Bolzano, crolla parte del palazzo del tribunale. Esulta l’estrema destra tedesca
dal nostro inviato Giampaolo Visetti“Un boato terrificante, la scossa di un terremoto e subito una nuvola bianca che impediva di respirare. Appena la polvere si è dissolta ed è calato il silenzio, ho visto che il cuore del palazzo non c’era più: dietro le macerie, potevo distinguere le montagne”. Il custode Federico Roso descrive così l’improvviso crollo della parte centrale del tribunale di Bolzano, in pieno centro cittadino.
Solo il destino ha risparmiato una tragedia. “Erano le 6.20 del mattino – dice Christian Auer, capo degli ispettori antincendio dei vigili del fuoco del capoluogo altoatesino – e all’inizio abbiamo temuto che potessero esserci persone sepolte sotto le macerie. I muri erano pericolanti, temevamo altri crolli, entrare in ciò che restava dell’edificio era pericoloso. Ho pensato a un’esplosione, magari a una bomba, o a un attentato: dopo le prime verifiche è apparso evidente che si era verificato un collasso strutturale”.
Pochi minuti ancora e i tre piani disintegrati del palazzo giustizia avrebbero travolto le sei persone addette alle pulizie, già al lavoro nelle ali laterali rimaste in piedi. Un paio d’ore e il tribunale, costruito un secolo fa su ordine di Mussolini, nel Ventennio fascista che impose l’italianizzazione del Sudtirolo, si sarebbe accartocciato sul personale della giustizia e sulla gente presente in aule e corridoi.
“Siamo tutti dei miracolati – sintetizza Francesca Bortolotti, presidente del tribunale – nella disgrazia si è verificato una grazia. Il crollo ha risparmiato le poche persone già all’interno e le molte che presto sarebbero entrate, magistrati e avvocati compresi”. A cedere di schianto, in base ai primi rilievi, quattro piloni portanti nell’area interessata da lavori di ristrutturazione.
L’edificio, passato dallo Stato alla Provincia autonoma nel 2018, si è sbriciolato dal tetto al piano terreno, travolgendo in particolare gli uffici della corte d’assise e della procura, ridotti a una montagna di detriti. Il procuratore aggiunto Igor Secco ha aperto un fascicolo d’inchiesta contro ignoti: l’ipotesi di reato è crollo colposo di costruzione. Da accertare se il cedimento sia una conseguenza dei lavori di risanamento in corso, o dovuto alle già precarie condizioni dell’edificio. Imminente la convocazione dei titolari delle imprese edili che si sono aggiudicate gli appalti per la ristrutturazione.
“Ho sentito un fragore spaventoso a pochi metri da me – dice una delle addette alle pulizie sopravvissute – e ho pensato allo scoppio di un ordigno. Per alcuni minuti non sono riuscita a muovermi e a parlare. Alla fine, mi ha chiamato una collega leggermente ferita a una mano da un pezzo di calcinaccio”. Al bilancio finale si aggiungono altre due addette alle pulizie sotto shock: l’intero quartiere a ridosso del centro storico e del lungo Talvera è stato però svegliato dal fragore, scoprendosi inghiottito da una irrespirabile nuvola di polvere, visibile da chilometri di distanza.
Più pesante la prospettiva: anni per ricostruire il tribunale e settimane per riportare alle normalità l’esercizio della giustizia. Prima conseguenza: rinviate “a data da destinarsi” tutte le udienze penali e civili, “ad eccezione di quelle indifferibili”. “La parte centrale del palazzo – dice il procuratore Alex Bisignano – è inagibile. L’impegno ora è ripristinare il servizio al più presto e capire come ridistribuire i carichi di lavoro”. Un’ordinanza del sindaco Claudio Carrarati ha chiuso anche il parcheggio provvisorio appena allestito nella piazza davanti all’edificio: il presidente della Provincia, Arno Kompatscher, è al lavoro per trovare spazi “da mettere subito a disposizione della giustizia”.
Dura la presa di posizione dell’Associazione nazionale magistrati. “Quanto accaduto a Bolzano – attacca l’Anm – è l’ennesimo allarme. Troppi palazzi di giustizia, in tutto il Paese, presentano da anni gravi criticità strutturali. Abbiamo consegnato invano al governo un dossier di 500 pagine sul degrado degli uffici giudiziari”. In una nota il ministero della Giustizia ha espresso “piena solidarietà a magistrati, personale amministrativo e avvocati”, assicurando di “essere al lavoro per una norma che rimedi alle conseguenze processuali” del disastro. Centinaia i bolzanini che per tutta la giornata, scossi dalla tragedia sfiorata, hanno raggiunto l’area transennata del crollo. Il tribunale altoatesino non rappresenta solo un’istituzione pubblica cruciale. È anche un pezzo di storia, come il vicino Monumento alla Vittoria, dal valore simbolico ancora controverso. Fatto costruire da Mussolini nel 1936 in stile razionalista, per ribadire “l’italianità dell’Alto Adige”, resta un’opera solo sopportata dalla maggioranza dei cittadini di lingua tedesca e odiata dai partiti indipendentisti, o dell’estrema destra tedesca che la considera “un baluardo della colonizzazione”.
Di qui l’immediata esultanza dopo il crollo, con le formazioni estremiste mobilitate a invocare “un’eredità da cancellare al più presto”, o “l’immediata demolizione del fatiscente edificio fascista”, applaudendo a “una bella giornata per il Sudtirolo”. Indignata la reazione dei partiti di lingua italiana e in particolare del centrodestra di Fdi e Lega, che governano Bolzano e sono giunta provinciale assieme alla Svp di lingua tedesca. “Parole gravissime e moralmente inaccettabili – la risposta – espresse prima ancora di sapere se ci fossero vittime sotto le macerie. Chi sfrutta ogni occasione per fomentare l’odio etnico e minare la convivenza, dovrebbe vergognarsi”.