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Assopiscine e Sapienza scrivono alla premier: “Rischi prevenibili. Ddl piscine entro l’estate”

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La lettera aperta a Giorgia Meloni: “Mettere a norma la struttura in generale costa l’1% del valore totale dell’impianto. Con la legge le morti possono essere arginate”
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“Una presa di aspirazione può esercitare una forza di trattenuta superiore a 200 chilogrammi. L’intrappolamento può verificarsi in pochi secondi e impedire alla vittima di liberarsi, indipendentemente dall’età, dalla forza fisica o dalla capacità di nuotare”. È un problema serio quello dei bocchettoni delle piscine. Un problema che continua a mietere vittime. L’ultima è la piccola Alice Ferrari, morta a undici anni nella piscina dei Bagni Segesta di Sestri Levante. Eppure potrebbe essere risolto con una spesa minima: “In generale, il costo del pacchetto completo di sicurezza è inferiore all’1% del valore totale dell’impianto”.

È questo il cuore della lettera aperta dei docenti della facoltà di Ingegneria civile e industriale della Sapienza, rappresentata dal professor Massimo Guarascio, del presidente di Assopiscine Ferruccio Alessandria e di Antonello Petrucci, padre del piccolo Gabriele, morto a sette anni lo scorso aprile in una vasca termale di Suio, in provincia di Latina. Un app…

“Una presa di aspirazione può esercitare una forza di trattenuta superiore a 200 chilogrammi. L’intrappolamento può verificarsi in pochi secondi e impedire alla vittima di liberarsi, indipendentemente dall’età, dalla forza fisica o dalla capacità di nuotare”. È un problema serio quello dei bocchettoni delle piscine. Un problema che continua a mietere vittime. L’ultima è la piccola Alice Ferrari, morta a undici anni nella piscina dei Bagni Segesta di Sestri Levante. Eppure potrebbe essere risolto con una spesa minima: “In generale, il costo del pacchetto completo di sicurezza è inferiore all’1% del valore totale dell’impianto”.

È questo il cuore della lettera aperta dei docenti della facoltà di Ingegneria civile e industriale della Sapienza, rappresentata dal professor Massimo Guarascio, del presidente di Assopiscine Ferruccio Alessandria e di Antonello Petrucci, padre del piccolo Gabriele, morto a sette anni lo scorso aprile in una vasca termale di Suio, in provincia di Latina. Un appello rivolto alla premier Giorgia Meloni e ai presidenti di Camera e Senato affinché il ddl Piscine “venga approvato prima della pausa estiva”.

A norma con l’1% del valore dell’impianto

“Assistere al ripetersi di incidenti con dinamiche analoghe provoca sconcerto”, scrive Antonello Petrucci nella lettera. “Dopo la morte di Gabriele, vedere un’altra bambina perdere la vita in piscina rende ancora più urgente una risposta concreta da parte delle istituzioni. Chiediamo che il lavoro già avviato venga portato a termine e che il disegno di legge sia approvato senza ulteriori rinvii”.

L’analisi tecnica dei rischi dei bocchettoni, coordinata dal decano della Sapienza Massimo Guarascio, è chiara: “Si tratta di un rischio diverso dal comune annegamento e che richiede specifiche misure di prevenzione tecnica”, spiega il professore. I costi, aggiunge, sono “contenuti e proporzionati”. Una protezione o griglia certificata può avere un costo compreso tra 100 e 700 euro per ciascuna presa; un sistema secondario di arresto della pompa tra 500 e 1.500 euro; una verifica periodica circa 130 euro. Il costo stimato di un pacchetto completo di adeguamento è compreso tra 1.000 e 5.000 euro nei casi che non richiedono opere strutturali e tra 5.000 e 10.000 euro quando sono necessari interventi strutturali”. In generale, il costo del pacchetto completo di sicurezza è inferiore all’1% del valore totale dell’impianto.

Il ddl Piscine e le morti in acqua

Il ddl Piscine è stato approvato il 30 luglio 2025 dal Consiglio dei ministri ed è ora all’esame del Parlamento. Come ha spiegato a Repubblica Ferruccio Alessandria, attualmente non esistono norme cogenti per gli impianti: “Le norme UNI e UNI EN, recepite anche dalla normativa europea, sono raccomandazioni. Definiscono criteri di sicurezza, compresi quelli per evitare l’intrappolamento negli impianti di aspirazione. Ma non sono leggi: la loro applicazione è volontaria”.

Un vuoto normativo che ha avuto effetti devastanti, continua il presidente di Assopiscine: “L’ultimo rapporto registra 37 morti tra il 2024 e il 2025. Il 54% delle vittime ha tra 0 e 14 anni. Il 43% degli incidenti è avvenuto nelle piscine delle strutture turistiche, il 24% in quelle pubbliche, il 22% in quelle private, l’8% nei parchi acquatici e l’1% nelle piscine condominiali. Dire che la maggior parte delle morti sia dovuta a malori o alla disattenzione dei genitori non è corretto”.

Lo scorso giugno la premier Meloni aveva scritto alla madre del piccolo Matteo Brandimarti, morto a 12 anni la notte del 10 aprile, dopo essere stato risucchiato il giorno di Pasqua dal bocchettone di una vasca idromassaggio in un hotel di Pennabilli, nel Riminese, promettendo “di accelerare l’iter del disegno di legge e arrivare nel più breve tempo possibile alla sua approvazione definitiva”.

L’appello

I firmatari ringraziano la premier Meloni, il ministro Musumeci e il presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Ugo Cappellacci, per l’impegno assunto. Ma ribadiscono: “L’obiettivo ora deve essere quello di completare rapidamente l’esame in Commissione e consentire alla Camera dei deputati di approvare il testo entro la pausa estiva, evitando ulteriori rallentamenti e creando le condizioni per un immediato avvio dell’esame presso il Senato”. Perché “educazione al nuoto, sorveglianza e sicurezza degli impianti devono essere considerate misure complementari. Nessuna di esse può essere utilizzata per escludere o rinviare le altre”.

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