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Il meteorologo: “Fino a domenica caldo record, poi la tregua. Ma rischio grandine e temporali”

Intervista a Bernardo Gozzini, direttore del Lamma: “Scenderemo intorno ai 32 gradi rispetto ai 38 di questi giorni. Le ondate di caldo, però, potrebbero non essere finite”
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Una tregua, forse passeggera. Ma sicuramente attesissima. La prossima settimana, la morsa del caldo che tiene in ostaggio l’Italia potrebbe allentarsi. E regalare alla Penisola un po’ di fresco. “Tra domenica e lunedì potremmo assistere a un ritorno a temperature più normali, intorno ai 32 gradi, rispetto ai 38 di questi giorni. Il tutto grazie a una discesa di aria più fredda dal Nord Europa, che potrebbe però innescare fenomeni intensi, come grandinate e temporali”, dice il meteorologo Bernardo Gozzini, direttore del laboratorio LaMMA, gestito da Regione Toscana e Cnr. Ma avverte: “L’estate è appena iniziata e abbiamo già avuto tre ondate di caldo. Non se ne possono escludere altre”.

Direttore, quando finirà questo caldo anomalo?

“Al momento i modelli indicano un pos…

Una tregua, forse passeggera. Ma sicuramente attesissima. La prossima settimana, la morsa del caldo che tiene in ostaggio l’Italia potrebbe allentarsi. E regalare alla Penisola un po’ di fresco. “Tra domenica e lunedì potremmo assistere a un ritorno a temperature più normali, intorno ai 32 gradi, rispetto ai 38 di questi giorni. Il tutto grazie a una discesa di aria più fredda dal Nord Europa, che potrebbe però innescare fenomeni intensi, come grandinate e temporali”, dice il meteorologo Bernardo Gozzini, direttore del laboratorio LaMMA, gestito da Regione Toscana e Cnr. Ma avverte: “L’estate è appena iniziata e abbiamo già avuto tre ondate di caldo. Non se ne possono escludere altre”.

Direttore, quando finirà questo caldo anomalo?

“Al momento i modelli indicano un possibile cambio tra domenica e lunedì. Una discesa di aria più fresca dal Nord Europa dovrebbe interessare anche l’Italia. Di conseguenza le temperature potrebbero tornare su valori più normali per il periodo. Naturalmente mancano ancora alcuni giorni e le previsioni potrebbero cambiare”.

Di quanti gradi potrebbero scendere le temperature?

“L’ipotesi è un ritorno intorno ai 31-32 gradi, rispetto ai 37-38 previsti nei prossimi giorni. Ma soprattutto torneranno notti più fresche. Il vero problema di queste ondate di calore sono proprio le notti tropicali”.

A cosa sono dovute?

“Quando durante il giorno si raggiungono i 38 gradi, servono molte ore prima che l’aria riesca a raffreddarsi. La massa d’aria è talmente calda che durante la notte la temperatura fatica a scendere sotto i 20 gradi”.

Il calo delle temperature interesserà tutta l’Italia?

“È ancora presto per stabilire con precisione dove si concentreranno i fenomeni. Tra domenica pomeriggio e domenica sera i primi effetti dovrebbero interessare il Nord-Est, in particolare Friuli Venezia Giulia, Veneto e Trentino. Lunedì il calo termico dovrebbe estendersi al Centro, mentre il Sud sarà interessato più tardi. Progressivamente torneremo su valori più vicini alla media del periodo”.

C’è il rischio di temporali violenti?

“Quando una massa d’aria così calda e ricca di umidità viene sostituita da aria più fresca, possono svilupparsi fenomeni localmente intensi, come temporali, grandinate e forti raffiche di vento. Oggi è impossibile dire con precisione quali zone saranno interessate: sarà necessario attendere gli aggiornamenti dei prossimi giorni”.

Questa ondata di caldo è davvero eccezionale?

“L’anomalia non riguarda tanto i valori massimi, quanto la loro persistenza. Questa è già la terza ondata di calore dell’estate 2026 e siamo solo all’inizio di luglio. Abbiamo avuto temperature molto elevate già a fine maggio, un’altra lunga ondata tra metà e fine giugno e ora siamo di nuovo sopra la media”.

Quindi non è escluso che possa tornare l’afa?

“Assolutamente no. Storicamente i periodi più caldi sono tra la fine di luglio e l’inizio di agosto. Negli ultimi vent’anni, però, il clima è cambiato profondamente. Le estati sono diventate più lunghe, le ondate di calore più frequenti e soprattutto molto più persistenti. Ed è proprio questa persistenza la vera anomalia”.

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