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Guccini, il ricordo di Zuppi al funerale tra familiari e fan: “Gigante con tanta umanità”

(lapresse)

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A Pavana la cerimonia privata per l’addio al Maestrone. Poi la cremazione a Bologna dove sarà ricordato a settembre
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«Grazie Francesco. Grazie Francesco». Nel tono sentito, ma quasi pacato, dell’unico fan che apre bocca quando il carro funebre lascia il cancello d’ingresso c’è tutto il senso del rispetto per il funerale voluto dal Maestrone. Privato, raccolto, commosso anche per la forza delle parole pronunciate durante il rito laico da chi gli ha voluto bene. Guccini ha affrontato l’ultimo di chissà quanti viaggi verso Bologna lungo la strada Porrettana alle 10.30 di ieri mattina, accompagnato dagli applausi di compaesani e appassionati. Verrà cremato e poi tornerà nel cimitero della sua Pavana, luogo dell’infanzia dove ha scelto di vivere i suoi ultimi anni, proprio di fronte alla scritta del nome del paese con l’accento giusto, sulla prima a. Lui stesso correggeva chi, non conoscendo questo lembo di terra toscana a un ponte di distanza dall’Emilia, si ostinava a farlo cadere sulla seconda.

BOLOGNA 07-08-2026 Via Paolo fabbr…

«Grazie Francesco. Grazie Francesco». Nel tono sentito, ma quasi pacato, dell’unico fan che apre bocca quando il carro funebre lascia il cancello d’ingresso c’è tutto il senso del rispetto per il funerale voluto dal Maestrone. Privato, raccolto, commosso anche per la forza delle parole pronunciate durante il rito laico da chi gli ha voluto bene. Guccini ha affrontato l’ultimo di chissà quanti viaggi verso Bologna lungo la strada Porrettana alle 10.30 di ieri mattina, accompagnato dagli applausi di compaesani e appassionati. Verrà cremato e poi tornerà nel cimitero della sua Pavana, luogo dell’infanzia dove ha scelto di vivere i suoi ultimi anni, proprio di fronte alla scritta del nome del paese con l’accento giusto, sulla prima a. Lui stesso correggeva chi, non conoscendo questo lembo di terra toscana a un ponte di distanza dall’Emilia, si ostinava a farlo cadere sulla seconda.

BOLOGNA 07-08-2026 Via Paolo fabbri 43, fiori e biglietti davanti alla casa storica di Francesco Guccini. Foto Borella / Eikon 

Ci sono una quarantina di sedie e un paio di panche di legno nel cortile della bella casa giallo pallido dove abitava Francesco Guccini, proprio sotto la strada provinciale. C’è un grande cespuglio di ortensia, c’è l’erba che si infila nelle pietre della pavimentazione e c’è la bara. Sopra sono stati messi piante e fiori di campo, una foto-collage degli amati gatti, una copia di Maigret a Parigi di Simenon e una bella immagine del cantautore, che aveva 86 anni, di una quindicina di anni fa. La moglie Raffaella è commossa mentre ascolta il cardinale di Bologna Matteo Zuppi, che nel 2016 è diventato amico di Francesco durante un viaggio ad Auschwitz. Si erano promessi che quando il primo dei due se ne sarebbe andato, l’altro avrebbe partecipato ai funerali. Il presidente della Cei e arcivescovo di Bologna parla per ultimo, mentre il sole è già entrato nella corte della casa di Pavana.

Le esequie in forma strettamente privata del cantautore italiano Francesco Guccini, Pavana, 08/08/2026 (agf)

«Credo che tutti abbiamo qualcosa da dire a Francesco. Non sappiamo con precisione, (con una certa presunzione ci illudiamo di volere e soprattutto capire tutto) cosa vedi, la pienezza di quella luce che in realtà hai intuito da qui e hai saputo scorgere nella bellezza struggente e infinita della vita. Dicevi di te di essere agnostico possibilista. In ricerca. Una cosa è certa: ci sembra impossibile salutarti e misurare l’assenza, come hanno fatto tantissimi amici tuoi (quanti ne avevi!) che si sono sentiti tutti un po’ più soli».

Zuppi parla di «assenza, ma anche presenza», richiama il grande impatto emotivo per tante persone avuto dalla morte di Guccini. «Abbiamo letto tante osservazioni, emozioni, tutte personali e positive, piene di umanità. Avviene sempre così nella poesia e nella musica, che donano parole ai sentimenti e generano sentimenti che parlano all’interiorità». Poi lo cita: «Te ne sei andato nelle “stanche, lunghe e oziose ore di agosto” (Canzone dei dodici mesi), con la discrezione e la riservatezza che sono sempre state tue, nascondendo in due sciocchezze quanto sei commosso e poi, in realtà, facendoci commuovere per come ti racconti». Zuppi fa riferimento al pensiero di Guccini. «Le ideologie confondono, fanno male. Hai ragione. Servono giganti, e quelli che piacciono al Signore non sono i grandi di questo mondo ma quelli con il cuore grande, con tanta umanità, gratuita, che condivide e non calcola, che dona e non possiede. La poesia è sempre regalare tutto di sé».

Zuppi richiama altri versi dell’amico. «Amavi parlare della tua vita - dice - ma non era retorica, era l’umiltà, contrario dell’hybris, che appartiene soltanto ai grandi, a chi non ha la supponenza e l’arroganza di avere raggiunto traguardi, ma si muove nelle strade della vita al pari di un pellegrino dall’andatura precaria». Adesso «incontrerà la risposta, che in realtà era nella nostalgia, nella ricerca di luce e nello stupore per l’umanità che hai descritto nei tanti personaggi e incontri che ci hai fatto conoscere. Il dubbio era il modo di stare davanti alle cose senza barare, in modo integro. Non hai smesso di chiedere e di ascoltare. Chi fa sua la domanda dell’umano, scopre sempre la presenza di Dio». L’arcivescovo ricorda che Guccini è morto il 6 agosto, nel giorno della Festa della trasfigurazione, della morte di Paolo VI (che disse di apprezzare Dio è morto, inizialmente censurata dalla Rai), e della bomba su Hiroshima.

Al rito partecipa il piccolo nucleo di parenti e conoscenti, a settembre è prevista una celebrazione più grande a Bologna. Parlano Ettore, il medico condotto, e Gabriella Fenocchio, la professoressa di letteratura che ha scritto un’antologia dei testi di Guccini, Silvano e Rosa, i cugini del mulino Chicon, evocato in tanti testi del Maestrone. C’è Don Gigi, della comunità spirituale e religiosa di Romena, in provincia di Arezzo, La figlia Teresa dice: «Le domande non sono mai riuscita a fartele tutte. Il più grande regalo che mi hai fatto è sapere dove andare a cercare». E poi la nipote Clotilde, figlia di una sorella della moglie Raffaella, legge una lettera d’amore che Francesco ha scritto proprio alla moglie qualche anno fa. Il poeta nella sua sfera più intima rivelato a coloro che gli volevano bene.

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