Bimbi intossicati in piscina, tutto quello che c’è da sapere sul cloro: limiti, centraline, quantità
di Elena DusiSono gli operatori delle piscine, di solito, le vittime degli incidenti con il cloro. L’episodio avvenuto ieri a Mentana, con 8 bagnanti accompagnati in ospedale, fra cui una bambina di 5 anni in codice rosso, è più difficile da spiegare. “Si può ipotizzare un cattivo funzionamento della centralina che regola il dosaggio, dopo una possibile interruzione delle pompe di circolazione” suggerisce Ivano Pelosin, ingegnere chimico e socio di Assopiscine. Costruttore lui stesso di piscine, ha coordinato per dieci anni la commissione Uni che mette a punto le norme tecniche per la sicurezza delle piscine pubbliche.
Quali sono gli incidenti più frequenti con il cloro?
“Il più diffuso riguarda l’imperizia durante il caricamento dei serbatoi. Oltre al cloro, per correggere il ph dell’acqua, bisogna aggiungere nella piscina anche dell’acido. Cloro e acido vengono caricati in due serbatoi diversi, in locali tecnici che si trovano accanto alla piscina. I serbatoi devono essere distanti e marcati da …
Sono gli operatori delle piscine, di solito, le vittime degli incidenti con il cloro. L’episodio avvenuto ieri a Mentana, con 8 bagnanti accompagnati in ospedale, fra cui una bambina di 5 anni in codice rosso, è più difficile da spiegare. “Si può ipotizzare un cattivo funzionamento della centralina che regola il dosaggio, dopo una possibile interruzione delle pompe di circolazione” suggerisce Ivano Pelosin, ingegnere chimico e socio di Assopiscine. Costruttore lui stesso di piscine, ha coordinato per dieci anni la commissione Uni che mette a punto le norme tecniche per la sicurezza delle piscine pubbliche.
Quali sono gli incidenti più frequenti con il cloro?
“Il più diffuso riguarda l’imperizia durante il caricamento dei serbatoi. Oltre al cloro, per correggere il ph dell’acqua, bisogna aggiungere nella piscina anche dell’acido. Cloro e acido vengono caricati in due serbatoi diversi, in locali tecnici che si trovano accanto alla piscina. I serbatoi devono essere distanti e marcati da etichette di colori ben distinti per evitare errori. Caricare il cloro nel serbatoio dell’acido e viceversa fa sviluppare infatti una nuvola nociva di cloro, che può investire l’operatore”.
La nuvola può in qualche modo arrivare ai bagnanti?
“Dovremmo immaginare una piscina al chiuso con un impianto per l’aspirazione dell’aria molto vicino al locale tecnico in cui si sviluppa una nuvola di cloro. E’ un’ipotesi però poco realistica perché il cloro è più pesante dell’aria e tende a restare in basso, mentre le prese per l’aspirazione dell’aria in genere sono montate in alto”.
Come può avvenire un errore di dosaggio invece?
“La concentrazione del cloro nell’acqua deve essere compresa tra 0,7 e 1,5 parti per milione. Le piscine hanno delle centraline che regolano l’erogazione del cloro in modo automatico. Degli elettrodi nell’acqua avvertono quando la concentrazione sta scendendo troppo e attivano le pompe per ristabilire il giusto livello. Se una centralina è tarata molto male e immette nella piscina una quantità di prodotto clorato notevolmente più alta del necessario, i bagnanti potrebbero restare intossicati. Per evitarlo gli impianti moderni hanno dei limiti di erogazione e usano serbatoi di dimensioni contenute. Perché si verifichi un incidente simile l’impianto deve essere vecchio e in cattive condizioni”.
Si possono avanzare altre ipotesi?
“Quando il ph è lontano dal valore giusto di 7,2-7,4 e l’acqua è molto contaminata si forma il cosiddetto cloro legato. Tecnicamente si chiama triclorammina. E’ una particolare formulazione chimica che può bruciare gli occhi e causare tosse. Ma da qui a mandare una persona in ospedale ce ne corre. Mi sembra improbabile che sia avvenuto questo”.
Il cloro viene immesso nella piscina in un unico punto?
“No, viene erogato in più punti diversi, insieme all’acqua. Gli impianti più vecchi hanno meno bocche di immissione rispetto a quelli moderni. Al momento del collaudo una nuova piscina viene riempita con acqua colorata proprio per controllare che la distribuzione del cloro sia uniforme”.
L’uso del cloro è sempre obbligatorio?
“Sempre, anche nelle piscine casalinghe. E’ un disinfettante, elimina i batteri che possono contaminare l’acqua tramite l’aria o i bagnanti. Viene usato da decenni anche per rendere potabile l’acqua delle nostre città. Non manca certo l’esperienza nel suo utilizzo”.
Il disegno di legge sulla sicurezza delle piscine, lo stesso che mira a evitare gli incidenti dei bagnanti risucchiati dai bocchettoni, è ancora fermo in parlamento. Prevede novità anche sul cloro?
“Aumenta leggermente la sua concentrazione per avere più capacità disinfettante e rende obbligatorio un particolare tipo di sensore, molto preciso, per regolare l’erogazione. Attualmente queste misure di sicurezza sono contenute nelle normative tecniche che guidano la realizzazione dei nuovi impianti. Sono regole precise e sicure, ma non hanno valore cogente. Il disegno di legge fermo in parlamento, facendo esplicito riferimento a queste normative tecniche, le fa diventare finalmente obbligatorie. Negli ultimi anni sono aumentate le piscine, i bagnanti e di conseguenza anche gli incidenti. Siamo rimasti scottati dagli episodi tragici legati ai bocchettoni di aspirazione. Ora speriamo che la nuova norma renda le nostre piscine più sicure”.