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Scrutini 2026, lo scoglio del primo anno alle superiori: ecco perché è il più difficile

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Il Ministero fotografa gli esiti finali delle scuole secondarie: tre ragazzi su quattro promossi, crescono le ammissioni senza debiti, ma i divari tra indirizzi e regioni sono marcati
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Cresce leggermente la quota di studenti delle scuole superiori promossi senza sospensioni del giudizio. È quanto emerge dai dati sugli scrutini finali del 2025/2026, appena diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, relativi agli studenti dal primo al quarto anno degli istituti superiori. Nell’insieme, il 77% è stato ammesso alla classe successiva senza debiti, un punto in più rispetto al 76,8% dell’anno precedente. Il 17,7% dovrà invece recuperare debiti a settembre, mentre scende al 5,3% (dal 5,7%) la quota di chi non è stato ammesso all'anno successivo.

Sale, in parallelo, anche la fascia più alta dei voti alla Maturità. Aumentano i diplomati con lode, diminuiscono quelli che si fermano al 100. La tendenza è quella di un movimento verso l’alto: i 100 e lode arrivano a quota 14.123, oltre trecento in più rispetto ai 13.857 dello scorso anno, mentre i 100 “semplici” scendono dal 7,1% al 5,3% dei diplomati.

Cresce leggermente la quota di studenti delle scuole superiori promossi senza sospensioni del giudizio. È quanto emerge dai dati sugli scrutini finali del 2025/2026, appena diffusi dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, relativi agli studenti dal primo al quarto anno degli istituti superiori. Nell’insieme, il 77% è stato ammesso alla classe successiva senza debiti, un punto in più rispetto al 76,8% dell’anno precedente. Il 17,7% dovrà invece recuperare debiti a settembre, mentre scende al 5,3% (dal 5,7%) la quota di chi non è stato ammesso all'anno successivo.

Sale, in parallelo, anche la fascia più alta dei voti alla Maturità. Aumentano i diplomati con lode, diminuiscono quelli che si fermano al 100. La tendenza è quella di un movimento verso l’alto: i 100 e lode arrivano a quota 14.123, oltre trecento in più rispetto ai 13.857 dello scorso anno, mentre i 100 “semplici” scendono dal 7,1% al 5,3% dei diplomati.

Il primo anno è il più difficile

Scomponendo il dato per anno di corso, emerge un andamento netto: più si va avanti negli studi, meno si rischia. Il primo anno resta il più difficile, e i numeri lo confermano: il 73,7% degli studenti viene ammesso alla classe successiva senza sospensioni, e quasi uno su dieci (l’8,7%) viene bocciato. La percentuale più alta di tutto il percorso scolastico. Da lì in avanti, però, il rischio si riduce anno dopo anno: in seconda gli ammessi salgono al 75,3%, mentre i bocciati scendono al 5%. In terza si arriva al 77,2% e al 4,6%, fino al quarto anno, il più tranquillo, dove gli ammessi toccano l’81,9% e le bocciature crollano al 2,8%. È soprattutto nel primo biennio, insomma, che si concentra la selezione più dura, il momento in cui più ragazzi restano indietro o lasciano la scuola.

Il sud guida la classifica degli ammessi

A cambiare la geografia scolastica italiana, poi, non sono solo i voti della Maturità. Anche negli scrutini di tutti gli anni, come già accade per i diplomi con lode, sono le regioni del sud ad avere le percentuali più alte di promozioni: la Puglia guida la classifica con l’85,7% di ammessi, seguita da Calabria (85,4%), Sicilia (84,3%), Basilicata (83,7%) e Campania (83,6%). Un caso a parte è il Trentino-Alto Adige, dove il sistema sembra funzionare quasi in bianco e nero: il 93,2% degli studenti viene promosso, zero sospensioni del giudizio, un balzo netto rispetto all’87,9% dello scorso anno. Mentre all’estremo opposto c’è la Valle d’Aosta, che con appena il 65% di ammessi ha il dato peggiore d’Italia, ed è anche la regione che peggiora di più: un anno fa gli ammessi erano il 71,2%, mentre le sospensioni sono salite dal 20,5% al 27,5%. Sotto la media nazionale restano anche Lombardia, Liguria e Sardegna, tutte ferme intorno al 70%.

La tipologia di scuola traccia le differenze più marcate

Le differenze più nette, però, emergono tra i diversi indirizzi di studio. I licei restano quelli con i risultati migliori: l’81,4% degli studenti è ammesso senza sospensioni, e appena il 2,9% viene bocciato. Gli istituti professionali hanno il tasso di bocciatura più alto in assoluto: l’8,6%, pur con un buon 76,5% di ammessi. Ma è negli istituti tecnici che la situazione si fa più delicata: solo il 69,5% degli studenti viene promosso senza sospensioni - il dato più basso tra i tre indirizzi - e ben il 22,6% resta con debiti da recuperare a settembre, la quota più alta di tutta la scuola italiana. È come se il tecnico fosse l'indirizzo dove moltissimi restano in bilico fino alla fine dell’estate.

Storie diverse a seconda dalla regione

Anche questi divari, incrociati con la geografia, raccontano storie diverse a seconda della regione. Nei tecnici il distacco tra nord e sud è più ampio della media: in Lombardia solo il 63,5% degli studenti viene ammesso senza sospensioni (con il 27,1% che resta con debiti, quasi uno su tre). In Puglia, nello stesso indirizzo, gli ammessi salgono all’80,2%. Nei professionali, invece, lo schema si inverte: qui non è sempre il sud ad avere i risultati migliori. La Campania ammette il 79,9% degli studenti, ma ha anche il tasso di bocciatura più alto d’Italia per questo indirizzo, il 12%, seguita a ruota dalla Toscana all’11,8%. E nei licei, infine, il primato assoluto resta al Trentino-Alto Adige, dove il 95,7% degli studenti è ammesso senza sospensioni e nessuno viene rimandato: il dato più alto registrato in Italia, per qualunque indirizzo, in qualunque regione.

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