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Semestre filtro di Medicina, Consiglio di Stato: “Riammessi 9 studenti penalizzati da scorrimenti”

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I giudici hanno disposto nove immatricolazioni in sovrannumero, ordinato verifiche sulle modalità di correzione delle prove e accertato un posto assegnato fuori procedura
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Il ministero dell’Università ha pubblicato il nuovo decreto per il semestre filtro di Medicina, con poche modifiche rispetto al debutto del nuovo sistema. Ma la giustizia amministrativa, accogliendo i ricorsi di un gruppo di studenti, porta alla luce alcune criticità della procedura. Il Consiglio di Stato ha disposto nove immatricolazioni in sovrannumero: torneranno ad avere un posto nella sede scelta dopo essere stati penalizzati dagli scorrimenti. Mentre due ordinanze del Tar del Lazio hanno avviato nuove verifiche sulle modalità di correzione delle prove e accertato un posto assegnato fuori procedura.

Nove studenti riammessi

Il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi di nove studenti, assistiti dallo studio legale Leone-Fell & C. I …

Il ministero dell’Università ha pubblicato il nuovo decreto per il semestre filtro di Medicina, con poche modifiche rispetto al debutto del nuovo sistema. Ma la giustizia amministrativa, accogliendo i ricorsi di un gruppo di studenti, porta alla luce alcune criticità della procedura. Il Consiglio di Stato ha disposto nove immatricolazioni in sovrannumero: torneranno ad avere un posto nella sede scelta dopo essere stati penalizzati dagli scorrimenti. Mentre due ordinanze del Tar del Lazio hanno avviato nuove verifiche sulle modalità di correzione delle prove e accertato un posto assegnato fuori procedura.

Nove studenti riammessi

Il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi di nove studenti, assistiti dallo studio legale Leone-Fell & C. I magistrati hanno dispostol’immatricolazione in sovrannumero nelle sedi indicate come prima scelta: Palermo, Bologna, Catanzaro, Pisa, Torino, Napoli Federico II e Vanvitelli.

Secondo i giudici, senza il contestato meccanismo di “ripescaggio” previsto dagli scorrimenti, quei posti sarebbero spettati fin dall’inizio a loro, in base al punteggio ottenuto. Invece, il sistema di recupero ha consentito ad altri candidati con punteggi più bassi di scavalcarli e ottenere quei posti. E gli altri sono stati privati della sede preferita.

Un posto assegnato fuori procedura

C’è poi il caso di Palermo. Con un’ordinanza del 16 luglio, il Tar del Lazio ha accertato che una studentessa è stata immatricolata al corso di Medicina al di fuori della procedura prevista dal decreto ministeriale 1115 del 2025. Secondo i giudici, era stata immatricolata prima dell’unico scorrimento nazionale pur non avendo un punteggio sufficiente.

Nell’ordinanza il Tar parla di “inserimento abusivo”. Secondo lo studio legale Leone-Fell, sarebbero otto i casi simili in tutta Italia, anche se quello di Palermo è, per ora, l’unico già accertato dai giudici. Due riguarderebbero lo stesso ateneo siciliano. Un secondo ricorso sarà discusso il 5 agosto.

Sotto esame anche le correzioni

Non è finita. Con un’altra ordinanza, il Tar del Lazio ha chiesto al ministero dell’Università, al Cineca e a oltre quaranta atenei di consegnare documenti e chiarimenti sulle correzioni delle prove.

L’obiettivo è verificare il rispetto di criteri uniformi di valutazione, della collegialità delle commissioni e delle procedure di verbalizzazione, oltre ad accertare se elaborati identici siano stati valutati in modo diverso da commissioni differenti e se siano state rispettate le regole che hanno determinato la graduatoria nazionale.

Le reazioni

“Mentre il ministero continua a sostenere che il semestre filtro abbia funzionato correttamente, i giudici stanno disponendo immatricolazioni, accertando posti assegnati fuori dalle regole e ordinando verifiche sulla procedura”, dicono gli avvocati Francesco Leone, Simona Fell e Floriana Barbata, dello studio Leone-Fell & C., che assiste oltre duemila studenti ricorrenti. “Tre decisioni che delineano un quadro che merita la massima attenzione”.

Anche il Comitato Semestre Filtro chiede piena chiarezza sulla vicenda: “Non possiamo più parlare di episodi isolati. Esistono provvedimenti che impongono verifiche sul sistema di correzione, riconoscono anomalie negli scorrimenti e accertano immatricolazioni fuori procedura. Ora ministero, Cineca e università devono fornire tutte le risposte richieste dal Tar”.

Sulla vicenda interviene anche il Partito Radicale, che fa parte del Comitato. “Abbiamo ricostruito otto anomalie, ma non sappiamo se siano tutte. Per questo presenteremo un esposto alla Procura chiedendo di accertare quante immatricolazioni siano avvenute fuori procedura, in quali atenei e su indicazione di chi”, dice Matteo Hallissey.

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