Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha inviato la bozza del nuovo Codice della Strada a oltre cento tra operatori e associazioni di settore, dando così il via alla consultazione voluta dal ministro Matteo Salvini. Patente a 17 anni, sorpasso a destra in autostrada, multe proporzionate ai chilometri orari in eccesso e verbali notificati in tempi più stretti sono solo alcuni dei progetti.
Il confronto proseguirà fino al 13 settembre: ogni soggetto potrà avanzare fino a cinque proposte di modifica al testo base. Il Mit avrà poi un mese per mettere a punto la versione definitiva da approvare entro il 14 ottobre, termine ultimo della delega legislativa - già prorogata una volta - contenuta nella riforma del 2024.
Sulla carta, il pacchetto di modifiche – che con 49 capitoli e 291 articoli punta a una riorganizzazione del Codice - appare orientato a un alleggerimento delle norme. Gli assi indicati sono 15 e hanno “l’obiettivo — spiega una nota del ministero — di arrivare a un testo che sia il più vicino possibile alle esigenze degli automobilisti, con la sicurezza della circolazione come priorità”.
Una delle novità che potrebbe far discutere di più è la patente a 17 anni. La modifica nasce da un obbligo europeo: le direttive comunitarie hanno abbassato a 17 anni l’età minima per la patente B, e l’Italia dovrebbe avere tempo fino al 2028 per recepirle. Il testo del Mit va però oltre, introducendo anche la guida accompagnata a 16 anni per chi ha patente A1 o B1. Non solo. Un’ulteriore apertura riguarderà i mezzi pesanti: chi ha 17 anni e possiede patente B e Cqc (la carta di qualificazione del conducente) potrà guidare anche camion senza rimorchio. Una misura pensata per rispondere alla carenza di autotrasportatori.
Altrettanto delicata è l’ipotesi del sorpasso a destra in autostrada, oggi vietato. L’idea è di introdurre la circolazione per file parallele sulle carreggiate a tre corsie di autostrade e superstrade, un cambiamento che renderà di fatto legale superare restando sulla corsia di destra.
Cambieranno le regole anche per i motociclisti, che in caso di incidente o forte rallentamento potranno percorrere la corsia di emergenza, lasciando comunque libero il passaggio ai soccorsi. Sul fronte delle sanzioni, il criterio è la proporzionalità. Per l’eccesso di velocità la multa crescerà con i chilometri orari in più rispetto al limite: in autostrada l’ipotesi prevede 10 euro per ogni km/h di eccesso (quindi chi supera i 130 e viaggia a 140 pagherà 100 euro, chi arriva a 170 rischierà una sanzione di 400 euro). Sulle strade urbane con limite a 30 o 50 il moltiplicatore scenderà a 5 euro per km/h: il principio, spiega sempre il ministero, è che chi crea più rischio debba pagare di più. I punti patente che potranno essere decurtati saranno ancora da 1 a 10, a seconda della gravità della violazione. E nessuna novità sulla guida in stato di ebbrezza o per l’assunzione di stupefacenti.
Muteranno invece i tempi per le notifiche delle multe: per i verbali da accertamento a distanza, come quelli delle telecamere, il termine scenderà da 90 a 30 giorni; e si semplificherà la procedura per l’annullamento dei verbali errati, introducendo maggiore proporzionalità per chi ha pagato una multa con un piccolo errore di importo.
Il resto del pacchetto punta a controlli più severi sui veicoli senza assicurazione, con l’incrocio delle banche dati della Motorizzazione e il sequestro al primo controllo per chi non si è messo in regola. E mira a recuperare le sanzioni non pagate dagli stranieri, esigibili fino a cinque anni dopo l’infrazione. I Comuni saranno obbligati a iscriversi alla piattaforma Cude per il contrassegno di parcheggio per persone con disabilità, pena l’impossibilità di usare le telecamere per accertare a distanza le multe su soste riservate a disabili e Ztl.
C’è poi la categoria delle “bici a propulsione”, distinta dalle tradizionali biciclette a pedalata assistita: per chi le guida, indipendentemente dall’età, scatterà l’obbligo del casco, che oggi resta previsto solo per i minori di 14 anni su bici e pedalata assistita. La misura riguarda in particolare i mezzi usati per le consegne a domicilio, per i quali si discute anche l’introduzione di un contrassegno identificativo. Infine la destinazione d’uso dei proventi delle multe: il 70% sarà destinato all’ente proprietario della strada, da investire in sicurezza, mentre il 30% a chi ha accertato la violazione.