Gianni Cuperlo: “Questi violenti con noi non c’entrano, la sinistra è per la legalità”
di Concetto VecchioGianni Cuperlo, deputato del Pd, la destra usa gli incidenti della Tav e di Bologna per mettere in croce la sinistra?
"Sì, con un’aggravante. Che a destra non sono tanto incolti da ignorare la distanza abissale tra gli antagonisti e i cittadini scesi pacificamente in piazza per chiedere piena luce sull’uccisione di Fakir. Così come sanno benissimo che i violenti No Tav nulla hanno a che vedere con la sinistra e col Pd. Eppure, non hanno atteso un minuto prima di accusarci di collusione".
Siete conniventi, ha detto Tajani.
"Che sia il ministro degli esteri a dirlo in una dichiarazione ufficiale rivela la sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo che occupa, oltre che una qualche miseria politica e morale".
Molti però pensano che la sinistra si mostri …
Gianni Cuperlo, deputato del Pd, la destra usa gli incidenti della Tav e di Bologna per mettere in croce la sinistra?
"Sì, con un’aggravante. Che a destra non sono tanto incolti da ignorare la distanza abissale tra gli antagonisti e i cittadini scesi pacificamente in piazza per chiedere piena luce sull’uccisione di Fakir. Così come sanno benissimo che i violenti No Tav nulla hanno a che vedere con la sinistra e col Pd. Eppure, non hanno atteso un minuto prima di accusarci di collusione".
Siete conniventi, ha detto Tajani.
"Che sia il ministro degli esteri a dirlo in una dichiarazione ufficiale rivela la sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo che occupa, oltre che una qualche miseria politica e morale".
Molti però pensano che la sinistra si mostri timida nel prendere le distanze dai violenti.
"È un’assurdità. Dopo le violenze in Val di Susa tutto il centrosinistra ha espresso una condanna ferma".
Il sindaco Lepore è stato imprudente a convocare la piazza?
"Ha fatto benissimo".
Anche se poi c’è stato l’assalto alla polizia?
"Quegli scontri non hanno nulla a che vedere con i cittadini convocati dal sindaco per un momento di raccoglimento, di unità. Era un modo per reagire umanamente a quel dramma".
A destra dicono che la piazza ha così espresso una sentenza sulla morte di Fakir.
"Stiamo parlando di Bologna. Questa destra non può impartire lezioni a una città che ha una tradizione democratica sempre espressa nei momenti drammatici: contro le stragi, il terrorismo brigatista. Meloni e Tajani dovrebbero saperlo".
Tra pochi giorni è il 2 agosto.
"Esatto, e se avessero un po’ di onestà intellettuale potrebbero domenica prossima salire sul palco davanti alla stazione e riconoscere la matrice fascista di una bomba che costò la vita a 85 persone e ne ferì duecento".
Cosa ci rivela la morte di Fakir?
"L’inchiesta farà il suo corso, resta che quella morte si doveva evitare. Doveva esserci un medico attrezzato a gestire l’emergenza, come servono risorse e personale nei presidi psichiatrici sul territorio".
Sempre a destra dicono che la piazza di Bologna è stata un modo per delegittimare la polizia.
"Un’accusa sconcertante".
Piantedosi vi ha lanciato un appello dopo l’assalto No Tav: "Isolare la violenza dev’essere un dovere condiviso".
"Io gli darei il numero di telefono di Tajani".
Un tempo, anche a sinistra, c’erano i servizi d’ordine. Si mediava con i manifestanti, le forze dell’ordine.
"Quel tempo non c’è più, ma stiamo al merito: esiste un’emergenza sicurezza? I dati del Viminale dicono che c’è un decremento dei reati. Però quelle statistiche sono come il pollo di Trilussa: c’è chi ne mangia due e chi resta a digiuno. I cittadini non li conforti con le cifre".
Non è un grande tema per la sinistra?
"Sì, perché chi vive nelle zone degradate non ti chiede il socialismo, ma servizi, strade illuminate, luoghi di socializzazione, l’ufficio postale, una libreria, un parco, un presidio medico, chiede dignità".
Ma qual è l’idea di sicurezza a sinistra?
"Non una torsione di tipo repressivo. Ma uno Stato autorevole nella difesa della legalità, della giustizia, del controllo del territorio, garantendo spazi di libertà e diritti come condizione per un rispetto dei doveri".
Cosa è cambiato rispetto a una volta nella lotta politica su questi temi?
"Di fronte alle stragi fasciste o al rapimento Moro le piazze si sono riempite delle bandiere di partiti e sindacati accomunati nella difesa della democrazia. La destra rimuove tutto questo. Non vi si riconosce. Sono oltre il vecchio scambio tra sicurezza e una quota di libertà. Colpiscono lo Stato di diritto, e da Trump ai nazisti tedeschi di Afd resuscitano le peggiori teorie reazionarie degli anni Trenta".
Antonio Padellaro si è chiesto: chi paga i No Tav?
"Non lo so. Mi pare evidente però che alimentare un clima di tensione va nella direzione di rendere più fragile la democrazia".
È campagna elettorale o questa è la natura della destra?
"Per anni ho conservato un articolo di Pietro Citati, uscì una domenica su Repubblica. Scriveva che avevamo perduto il principio di autorità e nessuno credeva più a nessuno. Tutto è diventato oggetto di aggressione. Era una profezia a cui la destra risponde con un di più di autoritarismo".