ROMA – Volevano fare irruzione nel resort dove dormivano decine di adolescenti ebrei italiani. Hanno urlato «Sieg Heil», il grido simbolo del nazismo, hanno fatto il saluto romano e hanno provocato i ragazzi, invitandoli a scendere in strada. L’ennesimo attacco antisemita nel cuore dell’Europa è andato in scena nella notte del 2 agosto a Bansko, il paradiso degli amanti dello sci sulle montagne della Bulgaria. Nel mirino di un gruppo di naziskin sono finiti i giovani di Sayarim, il campus estivo organizzato da Bnei Akiva, l’organizzazione ebraica che si definisce «il più grande movimento giovanile sionista del mondo». Nel resort assediato c’erano 300 ragazzi tra i 15 e i 16 anni arrivati da numerosi paesi, tra cui 70 giovani italiani delle Comunità ebraiche di Roma e Milano. Dopo due settimane nel massiccio del Pirin, tra attività, incontri e momenti di formazione, il campo era ormai terminato. I ragazzi sarebbero dovuti ripartire il giorno successivo. Ma proprio l’ultima notte in Bul…
ROMA – Volevano fare irruzione nel resort dove dormivano decine di adolescenti ebrei italiani. Hanno urlato «Sieg Heil», il grido simbolo del nazismo, hanno fatto il saluto romano e hanno provocato i ragazzi, invitandoli a scendere in strada. L’ennesimo attacco antisemita nel cuore dell’Europa è andato in scena nella notte del 2 agosto a Bansko, il paradiso degli amanti dello sci sulle montagne della Bulgaria. Nel mirino di un gruppo di naziskin sono finiti i giovani di Sayarim, il campus estivo organizzato da Bnei Akiva, l’organizzazione ebraica che si definisce «il più grande movimento giovanile sionista del mondo». Nel resort assediato c’erano 300 ragazzi tra i 15 e i 16 anni arrivati da numerosi paesi, tra cui 70 giovani italiani delle Comunità ebraiche di Roma e Milano. Dopo due settimane nel massiccio del Pirin, tra attività, incontri e momenti di formazione, il campo era ormai terminato. I ragazzi sarebbero dovuti ripartire il giorno successivo. Ma proprio l’ultima notte in Bulgaria si è trasformata in un incubo.
L’assalto neonazista è iniziato intorno alle 23.30. Un gruppo di persone vestite di nero, con simboli raffiguranti croci e teschi, ha tentato di entrare nell’hotel che ospitava i ragazzi attraverso un ingresso secondario. Hanno provato a sfondare la porta, senza riuscirci, anche grazie all’intervento degli addetti alla sicurezza. I naziskin sono fuggiti prima dell’arrivo della polizia, ma pochi minuti dopo sono tornati. Molti più dei cinque che si vedono in un video circolato nelle ore successive, nel quale gli estremisti, davanti all’albergo, urlano più volte «Sieg Heil» prima di allontanarsi. «I nostri ragazzi sono stati messi immediatamente in sicurezza, mandati nelle camere e rasserenati», racconta un’educatrice romana di 18 anni presente durante l’assalto. «La situazione che abbiamo vissuto è stata l’ennesima dimostrazione di quanto l’antisemitismo continui a essere presente nelle nostre vite».
A denunciare il caso è stato il presidente della Comunità ebraica di Roma Victor Fadlun, che ha chiesto alle autorità bulgare di identificare i responsabili. «I nostri figli non sono liberi di viaggiare in Europa senza essere esposti alla violenza e all’aggressione verbale degli antisemiti, è ignobile». La vicenda ha provocato immediate reazioni politiche. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso solidarietà ai giovani ebrei italiani, condannando «l’ennesimo episodio di antisemitismo, un germe che va combattuto». Matteo Salvini ha denunciato la «caccia all’ebreo». Netta anche la condanna della segretaria Pd Elly Schlein. «Le immagini dei naziskin sembrano arrivare da tempi bui che pensavamo di avere ormai sconfitto».
Quello del 2 agosto non sarebbe un caso isolato a Bansko, finita più volte al centro delle cronache per la presenza di cimeli nazisti in vendita nei mercatini. A febbraio si era verificato un altro episodio di sospetto antisemitismo. Un israeliano era stato ricoverato con gravissime fratture al cranio dopo un pestaggio. Secondo la versione dei familiari, la rissa sarebbe iniziata quando uno degli aggressori aveva sentito cantare sottovoce «Tel Aviv ya habibi Tel Aviv».