Cronaca

Caldo, oggi 19 città con il bollino rosso. In aumento gli incendi: “Europa ormai come la California”

Caldo, oggi 19 città con il bollino rosso. In aumento gli incendi: “Europa ormai come la California”

Domani i bollini rossi salgono a 23. Lunedì a 25. Temperature fino a 41 gradi. Centrali nucleari chiuse in Romania e Ungheria. Dal Danubio in secca riemerge un mammut lanoso dell’era glaciale

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La quarta ondata di caldo raggiunge l’apice questo fine settimana. Oggi 19 città su 27 avranno il bollino rosso: il livello di allerta che implica rischi per la salute per le persone fragili, ma anche per quelle sane. Domani le città in rosso saranno 23, da Bolzano a Palermo, passando per Cagliari e per Firenze, quest’anno una delle città più martoriate dai bollini rossi, dove sono previsti 39 gradi. Solo Reggio Calabria sarà in giallo (disagio lieve), mentre Messina, Bari e Ancona avranno l’arancione.

Temperature record e traffico delle vacanze

Tra oggi e lunedì sono previsti 41 gradi a Terni e 40 a Ferrara, Mantova, Modena e Parma. Dopo lunedì il termometro scenderà, ma non in modo significativo. Aumenterà in cambio l’umidità e le notti resteranno al di sopra dei 25 gradi un po’ ovunque in Italia.

Il clou dell’afa coincide con la partenza per le vacanze di agosto. L’Anas, che ha un suo diverso codice di colori per il traffico in autostrada, prevede il nero per questo fine settimana.

A Cremona il Po non è mai stato così basso: ha superato il record negativo del 2022, toccando gli 8,59 metri sotto allo zero idrometrico. La crisi coinvolge anche i fiumi del Veneto, Adige in testa. Il prelievo per l’irrigazione è stato tagliato drasticamente. I raccolti di riso sono a rischio soprattutto in Piemonte e Lombardia.

La politica si accorge del clima

Il tema del caldo comincia a coinvolgere anche la politica. «È arrivato il momento di intervenire per affrontare la crisi climatica» ha detto Elly Schlein, segretaria del Pd. “Questo caldo non è normale. E no, non dobbiamo abituarci come dice qualcuno a destra. Dobbiamo prepararci”. Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde, ha aggiunto: “Il climafreghismo della destra sta rubando il futuro alle generazioni che verranno”.

Anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha accusato il governo: “L’Italia, a differenza di altri paesi europei, sta lasciando da soli i Comuni e non ha una strategia per affrontare il tema dei mutamenti climatici”.

Il caldo: il più letale fra i disastri naturali

Fra i più attenti osservatori dei danni del clima ci sono – e non è un caso - le compagnie di assicurazioni. A loro infatti finisce spesso il conto da pagare per i danni. Ieri Munich Re ha pubblicato il suo rapporto sui disastri naturali della prima metà del 2026. “Le ondate di calore sono ormai considerate il rischio naturale che miete il maggior numero di vittime”.

Oms ed Ecdc hanno calcolato 10mila vittime in Europa solo nell’ultima settimana di giugno. Perfino nazioni che si trovano a latitudini elevate come Germania e Gran Bretagna hanno registrato più di duemila vittime a testa nei mesi passati.

L’Europa sempre più soggetta agli incendi

Hanno intanto smesso di avanzare gli incendi in Spagna e Francia, che hanno costretto all’evacuazione di oltre 300mila persone (inclusi i coniugi Clooney, che hanno una villa a Brignoles, vicino Marsiglia). Il fuoco ora sta creando grossi problemi alla Grecia. Ieri un sobborgo di Atene, Chaidari, è stato evacuato perché lambito dalle fiamme.

In Francia nel 2026 sono finora bruciati 91mila ettari. L’anno scorso erano stati 66mila, ma nel corso dell’intera stagione. Giovedì le fiamme si sono avvicinate alla centrale nucleare di Sizewell B, nel Suffolk.

Mercoledì i governi di Spagna e Gran Bretagna hanno pubblicato una dichiarazione congiunta: “Gli incendi di quest’estate dimostrano che il cambiamento climatico è un’emergenza di sicurezza che minaccia l’Europa e il nostro stile di vita”.

Uno studio pubblicato da Scientific Reports mostra che il rischio di grandi incendi è più alto del 50% oggi rispetto al periodo tra 1981 e 2010. Le condizioni di pericolo, a causa del caldo, ma anche di un suolo e di una vegetazione resi estremamente secchi dall’afa, si registravano allora per una decina di giorni in tutta l’estate. Ora sono saliti a 25. Questo rende l’Europa molto più simile di un tempo alla assai infiammabile California.

Le 25 città in bollino rosso dal 3 agosto

Per lunedì 3 agosto il ministero della Salute ha stabilito il livello 3 di rischio per il caldo (il massimo previsto) per ben 25 città sulle 27 monitorate. Il livello 3, simboleggiato da un bollino rosso, si riferisce a condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.Le 25 città che raggiungeranno il livello 3 di rischio lunedì 3 agosto sono: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Trieste, Venezia, Verona, Viterbo.

La crisi del Danubio

L’ondata di caldo sta investendo anche Spagna, Francia meridionale ed Europa centrale. In Ungheria sono previsti fino a 41 gradi. In Slovenia si è deciso di rallentare i treni tra mezzogiorno e il tramonto per paura della deformazione dei binari. Il Danubio è il grande malato fra i fiumi d’Europa. La siccità ha pressoché bloccato la navigazione, sia del trasporto merci che delle crociere turistiche. Due giorni fa dalle secche è emerso lo scheletro di un mammut lanoso dell’era glaciale.

La centrale nucleare di Paks, che produce metà dell’elettricità dell’Ungheria, è stata chiusa perché l’acqua del Danubio, scarsa e calda, non riesce a raffreddarla. Resterà ferma per settimane, prevede il primo ministro Peter Magyar, annunciando un piano di sviluppo per l’energia eolica. Un altro impianto nucleare è stato arrestato a Cernavoda, in Romania.

El Niño: “Benzina su un mondo in fiamme”

L’intensificarsi del Niño, la corrente calda del Pacifico, non depone bene neanche per la seconda metà dell’anno. L’ondata di calore iniziata giovedì scorso non ha ancora una fine in vista. Per tutto agosto l’Aeronautica prevede temperature più alte della media. El Niño quest’anno potrebbe avere un’intensità senza precedenti. Si prevede che la superficie del mare si riscaldi di oltre tre gradi e mezzo e che la corrente calda prosegua fino alla primavera del 2027, laddove di solito l’aumento resta confinato tra uno e due gradi.

“El Niño aggiunge benzina a un pianeta che è già infuocato” ha avvertito il direttore delle Nazioni Unite Antonio Guterres. “Stiamo già vivendo un’estate di estremi: caldo record, incendi apocalittici, migliaia di vite perse per le temperature torride. Ora la scienza ci dice che è solo l’antipasto. Stiamo entrando in un territorio che non è stato ancora mappato”.

Vendemmia con un mese di anticipo

Dopo l’Italia, che ha iniziato a vendemmiare la scorsa settimana, la raccolta dei grappoli è iniziata anche in Francia. La maturazione dell’uva, di solito prevista a settembre, è infatti stata accelerata dal caldo. “Sono 43 anni che faccio questo lavoro e mai eravamo partiti il 30 luglio” ha raccontato alla France Presse Alain Gleyzes, un viticoltore della costa sud. “La siccità ci ha fatto perdere il 30% del capitale vegetale”.

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