Non solo Ceccherini: da Pupo a Michael Jordan quando il gioco d’azzardo è un vizio dei vip
di Ettore SaladiniFare soldi, per fare soldi. E anche per soddisfare un bisogno compulsivo. La ludopatia è un disturbo democratico. Non risparmia nessuno: dai giocatori di slot machines nei bar ai vip della musica, dello sport e del cinema. Lo ha ricordato Massimo Ceccherini, con il suo debito da un milione e 400 mila euro che sarebbe stato saldato dall’amico Matteo Garrone.
Le storie di vite brillanti con la passione per il gioco sono molte: Vittorio De Sica, Pupo, Marco Baldini, Emilio Fede, Katia Ricciarelli, Mara Maionchi e le star di Hollywood Ben Affleck e Charlie Sheen. Fino al mondo dello sport, con il calcioscommesse italiano e le leggende americane Tiger Woods e Michael Jordan. “Perché il gioco dovrebbe essere peggiore di qualsiasi altro mezzo per far quattrini?”, si chiedeva il protagonista de Il giocatore di Dostoevskij. Un altro vip, anche se letterario. Basta leggere il romanzo per trovare la risposta.
Fare soldi, per fare soldi. E anche per soddisfare un bisogno compulsivo. La ludopatia è un disturbo democratico. Non risparmia nessuno: dai giocatori di slot machines nei bar ai vip della musica, dello sport e del cinema. Lo ha ricordato Massimo Ceccherini, con il suo debito da un milione e 400 mila euro che sarebbe stato saldato dall’amico Matteo Garrone.
Le storie di vite brillanti con la passione per il gioco sono molte: Vittorio De Sica, Pupo, Marco Baldini, Emilio Fede, Katia Ricciarelli, Mara Maionchi e le star di Hollywood Ben Affleck e Charlie Sheen. Fino al mondo dello sport, con il calcioscommesse italiano e le leggende americane Tiger Woods e Michael Jordan. “Perché il gioco dovrebbe essere peggiore di qualsiasi altro mezzo per far quattrini?”, si chiedeva il protagonista de Il giocatore di Dostoevskij. Un altro vip, anche se letterario. Basta leggere il romanzo per trovare la risposta.
Vittorio De Sica
A incoronare Vittorio De Sica come giocatore non è una persona qualunque. È Mario Puzo, lo scrittore de Il Padrino, a definirlo uno dei tre più grandi giocatori nella storia di Las Vegas. Il regista, vincitore di quattro premi Oscar, era noto per essere un giocatore accanito. Frequentava abitualmente i grandi casinò di Saint Vincent, Monte Carlo e Sanremo.
A raccontarlo è stato anche il figlio Christian. Una sera, dopo aver perso tutto, il padre gli chiese in prestito le 250 mila lire guadagnate con il suo primo spettacolo per tornare al tavolo. Prese i soldi e andò a giocare. Christian lo ha sempre difeso, dicendo che l’eredità del padre, al di là dei debiti, non è economica: ma qualcosa di molto più prezioso.
Pupo e Marco Baldini
“Avevo sistemato tutto con l’idea di morire a cinquant’anni in un turbine di sesso e gioco d’azzardo. E invece ora sono davanti al mezzo secolo, ma di carriera”, aveva raccontato la scorsa estate Pupo a Repubblica.
Il cantante non ha mai nascosto i suoi problemi con la ludopatia: ha raccontato di aver perso milioni di euro tra casinò e roulette. Tanto che ha più volte confessato di aver toccato il fondo, fino a pensare al suicidio. "Il gioco è una malattia”, ha ripetuto in molte interviste, raccontando di esserne uscito grazie alla famiglia e a un lungo percorso terapeutico.
Un altro vip italiano spesso associato al gioco d’azzardo è Marco Baldini. Lo storico conduttore radiofonico ha raccontato di aver perso milioni di euro tra scommesse e corse dei cavalli, di essersi ritrovato sommerso dai debiti e di aver pensato al suicidio. Una storia diventata simbolo della dipendenza dal gioco, anche se negli ultimi anni lo stesso Baldini ha sostenuto che quel racconto fosse stato in parte una copertura per nascondere altri problemi economici e giudiziari.
Emilio Fede
Tra i frequentatori abituali dei casinò c’era anche Emilio Fede. Le serate dell’ex direttore del Tg4 tra roulette e tavoli verdi sono finite più volte al centro delle cronache, così come le ingenti somme vinte e perse. Nel 2018 dichiarò ufficialmente di non giocare da oltre trent’anni. La passione, però, era rimasta. Tanto che, certe volte, per nostalgia chiamava il sindaco della città di un noto casinò per sapere come andassero gli affari.
Katia Ricciarelli e Mara Maionchi
Anche Katia Ricciarelli e Mara Maionchi hanno parlato del loro rapporto con il gioco d’azzardo. La soprano ha raccontato di amare le slot machines e il casinò di Montecarlo, pur negando di aver mai avuto una dipendenza. Mara Maionchi, invece, ha scelto di farsi interdire dai casinò italiani e svizzeri quando si è accorta che quella passione rischiava di prendere troppo spazio nella sua vita.
Quando a scommettere sono i campioni
Lo sport italiano ha avuto i suoi casi di scommesse, fino agli ultimi di Nicolò Fagioli, Sandro Tonali e Nicolò Zaniolo. Ma negli Stati Uniti si raggiungono altre cifre. Il golfista Tiger Woods avrebbe giocato a blackjack fino a 25 mila dollari a mano, con una linea di credito da un milione nei casinò di Las Vegas. Michael Jordan, invece, fu accusato da un ex compagno di aver accumulato un debito da 1,25 milioni di dollari, poi ridotto a 902mila, per delle scommesse sul golf.
Da Las Vegas a Hollywood
Non può mancare Hollywood. L’attore Charlie Sheen ha raccontato di aver speso fino a 200 mila dollari a settimana in scommesse sportive, bruciando milioni di dollari. Ben Affleck invece è diventato famoso per la sua abilità al blackjack: nel 2014 fu invitato a lasciare un tavolo dell’Hard Rock Hotel & Casino di Las Vegas dopo aver vinto troppo grazie al conteggio delle carte.