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Papa Leone XIV riceve Patti Smith in Vaticano

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La rockstar, accompagnata da padre Spadaro, aveva incontrato papa Francesco. Quando Bergoglio morì disse all’Osservatore Romano: “Sentiamo la sua mancanza, perché stiamo percependo di nuovo intorno a noi i terribili semi del fascismo”
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Nel bollettino quotidiano della Santa Sede figura come “la Signora Patricia Lee Smith”, il suo nome integrale all’anagrafe: papa Leone XIV ha ricevuto oggi in Vaticano Patti Smith, l’icona rock degli anni Settanta.

Col Papa nato negli Usa

Per metterla a suo agio il Papa, che l’ha accolta alla porta della sua biblioteca, le ha domandato, scherzando: "Parli inglese anche tu, non è vero?", e Patti Smith, visibilmente emozionata, ha riposto, "Certo: hi!". Ampio blazer nero, jeans scuri negli stivaletti, e le sue immancabili treccine a domare i lungi capelli grigi, l’artista, classe 46, era accompagnata da padre Antonio Spadaro, con il quale è in contatto da tempo come dimostrano numerosi incontri pubblici, da ultimo a Venezia per una performance dedicata a Ildegarda di Bingen alla Biennale, nonché un colloquio pubblicato da Repubblica nel 2025. Lo stesso gesuita ha annunciato l’udienza papale su X. In Italia in questi giorni per il suo tour estivo, il 27 luglio Patti Smith si è esibita al…

Nel bollettino quotidiano della Santa Sede figura come “la Signora Patricia Lee Smith”, il suo nome integrale all’anagrafe: papa Leone XIV ha ricevuto oggi in Vaticano Patti Smith, l’icona rock degli anni Settanta.

Col Papa nato negli Usa

Per metterla a suo agio il Papa, che l’ha accolta alla porta della sua biblioteca, le ha domandato, scherzando: "Parli inglese anche tu, non è vero?", e Patti Smith, visibilmente emozionata, ha riposto, "Certo: hi!". Ampio blazer nero, jeans scuri negli stivaletti, e le sue immancabili treccine a domare i lungi capelli grigi, l’artista, classe 46, era accompagnata da padre Antonio Spadaro, con il quale è in contatto da tempo come dimostrano numerosi incontri pubblici, da ultimo a Venezia per una performance dedicata a Ildegarda di Bingen alla Biennale, nonché un colloquio pubblicato da Repubblica nel 2025. Lo stesso gesuita ha annunciato l’udienza papale su X. In Italia in questi giorni per il suo tour estivo, il 27 luglio Patti Smith si è esibita al Circo Massimo.

Non è noto se il Papa nato negli Stati Uniti 70 anni fa sia un appassionato della musica di Patti Smith, di certo gli piace la musica pop e rock di autori come The Mamas and the Papas, Laura Pausini e Bob Dylan, che ha anche citato in un recente scritto sui rischi di una guerra atomica.

"Due cittadini di Chicago”

“Due americani. Due cittadini di Chicago. Due figure straordinarie le cui voci trasmettono speranza a un mondo diviso”, ha scritto padre Spadaro su X: “La ‘sacerdotessa del rock’, come viene spesso chiamata Patti Smith, e il Santo Padre. E’ stata un'udienza lunga che è sembrata più una conversazione tra due persone che scoprivano di essere vecchi amici, condividendo ricordi tessuti di parole e musica, sogni, visioni e speranze – sia di ieri che per oggi”.

Sintonia con Francesco

La sintonia di Patti Smith con la Chiesa cattolica non è nuova: famosa per canzoni celebri come “Because the night” o “People have the power” incontrò papa Francesco, cantando per lui in Vaticano, componendo il testo di “These Are The Words”, una canzone del documentario che Wim Wenders fece sul Papa argentino e a Bergoglio dedicò anche una poesia al momento della morte.

"Terribili semi di fascismo”

"Perdendo Papa Francesco, non lo perdiamo: se ne è andato, ma è andato oltre”, commentò Patti Smith con l’Osservatore Romano. “E noi dobbiamo prendere le parole che gli erano care — amore, umiltà, compassione —, accettarle, credere a esse nel nostro cuore e cercare, come alcuni nostri grandi maestri, di imitare Cristo, di imitare Francesco. Perché se li imitiamo siamo molto più vicini a Dio. Piango insieme alla gente, però sono anche molto felice che abbiamo avuto Francesco tra noi e che abbiamo ancora le sue parole. Dobbiamo tenerle vicino al nostro cuore”. E ancora: “Le parole che mi vengono in mente e che associo alla misericordia, all’umiltà, all’umanità, alla carità, alla speranza di Papa Francesco sono, credo, amore e compassione. E ci penso in questi giorni in cui ricorre l’ottantesimo anniversario della liberazione dal fascismo. Davvero sentiamo la sua mancanza, perché stiamo percependo di nuovo intorno a noi i terribili semi del fascismo, anche mentre celebriamo la libertà”.

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