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Il presidente di Assopiscine: “I bocchettoni possono uccidere, vi spiego perché serve la legge”

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Parla Ferruccio Alessandria: “Non si può pensare di essere contrari al ddl piscine per non voler spendere soldi per adeguare gli impianti. Tra il 2024 e il 2025, secondo i dati dell’Istituto superiore di Sanità sono morte 37 persone”
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La tragedia della undicenne a Sestri Levante poteva essere evitata. Così come quella del piccolo Gabriele Ubaldo Petrucci, morto a sette anni lo scorso aprile in una vasca termale di Suio, in provincia di Latina. Due giovani vite spezzate dall’assenza di una legge, spiega il presidente di Assopiscine Ferruccio Alessandria, che rilancia la necessità dell’approvazione del ddl piscine: “Siamo in prima linea. Non si può pensare di essere contrari per non voler spendere soldi per adeguare gli impianti. Se la norma non piace, che si proponga un’alternativa. Tra il 2024 e il 2025, per l’Istituto superiore di Sanità sono morte 37 persone in piscina”.

Per questo Assopiscine ha avviato un progetto per diffondere la cultura della sicurezza insieme al dottor Antonello Petrucci, padre del piccolo Gabriele, e al professor Massimo Guarascio, decano del corso di laurea in Ingegneria della Sicurezza della Sapienza di Roma. “A chi sostiene che si tratti di pochi casi, rispondo che se anche una sola di …

La tragedia della undicenne a Sestri Levante poteva essere evitata. Così come quella del piccolo Gabriele Ubaldo Petrucci, morto a sette anni lo scorso aprile in una vasca termale di Suio, in provincia di Latina. Due giovani vite spezzate dall’assenza di una legge, spiega il presidente di Assopiscine Ferruccio Alessandria, che rilancia la necessità dell’approvazione del ddl piscine: “Siamo in prima linea. Non si può pensare di essere contrari per non voler spendere soldi per adeguare gli impianti. Se la norma non piace, che si proponga un’alternativa. Tra il 2024 e il 2025, per l’Istituto superiore di Sanità sono morte 37 persone in piscina”.

Per questo Assopiscine ha avviato un progetto per diffondere la cultura della sicurezza insieme al dottor Antonello Petrucci, padre del piccolo Gabriele, e al professor Massimo Guarascio, decano del corso di laurea in Ingegneria della Sicurezza della Sapienza di Roma. “A chi sostiene che si tratti di pochi casi, rispondo che se anche una sola di queste morti può essere evitata grazie a una legge, allora approvarla diventa un dovere”, dice Guarascio, che all’università coordina un forum dedicato alla sicurezza nelle piscine.

Presidente Alessandria, perché le norme non sono cogenti?

“Le norme UNI e UNI EN, recepite anche dalla normativa europea, sono raccomandazioni. Definiscono criteri di sicurezza, compresi quelli per evitare l’intrappolamento negli impianti di aspirazione. Ma non sono leggi: la loro applicazione è volontaria”.

Cosa prevedono per i bocchettoni?

“Stabiliscono come devono essere progettati e dimensionati i componenti. L’acqua della piscina viene aspirata, filtrata, trattata e poi reimmessa. Lo stesso vale per giochi d’acqua e idromassaggi. Se il bocchettone viene ostruito dal corpo di una persona, si crea un effetto ventosa. Per questo la velocità di aspirazione non deve superare gli 0,5 metri al secondo e le griglie devono essere presenti e avere fessure non superiori a 8 millimetri. Inoltre è previsto un sistema di interruzione automatica in caso di occlusione”.

A che punto è il ddl piscine?

“Sembra sia in attesa di un parere del Mef. Lo stiamo verificando, ma non c’è ancora certezza. Quello che sappiamo è che questa legge è fondamentale. Lo ha ribadito anche la premier Meloni. Se si arriva alla prossima legislatura, il rischio è di dover aspettare ancora anni. E nel frattempo le vittime continueranno ad aumentare”.

Quante sono le vittime?

“Ho letto molti dati inesatti. L’unica fonte affidabile è l’Istituto Superiore di Sanità. L’ultimo rapporto registra 37 morti tra il 2024 e il 2025. Il 54% delle vittime ha tra 0 e 14 anni. Il 43% degli incidenti è avvenuto nelle piscine delle strutture turistiche, il 24% in quelle pubbliche, il 22% in quelle private, l’8% nei parchi acquatici e l’1% nelle piscine condominiali. Dire che la maggior parte delle morti sia dovuta ai malori o alla disattenzione dei genitori non è corretto. Certo, serve buon senso. Ma il piccolo Gabriele, per esempio, sapeva nuotare benissimo”.

Perché in molti sono contrari alla norma?

“Nessuno dice apertamente di essere contrario. Il problema è che molti non vogliono sostenere i costi per mettere in sicurezza gli impianti, senza nemmeno sapere quanto costerebbe davvero l’adeguamento. In molti casi mettere a norma un impianto recente ha costi minimi. Se qualcuno ha un’alternativa siamo pronti a discuterne. Ma una legge serve. In alcuni casi in Europa ha salvato molte vite”.

Per esempio?

“La Francia ha introdotto una legge il 1° gennaio 2004 che ha ridotto del 75% gli incidenti in piscina. Anche salvare una sola vita sarebbe un risultato. E possiamo farlo adottando norme che ci sono, ma non sono obbligatorie”.

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