Il caldo e i litigi di coppia o i conflitti al lavoro: “Amplifica stanchezza e irritabilità”
di Ettore SaladiniDietro un litigio al lavoro. Oppure all’ombra di una crisi di coppia. Un ospite invisibile, ma capace di farsi sentire in casa, in ufficio e in strada. È anche colpa del caldo se la vita di tutti i giorni può scivolare verso rabbia e stress. Parola di Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima): “Non si tratta di attribuire ogni conflitto alle ondate di calore, ma di riconoscere che l’ambiente termico può amplificare stanchezza e reattività emotiva. Due elementi essenziali di un litigio”.
Dottore, il caldo fa litigare di più?
"Il caldo intenso ha un effetto diretto sul corpo e sulla mente: modifica i nostri comportamenti quotidiani. Sul piano relazionale può abbassare la soglia di tolleranza alle frustrazioni. Possono comparire stress, ansia, difficoltà nel prendere sonno,…
Dietro un litigio al lavoro. Oppure all’ombra di una crisi di coppia. Un ospite invisibile, ma capace di farsi sentire in casa, in ufficio e in strada. È anche colpa del caldo se la vita di tutti i giorni può scivolare verso rabbia e stress. Parola di Alessandro Miani, presidente della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima): “Non si tratta di attribuire ogni conflitto alle ondate di calore, ma di riconoscere che l’ambiente termico può amplificare stanchezza e reattività emotiva. Due elementi essenziali di un litigio”.
Dottore, il caldo fa litigare di più?
"Il caldo intenso ha un effetto diretto sul corpo e sulla mente: modifica i nostri comportamenti quotidiani. Sul piano relazionale può abbassare la soglia di tolleranza alle frustrazioni. Possono comparire stress, ansia, difficoltà nel prendere sonno, confusione e stanchezza. Fattori che, sommati tra loro, finiscono per pesare sulla vita quotidiana e possono favorire un aumento dei conflitti, ad esempio in coppia o sul lavoro”.
C’è una ragione chimica precisa?
"L’organismo deve impiegare molte risorse per mantenere stabile la temperatura interna. Aumentano la vasodilatazione cutanea, la sudorazione e il lavoro cardiovascolare. Quando il caldo è intenso può inoltre attivarsi la risposta generale allo stress, con rilascio di catecolamine e, soprattutto nelle esposizioni acute più severe, di cortisolo. Non è però scientificamente corretto ricondurre gli effetti del caldo a una singola sostanza chimica o affermare con certezza che determini una specifica carenza di serotonina o dopamina”.
Entrano in gioco più fattori, quindi.
"Gli effetti sul cervello dipendono da meccanismi concomitanti: disagio termico, affaticamento fisiologico, disidratazione, perdita di elettroliti e mancanza di sonno. Ne possono derivare una riduzione dell’attenzione, della memoria di lavoro, della velocità di elaborazione e della capacità di prendere decisioni”.
Quando il nervosismo da caldo non va sottovalutato?
"Quando è intenso, dura per diversi giorni, impedisce di lavorare o svolgere attività normali. Ancora, quando compromette seriamente i rapporti con gli altri oppure si associa a forte ansia, agitazione, insonnia persistente o al peggioramento di un disturbo psicologico già presente. Confusione, disorientamento, difficoltà a parlare o camminare, perdita di coordinazione, svenimento, convulsioni o alterazioni dello stato di coscienza non devono essere interpretati come semplice nervosismo: possono essere segnali di una grave patologia da calore e richiedono un intervento medico urgente”.
Come si possono arginare i litigi da caldo?
"Sul piano relazionale conviene programmare le conversazioni più impegnative e le attività complesse nelle ore più fresche della giornata, fare pause, riconoscere precocemente i segnali di affaticamento e rinviare una discussione quando ci si accorge di essere particolarmente irritabili. Anche brevi soste in luoghi ombreggiati, verdi o comunque più freschi possono contribuire a ridurre il disagio. Ovviamente, il caldo non è l’unica causa: le temperature amplificano i fattori alla base dei litigi”.