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Scuola, presidi in rivolta: “Con la riforma Valditara sui diplomifici le nostre ferie a rischio”

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Finita la maturità, i dirigenti scolastici devono presiedere gli esami di idoneità degli studenti che chiedono di superare due anni in uno. E secondo la nuova norma voluta dal ministro non è consentito rifiutare
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Dirigenti scolastici sul piede di guerra: la riforma Valditara sui diplomifici impedisce loro di fruire delle ferie. E il sindacato Dirigentiscuola scrive al ministro per chiedere “una deroga immediata e il riconoscimento economico degli incarichi nelle scuole paritarie”. Terminata la maturità, i presidi italiani si trovano per la prima volta coinvolti negli esami di idoneità degli studenti che chiedono di saltare uno o più anni scolastici con un solo esame. Ma da quest’anno entra in vigore la norma voluta dal ministro dell’Istruzione e del merito che si è impegnato a rendere gli esami che consentono con un “salto” al massimo di due anni una faccenda seria. Sottraendo alle paritarie un facile business. Ma la stretta sui diplomifici mette nei guai i dirigenti scolastici.

La lotta ai diplomifici

L’articolo 5 del decreto ministeriale dello scorso novembre, che ha come oggetto gli “Esami di idoneità nei percorsi del sistema nazionale di istruzione”, tra le altre cose, stabilisce che “se l…

Dirigenti scolastici sul piede di guerra: la riforma Valditara sui diplomifici impedisce loro di fruire delle ferie. E il sindacato Dirigentiscuola scrive al ministro per chiedere “una deroga immediata e il riconoscimento economico degli incarichi nelle scuole paritarie”. Terminata la maturità, i presidi italiani si trovano per la prima volta coinvolti negli esami di idoneità degli studenti che chiedono di saltare uno o più anni scolastici con un solo esame. Ma da quest’anno entra in vigore la norma voluta dal ministro dell’Istruzione e del merito che si è impegnato a rendere gli esami che consentono con un “salto” al massimo di due anni una faccenda seria. Sottraendo alle paritarie un facile business. Ma la stretta sui diplomifici mette nei guai i dirigenti scolastici.

La lotta ai diplomifici

L’articolo 5 del decreto ministeriale dello scorso novembre, che ha come oggetto gli “Esami di idoneità nei percorsi del sistema nazionale di istruzione”, tra le altre cose, stabilisce che “se l’esame di idoneità si riferisce a due anni di corso, l’istituzione scolastica lo segnala tempestivamente all’Ufficio scolastico regionale competente, che provvede alla nomina di un presidente esterno all’istituzione scolastica, individuato fra i dirigenti scolastici delle istituzioni scolastiche viciniori”. Ma prevede pure che “la partecipazione ai lavori delle commissioni rientra tra gli obblighi inerenti allo svolgimento delle funzioni proprie del personale dirigenziale della scuola” e che “non è consentito rifiutare o abbandonare l’incarico”.

La protesta

Ad alzare la voce su una situazione che appare singolare è Dirigentiscuola. "I dirigenti scolastici – scrive sul proprio sito – rischiano di vedere compromesso il diritto costituzionale alle ferie a causa del sovrapporsi degli adempimenti amministrativi estivi e degli incarichi obbligatori previsti dal DM 218/25 in materia di esami di idoneità. Il problema è maggiormente sentito – continua il sindacato – per le scuole paritarie, ma riguarda anche le scuole statali, per i quali molti dirigenti scolastici – anche dopo aver comunicato le ferie – sono stati letteralmente “precettati” dagli Uffici scolastici regionali, spesso anche con toni perentori e intimidatori”.

Gli impegni estivi dei presidi

Secondo l’associazione sindacale, una volta conclusi gli esami di maturità i dirigenti non possono ancora usufruire del periodo di riposo essendo impegnati nelle attività di gestione e rendicontazione dei progetti Pnrr e Pon, caratterizzate da scadenze stringenti che richiedono una presenza costante”. Se a questi impegni si aggiunge la presidenza degli esami di idoneità “si finisce per comprimere il diritto al riposo e alla salute dei dirigenti scolastici, in contrasto con l’articolo 36 della Costituzione e con le tutele previste dal contratto collettivo nazionale”.

La richiesta

Dirigentiscuola formula due richieste: “introdurre una deroga immediata all’obbligo di accettare gli incarichi per i dirigenti che abbiano già programmato il periodo di ferie o che siano impegnati nelle attività Pnrr e Pon” e prevedere un compenso specifico a carico delle strutture interessate o dell’amministrazione”. “Non è più sostenibile – commenta il presidente nazionale Dirigentiscuola, Attilio Fratta – continuare a caricare i dirigenti scolastici di nuovi obblighi senza riconoscere il diritto al riposo e senza prevedere alcun ristoro economico con il paravento dell’onnicomprensività”.

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