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Le fake news sui fulmini: quello che (non) sappiamo e cosa fare durante un temporale

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Anelli, cellulari, bastoncini da trekking: le credenze più diffuse su come comportarsi durante un acquazzone non reggono davanti alla fisica. Ecco la guida per proteggersi davvero quando il cielo si accende
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Ogni estate, al primo tuono, tornano le stesse frasi tramandate come verità: togliersi gli anelli, buttare i bastoncini, sdraiarsi a terra. Sono convinzioni che si passano di bocca in bocca da generazioni, ma raramente qualcuno si è fermato a chiedersi cosa sia davvero, dal punto di vista fisico, quello che temiamo. Il fulmine è una scarica elettrica generata dai cumulonembi, le nubi temporalesche, ed è sempre presente in un temporale, visibile o no, in ogni sua fase.

Diversa è la tromba d’aria (o tornado), un vortice violento ma di piccole dimensioni che solleva gli oggetti anziché abbatterli come fa il vento di un temporale. E diversi ancora sono uragani e cicloni: il primo tipico dei tropici, il secondo (come il Minerva che colpì la Romagna nel 2023) possibile anche nel Mediterraneo. I fulmini sono più frequenti d’estate, nel pomeriggio, e sulle creste esposte. Ma possono anche colpire “a ciel sereno”, prima che il temporale sia visibile o udibile. Intorno a questo fenomeno, però, …

Ogni estate, al primo tuono, tornano le stesse frasi tramandate come verità: togliersi gli anelli, buttare i bastoncini, sdraiarsi a terra. Sono convinzioni che si passano di bocca in bocca da generazioni, ma raramente qualcuno si è fermato a chiedersi cosa sia davvero, dal punto di vista fisico, quello che temiamo. Il fulmine è una scarica elettrica generata dai cumulonembi, le nubi temporalesche, ed è sempre presente in un temporale, visibile o no, in ogni sua fase.

Diversa è la tromba d’aria (o tornado), un vortice violento ma di piccole dimensioni che solleva gli oggetti anziché abbatterli come fa il vento di un temporale. E diversi ancora sono uragani e cicloni: il primo tipico dei tropici, il secondo (come il Minerva che colpì la Romagna nel 2023) possibile anche nel Mediterraneo. I fulmini sono più frequenti d’estate, nel pomeriggio, e sulle creste esposte. Ma possono anche colpire “a ciel sereno”, prima che il temporale sia visibile o udibile. Intorno a questo fenomeno, però, circolano più bufale che certezze. Alcune innocue, altre capaci di trasformare un temporale in un pericolo reale.

I falsi miti più diffusi

Il metallo attira i fulmini

È la bufala più radicata, ma priva di fondamento. Un fulmine cerca la via più rapida verso terra: quindi un albero, una cresta - le forme appuntite o sopraelevate - e non un materiale specifico. Indossare anelli o una collanina non aumenta il rischio. Diverso il discorso per le ferrate: se il cavo metallico viene colpito, la scarica può propagarsi anche a grande distanza da chi si trova appeso.

Il carbonio dei bastoncini da trekking è pericoloso

In realtà, il carbonio non attira i fulmini più dell’alluminio o del legno. L’unico rischio reale è che, in caso di scarica al suolo nelle vicinanze, i bastoncini - come i piedi - favoriscano il passaggio di corrente.

Il cellulare in mano è un rischio

Parlare al telefono durante un temporale non aumenta la probabilità di essere colpiti: non esiste alcun meccanismo fisico che leghi l’uso del dispositivo all’attrazione elettrica.

Sdraiarsi a terra mette al sicuro

Al contrario: distendersi amplifica la superficie di contatto e, in caso di scarica nelle vicinanze, la quantità di energia che attraversa il corpo. La posizione più sicura, se non ci si può allontanare, è accovacciati con i piedi uniti.

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I fulmini non colpiscono mai lo stesso punto due volte

Falso: strutture alte come i grattacieli vengono colpite anche decine di volte l’anno, perché la loro altezza le rende un bersaglio ricorrente.

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Nessun fondamento scientifico: muoversi verso un riparo resta anzi la scelta più sensata.

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Anche i dispositivi elettrici di uso comune non incidono sulla probabilità di essere colpiti: a differenziare un’auto, che protegge grazie alla carrozzeria (l’effetto “gabbia di Faraday”), non sono comunque gli pneumatici.

Cosa fare durante un temporale

Le regole di comportamento, in realtà, si riducono a un principio semplice: cercare riparo e allontanarsi da tutto ciò che può fare da tramite per una scarica. In pratica significa lasciare mare, fiumi e spiagge, scendere di quota se ci si trova in montagna e tenersi a distanza da alberi, pali e altre strutture isolate, che restano tra i bersagli preferiti dei fulmini. Anche tra le mura di casa vale la stessa logica di prudenza: meglio stare lontani da porte, finestre e da tutto ciò che è collegato alla rete elettrica o all’antenna, oltre che dall’acqua e dagli oggetti metallici, entrambi ottimi conduttori. Un modo semplice per capire quanto il pericolo sia vicino, infine, è contare i secondi tra lampo e tuono: più sono ravvicinati, più il temporale è sopra la nostra testa.

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