NAPOLI – Una prigione che sembra uno sfregio o un miraggio: ti dà cielo e mare insieme a quel fascio di sbarre alla finestra. Un’isola (che poi isola non è) popolata di ragazzi interrotti, con dentro troppo silenzio o troppa furia. «Ma dopo la rabbia c’è sempre il nulla. E hanno tante di quelle paure nascoste che alla fine non temono neanche la morte. Quello che serve? Esserci. Aiutarli a lasciar…