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Nessun fermo alle frontiere “Schengen mai stata a rischio”

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Il commissario europeo Brunner: “Nessuno ha attraversato il confine da Ceuta verso la Spagna” E il governo insiste: “Assumeremo 500 agenti per potenziare i controlli dei migranti”
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Nei primi quattro giorni, nella rete a strascico tirata negli aeroporti e porti italiani non è rimasto impigliato nessuno. Nessuno degli oltre 50.000 migranti arrivati a nuoto a Ceuta ( e d’altra parte non avrebbe potuto essere diversamente considerata la geografia e le regole di Schengen che non si applicano all’enclave spagnola in Marocco) ma neanche altri irregolari che, approfittando dell’assenza di controlli, speravano di entrare in Italia dalla Spagna arrivando comodamente in aereo o in nave.

«Nessuno ha attraversato il confine da Ceuta verso la Spagna continentale e l’Europa continentale. La Spagna ha confermato, che praticamente tutti coloro che sono entrati a Ceuta sono ora rientrati. L’integrità dell’area Schengen è stata preservata». La conferma arriva dal commissario europeo agli Affari Interni e Migrazioni Magnus Brunner.

Dal Viminale nessun numero sui controlli

Dal Viminale, invece, nessuna notizia: non risultano tentativi di ingressi irregolari ma non ci sono nume…

Nei primi quattro giorni, nella rete a strascico tirata negli aeroporti e porti italiani non è rimasto impigliato nessuno. Nessuno degli oltre 50.000 migranti arrivati a nuoto a Ceuta ( e d’altra parte non avrebbe potuto essere diversamente considerata la geografia e le regole di Schengen che non si applicano all’enclave spagnola in Marocco) ma neanche altri irregolari che, approfittando dell’assenza di controlli, speravano di entrare in Italia dalla Spagna arrivando comodamente in aereo o in nave.

«Nessuno ha attraversato il confine da Ceuta verso la Spagna continentale e l’Europa continentale. La Spagna ha confermato, che praticamente tutti coloro che sono entrati a Ceuta sono ora rientrati. L’integrità dell’area Schengen è stata preservata». La conferma arriva dal commissario europeo agli Affari Interni e Migrazioni Magnus Brunner.

Dal Viminale nessun numero sui controlli

Dal Viminale, invece, nessuna notizia: non risultano tentativi di ingressi irregolari ma non ci sono numeri di alcun genere che consentano un bilancio dei primi giorni della tanto contestata sospensione degli accordi di Schengen per chi arriva dalla Spagna. Un provvedimento flop di cui Madrid chiede la revoca immediata ma che il governo italiano sta valutando se mantenere per tutto il mese di agosto, non fosse altro che per tenere il punto su quello che il ministro Piantedosi ha definito «una scelta di natura cautelare e organizzativa per tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo».

Cinquecento nuovi poliziotti per i controlli alle frontiere

Il segretario di Più Europa Riccardo Magi annuncia una denuncia alla Commissione europea ritenendo la sospensione di Schengen illegittima ma, lungi dall’idea di fare un passo indietro prendendo atto della dichiarazione di crisi chiusa a Ceuta, il governo Meloni rilancia portando in Consiglio dei ministri un nuovo provvedimento per rafforzare i controlli alle frontiere. Il decreto legge approdato ieri a Palazzo Chigi prevede l’assunzione straordinaria, già a partire dal prossimo dicembre, di cinquecento agenti di polizia oltre ai contingenti già previsti. Personale da impiegare «per il potenziamento dei servizi di controllo delle frontiere e dei flussi migratori, anche relativi allo svolgimento delle verifiche preliminari di identità, di sicurezza e delle operazioni di rilevamento fotodattiloscopico e segnaletico», si legge nel provvedimento che autorizza la spesa di 20 milioni di euro per il primo anno e 27 milioni ogni anno per i prossimi dieci anni. «Una iniezione importante di risorse, che danno un aiuto a chi nella polizia di Stato si occupa di queste dinamiche", dice il ministro alla Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo.

Sbarchi ai minimi: solo 5.000 persone in due mesi

Misura che, ancora una volta, risponde all’esigenza del governo di battere il ferro della risposta securitaria ad un’emergenza che non c’è visto che l’estate del 2026 passerà alla storia come una di quelle con il più basso numero di sbarchi: appena 5.000 persone tra giugno e luglio, un terzo rispetto allo scorso anno.

In realtà i 500 nuovi poliziotti serviranno a far fronte ad un’altra emergenza, quella delle procedure accelerate di frontiera che l’Italia è tenuta ad effettuare in osservanza del nuovo Patto Ue asilo e migrazione entrato in vigore a giugno scorso.

Le procedure accelerate di frontiera

Sedicimila le procedure, riservate ai migranti provenienti dai cosiddetti Paesi sicuri, che l’Italia dovrà garantire nel primo anno di applicazione delle nuove regole, più di ogni altro Paese europeo. Significano identificazioni, rilevamenti dattiloscopici, accompagnamento delle persone nei centri dedicati, controlli della loro permanenza durante le dodici settimane in cui, in teoria, dovrà essere presa la decisione sulle richieste di asilo che si prevede vengano respinte nella quasi totalità dei casi. E a cui dovrebbe subito far seguito il rimpatrio di chi riceve il diniego. Tutti passaggi che richiedono un imponente impiego di forze dell’ordine, come sottolineato dai sindacati di polizia.

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