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Caldo record in Sardegna: è strage di api. Le aziende del settore in ginocchio

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Tra temperature sopra i 40 gradi e incendi, gli apicoltori sono in grande difficoltà. Scatta "sa paradura", la solidarietà sarda fra pastori e agricoltori, ma non basta. Coldiretti: "Servono interventi strutturali"
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Gli effetti di oltre una settimana a quaranta gradi, con valori che si avvicinano tremendamente ai 50, sono devastanti per le isole, per abitanti e turisti e anche per gli animali. In Sardegna, ad esempio, preoccupa la strage di api che sta mettendo in ginocchio gli apicoltori.

Il caldo prolungato

Mentre la Sicilia sperimenta in queste ore nuovi picchi di calore, è la Sardegna dei 47-48 gradi toccati a più riprese in più località (come a Orani) a fare i conti con il prolungato impatto di una ondata di calore che, almeno fino a metà settimana, non darà tregua. Paesi senza elettricità e con continui blackout, la sanità sotto pressione per i ricoveri, gli impatti diretti sull’agricoltura e il rischio, anche in una regione quest’anno in positivo per riserve d’acqua, della siccità sempre alle porte.

Ma è forse il lato incendi a preoccupare di più: nelle ultime ore, dalla zona di Ottana sino a quella di Burgos, ma anche nell'agro di Teulada, canadair ed elicotteri hanno lottato in continuaz…

Gli effetti di oltre una settimana a quaranta gradi, con valori che si avvicinano tremendamente ai 50, sono devastanti per le isole, per abitanti e turisti e anche per gli animali. In Sardegna, ad esempio, preoccupa la strage di api che sta mettendo in ginocchio gli apicoltori.

Il caldo prolungato

Mentre la Sicilia sperimenta in queste ore nuovi picchi di calore, è la Sardegna dei 47-48 gradi toccati a più riprese in più località (come a Orani) a fare i conti con il prolungato impatto di una ondata di calore che, almeno fino a metà settimana, non darà tregua. Paesi senza elettricità e con continui blackout, la sanità sotto pressione per i ricoveri, gli impatti diretti sull’agricoltura e il rischio, anche in una regione quest’anno in positivo per riserve d’acqua, della siccità sempre alle porte.

Ma è forse il lato incendi a preoccupare di più: nelle ultime ore, dalla zona di Ottana sino a quella di Burgos, ma anche nell'agro di Teulada, canadair ed elicotteri hanno lottato in continuazione per spegnere roghi che hanno devastato centinaia di ettari e in alcuni casi anche grandi strutture di impianti fotovoltaici.

Morte 750 mila api

Nel cagliaritano, tra Selargius e Monserrato, un incendio ha ucciso oltre 750mila api lasciando senza più possibilità di entrate aziende e apicoltori. Una strage che segue la moria di api legata al caldo e che sta mostrando al contempo il volto positivo della solidarietà sarda. Pastori e agricoltori hanno donato beni e pecore ad apicoltori e titolari delle aziende danneggiate attraverso il gesto della “sa paradura”, l'usanza di aiuto fra chi perde bestiame all’improvviso.

L’apicoltura sarda è attualmente in “estrema sofferenza” spiega Coldiretti Cagliari che ha chiesto alla Regione “di mantenere alta l’attenzione sul comparto attraverso un monitoraggio costante dell’evoluzione della situazione. L’obiettivo è quello di agire in anticipo, evitando che un’estate che si sta già caratterizzando per temperature eccezionali possa trasformarsi in una nuova stagione critica per l’apicoltura sarda”.

Interventi strutturali

Coldiretti che chiede interventi più strutturali, non solo ristori. Gli apicoltori temono infatti il ripetersi del terribile 2023 quando, a causa del caldo estremo, diverse aziende furono danneggiate e si arrivò alla morte di milioni e milioni di api, perdendo così un patrimonio fondamentale per la biodiversità. Quest'anno in zone come quelle di Castiadas, dove si sono sfiorati i 48 gradi, il caldo estremo ha già portato alla morte di migliaia di esemplari e gli apicoltori locali hanno rilanciato l’appello, rivolto alla Regione, affinché si investa di più sul piantare alberi e preservare le risorse idriche nel tentativo di proteggere, prevenendo, gli impollinatori.

Miele a rischio

Ci sono aziende, come Apicoltura Sa Domu de S’Abi di Castiadas, che secondo i giornali locali hanno “visto morire l’intero patrimonio apistico a causa delle temperature estreme”. Con temperature esterne che superano i 45 gradi nelle arnie tutto diventa infatti più complesso. La cera dei favi tende a fondersi, le strutture crollano, il miele viene perso e migliaia di insetti muoiono soffocati a causa di condizioni termiche estreme. A questo si aggiunge un territorio che, a causa delle ondate di calore, perde tra fiamme e afa parte delle sue piante spontanee, della fioritura e del nettare. Ancor prima dei picchi massimi e di una settimana a oltre 40 gradi la Confederazione italiana agricoltori (CIA) Sardegna aveva denunciato il rischio di perdere "il 70% della produzione di miele" a causa di una primavera anomala, tra vento, piogge e poi temperature molto alte, percentuali che purtroppo dopo la terza ondata di calore stanno ora drammaticamente salendo.

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