Ufficialmente sono dispersi. Ma ore di ricerche non hanno dato alcun esito e adesso si aspetta solo che il mare, forse, restituisca i loro corpi. Cinquanta persone, fra cui donne e bambini, sono state inghiottite dalle acque al largo della Libia orientale, lungo la rotta che porta a Lampedusa.
Gli unici dieci che siano riusciti a mettersi in salvo, raggiungendo a nuoto l’isola di el Bardaa, hanno raccontato che improvvisamente la barca – come sempre sovraccarica, malconcia – si è ribaltata e i più fragili sono subito scomparsi fra le onde. Con l’estate e il mare tornato clemente, le partenze come ogni anno si moltiplicano. E dal Mediterraneo arriva un quotidiano bollettino di guerra.
Ventiquattro ore prima, una barca che secondo i racconti dei sopravvissuti per due settimane ha vagato alla deriva è stata individuata e soccorsa. Ma per quattro persone era già troppo tardi. Le altre 24, tutte in gravissime condizioni, son…
Ufficialmente sono dispersi. Ma ore di ricerche non hanno dato alcun esito e adesso si aspetta solo che il mare, forse, restituisca i loro corpi. Cinquanta persone, fra cui donne e bambini, sono state inghiottite dalle acque al largo della Libia orientale, lungo la rotta che porta a Lampedusa.
Gli unici dieci che siano riusciti a mettersi in salvo, raggiungendo a nuoto l’isola di el Bardaa, hanno raccontato che improvvisamente la barca – come sempre sovraccarica, malconcia – si è ribaltata e i più fragili sono subito scomparsi fra le onde. Con l’estate e il mare tornato clemente, le partenze come ogni anno si moltiplicano. E dal Mediterraneo arriva un quotidiano bollettino di guerra.
Ventiquattro ore prima, una barca che secondo i racconti dei sopravvissuti per due settimane ha vagato alla deriva è stata individuata e soccorsa. Ma per quattro persone era già troppo tardi. Le altre 24, tutte in gravissime condizioni, sono state portate d’urgenza in ospedale, ma le autorità libiche non hanno comunicato se tutte siano sopravvissute.
A Lampedusa, nel frattempo sono arrivate 38 persone, che viaggiavano su due diverse barche, ugualmente scalcinate. Sono state individuate dalla Guardia costiera e accompagnate al nuovo molo papa Francesco, così ribattezzato qualche settimana fa, in occasione della visita del nuovo Pontefice, Leone XIV. Fra loro, nove adolescenti che hanno affrontato il viaggio da soli e un ragazzo tunisino tetraplegico, trasferito a terra in barella e poi portato al poliambulatorio dell’isola.