigativa europea Empact, guidata negli ultimi due anni dall’Italia, che adesso cede il timone al Belgio. Alla base, un’esigenza: di fronte a organizzazioni criminali che non conoscono frontiere, è necessario costruire un progetto investigativo in grado di tenere insieme Paesi con legislazioni che divergono su aspetti fondamentali, a partire dal riconoscimento del reato di associazione mafiosa, e sensibilità diverse.
È finita che con il coordinamento di Italia, Belgio, Austria e Spagna, i cui massimi vertici investigativi erano presenti oggi a Roma, che hanno definito le priorità, su progetti di indagine comuni si so…
Quasi mille indagini, 171 operazioni congiunte di polizia, 1.279 arresti, 92 milioni di euro sequestrati fra contanti e cripto. Sono i numeri di due anni di lavoro della rete investigativa europea Empact, guidata negli ultimi due anni dall’Italia, che adesso cede il timone al Belgio. Alla base, un’esigenza: di fronte a organizzazioni criminali che non conoscono frontiere, è necessario costruire un progetto investigativo in grado di tenere insieme Paesi con legislazioni che divergono su aspetti fondamentali, a partire dal riconoscimento del reato di associazione mafiosa, e sensibilità diverse.
È finita che con il coordinamento di Italia, Belgio, Austria e Spagna, i cui massimi vertici investigativi erano presenti oggi a Roma, che hanno definito le priorità, su progetti di indagine comuni si sono ritrovati a lavorare forze di polizia e autorità giudiziarie di 50 Paesi (i 27 Stati Membri e 23 Paesi extra-UE), supportati - in chiave multidisciplinare - da Europol, istituzioni ed agenzie europee.
“Il sistema investigativo Ue ha raggiunto livelli di efficacia di massimo livello”, ha detto il capo della polizia, Vittorio Pisani. Con il memorandum europeo Socta come base, il documento di analisi strategica utilizzato dall’Unione europea per definire le priorità operative, si è proceduto a declinare in ambito Empact i progetti investigativi sui gruppi criminali ad alto rischio.
E se le organizzazioni tradizionali storiche, più l’emergente criminalità albanese – locuzione che ha permesso di elidere gli ostacoli anche linguistici derivati dalla mancanza di parola mafia non solo in interi sistemi giudiziari, ma dal novero delle emergenze percepite in molti Paesi – si confermano il principale nemico e i business rimangono quelli classici – a partire da traffico di droga, armi e rifiuti – gli ultimi due anni di indagini hanno messo in luce nuove emergenze: attacchi informatici, frodi online, e sfruttamento sessuale dei minori.
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Fra le organizzazioni criminali ad alto rischio su cui l’Empact a guida italiana ha lavorato non ci sono quelle che si occupano di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, questione esplorata e approfondita da altri uffici in ambito europeo. In futuro, si vedrà dove verranno orientati gli sforzi dell’élite degli investigatori italiani e con quale formula, anche se Pisani ha anticipato che insieme al narcotraffico, il Mediterraneo potrebbe diventare uno dei focus principali delle attività.
E il ministro Piantedosi, non ha mancato di sottolineare: “mi fa molto piacere che fra le priorità ci sia il contrasto del traffico di esseri umani nella rotta del Mediterraneo centrale”. E prima di lui, il capo della Polizia aveva annunciato l’inizio di un progetto investigativo e di scambio di informazioni con diverse polizie europee e di area mediterranea, come Turchia e Libia.
Una presenza, quest’ultima, abbastanza ingombrante, anche alla luce di report Onu e indagini della Cpi che confermano il coinvolgimento delle massime autorità statali libiche nel meccanismo delle partenze. Oggi pomeriggio – ha confermato Piantedosi a margine, si tornerà a discutere del nuovo decreto sicurezza. “Nel completamento della discussione su questo provvedimento è stata rappresentata qualche necessità di fare qualche affinamento, rifinitura. Qualcosa l’avete anticipata – ha detto ai giornalisti – Ci vedremo in queste ore a Palazzo Chigi proprio per la rifinitura dei vari interventi". Quali però non è dato sapere.