Vaticano, cresce di 89 milioni il patrimonio dell’Apsa: dà frutto il riordino degli immobili
di Iacopo ScaramuzziIl riordino degli immobili voluto da papa Francesco e portato avanti da Leone XIV è tra i motivi dell’aumento di 89 milioni del patrimonio vaticano: lo registra il bilancio annuale pubblicato oggi dall’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
Tutti gli immobili in Italia e all’estero
L’Apsa, guidata dall’arcivescovo Giordano Piccinotti, salesiano, gestisce in Italia 4.281 unità immobiliari, cui si aggiungono circa 1.200 unità all’estero — a Londra, Parigi, Ginevra e Losanna — attraverso società interamente partecipate. Negli anni scorsi papa Francesco chiese alla “cassaforte” della Santa Sede, già quando prefetto era monsignor Nunzio Galantino e poi con monsignor Piccinotti, di inventariare il patrimonio immobiliare, far fruttare meglio locazioni e compravendite, abolendo inefficienze e privilegi infondati. Ora il comparto immobiliare, si legge nel bilancio 2025, “migliora di 9,4 milioni raggiungendo un risultato di 44,5 milioni di euro, grazie a una conduzione più effici…
Il riordino degli immobili voluto da papa Francesco e portato avanti da Leone XIV è tra i motivi dell’aumento di 89 milioni del patrimonio vaticano: lo registra il bilancio annuale pubblicato oggi dall’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.
Tutti gli immobili in Italia e all’estero
L’Apsa, guidata dall’arcivescovo Giordano Piccinotti, salesiano, gestisce in Italia 4.281 unità immobiliari, cui si aggiungono circa 1.200 unità all’estero — a Londra, Parigi, Ginevra e Losanna — attraverso società interamente partecipate. Negli anni scorsi papa Francesco chiese alla “cassaforte” della Santa Sede, già quando prefetto era monsignor Nunzio Galantino e poi con monsignor Piccinotti, di inventariare il patrimonio immobiliare, far fruttare meglio locazioni e compravendite, abolendo inefficienze e privilegi infondati. Ora il comparto immobiliare, si legge nel bilancio 2025, “migliora di 9,4 milioni raggiungendo un risultato di 44,5 milioni di euro, grazie a una conduzione più efficiente, a maggiori ricavi operativi e alla razionalizzazione dei costi di manutenzione”, e, in tal modo, riesce a “trainare la gestione ordinaria”. Nel corso dell’anno “è stato rafforzato il programma di valorizzazione del patrimonio, con l’avvio di un piano triennale (2025-2027) di alienazione degli immobili non strategici e di regolarizzazione urbanistico-catastale, per liberare capitale da reinvestire in asset più redditizi”.
La rivalutazione dell’oro
Il comparto immobiliare non è l’unico fattore con il segno positivo: “La crescita è sostenuta principalmente dalla rivalutazione dell’oro fisico in portafoglio (+40,8 milioni), dall’incremento di valore degli immobili (+39,2 milioni) e dal contributo positivo della valutazione dei titoli (+16,3 milioni), solo in parte compensati da altre componenti negative”.Complessivamente, “il patrimonio netto sale a 2.686 milioni di euro, con un incremento di circa 89 milioni rispetto ai 2.597 milioni del 2024”.
L’ultima cosa del caso di Londra
Tra le attività in cui l’Apsa è protagonista, la costruzione di un impianto agri-voltaico a Santa Maria di Galeria, nella tenuta vaticana dove un tempo sorgevano le antenne di Radio vaticana; la trasformazione in albergo della casa del clero che si trova in Via della Scrofa; infine, “in ottemperanza al Motu Proprio del 26 dicembre 2020”, l’amministrazione guidata da monsignor Piccinotti “sta portando avanti le attività finanziarie e giuridiche per la dismissione del Fondo Lussemburghese UK Opportunities (Sloane & Cadogan)”, ultimo scampolo degli investimenti della Segreteria di Stato a Londra che sono oggetto di un processo in corso nel tribunale vaticano.
Gli investimenti “prudenti”
In generale, il risultato gestionale dell’esercizio del 2025 per l’Apsa è pari a 22,8 milioni di euro. “Il confronto con i 62,2 milioni del 2024 va letto nella giusta prospettiva”, spiega Piccinotti. “Quello precedente fu un esercizio straordinario e non ripetibile, caratterizzato da proventi legati al riassetto del portafoglio finanziario. Il 2025 rappresenta invece il ritorno a condizioni operative ordinarie, e in questo contesto i segnali sono positivi”. L’utile realizzato è 16 milioni (ma il risultato contabile è -3,7 milioni perché l’utile viene collocato direttamente tra le riserve del patrimonio netto). Gli investimenti dell’Apsa, improntati alla massima prudenza, hanno avuto nel 2025 un’esposizione azionaria contenuta (circa 17%), un comparto obbligazionario al 32%, un’allocazione in oro fisico al 29% e un adeguato cuscinetto di liquidità. Come ogni anno, l’Apsa ha versato un contributo a copertura del fabbisogno della Curia Romana (che, a differenza dello Stato della Città del Vaticano, è sempre in deficit), quest’anno pari a 22,7 milioni di euro.
Una nuova costituzione vaticana
Sempre oggi papa Leone ha promulgato una nuova legge fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, che sostituisce quella approvata da papa Francesco solo tre anni fa, ma non contiene rilevanti novità. La nuova “costituzione” corregge alcune incongruenze e carenze del testo approvato da Bergoglio e lo rende un testo più coerente. Tra gli altri nodi, viene sancito una volta per tutte che la presidenza della Pontificia Commissione dello Stato della Città del Vaticano non è più riservata ai soli cardinali: possibilità introdotta nei fatti da Francesco, che nominò suor Raffaella Petrini alla guida del Governatorato vaticano (e, conseguentemente, anche della commissione), poi regolarizzata giuridicamente da Leone con un motu proprio del 2025 e ora inclusa in costituzione.