L’Italia continua a boccheggiare. Almeno per un’altra settimana sarà afa di giorno e notte tropicale dopo il tramonto. La Penisola si addentra nella terza ondata di caldo dell’estate. Un’ Italia a 40 gradi, con le colonnine di mercurio pronte a sfiorare nuovi record. Sono sette oggi le città da bollino rosso per il ministero della Salute: a Brescia, Firenze, Perugia e Torino si aggiungono Bologna, Frosinone e Roma. Numero che da domani schizzerà a 15 grazie all’ingresso nella lista di Cagliari, Campobasso, Genova, Latina, Palermo, Pescara, Rieti e Viterbo.
È la Sardegna la regione più calda per ora. I 40 gradi sono già stati raggiunti. Ma il peggio è atteso nei prossimi giorni, quando nelle zone interne si potrebbero sfiorare i 45. Intanto l’iso…
L’Italia continua a boccheggiare. Almeno per un’altra settimana sarà afa di giorno e notte tropicale dopo il tramonto. La Penisola si addentra nella terza ondata di caldo dell’estate. Un’ Italia a 40 gradi, con le colonnine di mercurio pronte a sfiorare nuovi record. Sono sette oggi le città da bollino rosso per il ministero della Salute: a Brescia, Firenze, Perugia e Torino si aggiungono Bologna, Frosinone e Roma. Numero che da domani schizzerà a 15 grazie all’ingresso nella lista di Cagliari, Campobasso, Genova, Latina, Palermo, Pescara, Rieti e Viterbo.
È la Sardegna la regione più calda per ora. I 40 gradi sono già stati raggiunti. Ma il peggio è atteso nei prossimi giorni, quando nelle zone interne si potrebbero sfiorare i 45. Intanto l’isola è assediata dalle fiamme. Sono diversi i roghi sparsi sul territorio. Nel Sulcis il fuoco sta minacciando alcune frazioni di Carbonia. Da ieri sono al lavoro quattro elicotteri regionali, uno dell’esercito e due Canadair. Altri fronti sono aperti a Giave, Ottana e Aglientu. Qui proseguono le operazioni di spegnimento dell’incendio divampato ieri nella pineta, che ha costretto all’evacuazione di due spiagge e di alcune abitazioni.
Mentre il vento continua a dare ossigeno agli incendi, i rider nelle città sono in cerca di tutele. Milano, Bologna e Firenze si preparano allo sciopero dei ciclofattorini in programma oggi pomeriggio. Domani, invece, toccherà al Piemonte. In cima alla lista delle richieste del sindacato Nidil-Cgil c’è lo stop alle consegne nelle ore più calde. Chiedono che il blocco non abbia ripercussioni sul salario: se c’è un obbligo di fermarsi, quel tempo deve essere retribuito.
Alla canicola si aggiungono i temporali, attesi già da oggi soprattutto al Nord per il cedimento dell’alta pressione. Ieri c’è stato il primo assaggio dei rischi. Si è temuto il peggio sulle Dolomiti di Sesto, in provincia di Bolzano, quando una doppia frana si è staccata nel giro di pochi minuti nei pressi del rifugio Tre Scarperi, dopo un nubifragio improvviso. È scattata subito la macchina dei soccorsi con gli elicotteri Pelikan e il soccorso alpino dell’Alta Pusteria. I tecnici hanno escluso il coinvolgimento di vittime. I massi, il fango e i detriti hanno risparmiato i tanti escursionisti che frequentano la zona. L’allerta, però, resta alta.