Avvelenate con la ricina, nuovi esami sul sangue dei familiari. La procura: puzzle si va completando
di Giulia BoeroNuovi esami sul sangue dei familiari. Nuove ricerche di ricina sugli alimenti sequestrati. L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita non si ferma. A fare il punto è la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, titolare del fascicolo sul caso di Pietracatella.
Il sangue di Gianni e Alice Di Vita, marito e figlio di Antonella, è stato prelevato a inizio luglio a Campobasso. Ora è al Robert Koch Institute di Berlino, insieme ai campioni biologici delle vittime e agli alimenti sequestrati in casa Di Vita tra fine dicembre e inizio gennaio. Il centro tedesco è tra i pochi in Europa capaci di analizzare a fondo la ricina.
Sul fronte giudiziario, la relazione autoptica - quasi 900 pagine - è ora al vaglio degli investigatori. Va incrociata con gli altri elementi raccolti finora. «Stiamo lavorando. La relazione autoptica è abbastanza corposa, va esaminata e studiata bene nei dettagli», ha spiegato Antonelli. «Ci sono tante altre attività in corso che devono ess…
Nuovi esami sul sangue dei familiari. Nuove ricerche di ricina sugli alimenti sequestrati. L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita non si ferma. A fare il punto è la procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, titolare del fascicolo sul caso di Pietracatella.
Il sangue di Gianni e Alice Di Vita, marito e figlio di Antonella, è stato prelevato a inizio luglio a Campobasso. Ora è al Robert Koch Institute di Berlino, insieme ai campioni biologici delle vittime e agli alimenti sequestrati in casa Di Vita tra fine dicembre e inizio gennaio. Il centro tedesco è tra i pochi in Europa capaci di analizzare a fondo la ricina.
Sul fronte giudiziario, la relazione autoptica - quasi 900 pagine - è ora al vaglio degli investigatori. Va incrociata con gli altri elementi raccolti finora. «Stiamo lavorando. La relazione autoptica è abbastanza corposa, va esaminata e studiata bene nei dettagli», ha spiegato Antonelli. «Ci sono tante altre attività in corso che devono essere portate a conclusione. Arriveremo, come dico sempre, a una soluzione in questo caso».
Un passaggio delicato riguarda la condotta dei medici del Cardarelli di Campobasso, indagati per omicidio colposo. La consulenza li affronta diffusamente. Ma la Procura resta prudente. «La relazione autoptica è molto complessa e si sofferma molto anche sulle responsabilità dei medici».
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Il fascicolo, intanto, si muove su più fronti. Da qualche giorno gli specialisti della polizia tedesca sono a Campobasso per collaborare con gli investigatori italiani. Martedì hanno incontrato la polizia molisana e la procura di Larino. Il tema era uno solo: quando e come effettuare il sopralluogo nella casa dei Di Vita, a Pietracatella. Il prossimo passo, quasi certamente, sarà previsto nei primi giorni di agosto.
La relazione depositata a giugno ha fissato un punto: nessuna cura diversa avrebbe salvato le due donne. Lo scrivono i quattro medici legali incaricati: Benedetta Pia De Luca, Francesco Giovanni Battista Laterza, Alessandro Locatelli, Daniele Merli. La quantità di tossina era troppo alta. L’antidoto specifico non esiste. Il decorso clinico è stato troppo rapido.
Le indagini chimico-tossicologiche confermano quanto emerso al centro antiveleni Maugeri di Pavia. L’esposizione, secondo i periti, è avvenuta per via orale. I primi sintomi sono comparsi la mattina del 25 dicembre. Indicano un contatto con la ricina tra il 23 e il 24, nei giorni dei pasti delle feste.
Tra la fine di dicembre e i primi di gennaio, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita muoiono. Nel mezzo, il sequestro degli alimenti in casa, destinati alle analisi tedesche.
Resta un nodo aperto: come la ricina sia arrivata in una cucina di Pietracatella, nei giorni di Natale. Il sopralluogo di agosto proverà a rispondere. Fino ad allora, il fascicolo di Larino resta aperto, tra i laboratori di Berlino e le strade del Molise.