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Burioni sull’obbligo vaccinale: “Grazie a quelle norme ci proteggiamo dalle pandemie”

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L’intervista al microbiologo e virologo: “Quando fu imposto il quadrivalente c’era una situazione di pericolo, soprattutto per i fragili: ora la situazione è cambiata”
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Roberto Burioni è ordinario di microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano.

Ricorda come si arrivò alla legge?

“Nel 2015 il tasso di vaccinazione per il quadrivalente in Italia era sotto il livello di paesi come Ghana, Burkina Faso, Togo e Sudan. La situazione era pericolosa. E infatti l’anno dopo ci fu un’epidemia di morbillo con migliaia di casi e qualche morto”.

Era necessario mettere l’obbligo?

“La necessità derivava dai dati dell’epidemia. L’incidenza maggiore fu nei bambini sotto l’anno, che non erano figli di No vax, ma troppo piccoli per essere vaccinati. L’unico modo per proteggerli era somministrare il vaccino agli altri. Nei paesi dove le persone prendono il farmaco spontaneamente l’obbligo non serve, ma in Italia c’era una situazione di pericolo, soprattutto per i fragili. E l’obbligo è servito, lo possiamo dire oggettivamente. Uno studio che ho pubblicato su Nature lo dimostra”.

La pandemia è arrivata tre anni dopo, il dibattito precedente sui vaccini obbligato…

Roberto Burioni è ordinario di microbiologia e virologia al San Raffaele di Milano.

Ricorda come si arrivò alla legge?

“Nel 2015 il tasso di vaccinazione per il quadrivalente in Italia era sotto il livello di paesi come Ghana, Burkina Faso, Togo e Sudan. La situazione era pericolosa. E infatti l’anno dopo ci fu un’epidemia di morbillo con migliaia di casi e qualche morto”.

Era necessario mettere l’obbligo?

“La necessità derivava dai dati dell’epidemia. L’incidenza maggiore fu nei bambini sotto l’anno, che non erano figli di No vax, ma troppo piccoli per essere vaccinati. L’unico modo per proteggerli era somministrare il vaccino agli altri. Nei paesi dove le persone prendono il farmaco spontaneamente l’obbligo non serve, ma in Italia c’era una situazione di pericolo, soprattutto per i fragili. E l’obbligo è servito, lo possiamo dire oggettivamente. Uno studio che ho pubblicato su Nature lo dimostra”.

La pandemia è arrivata tre anni dopo, il dibattito precedente sui vaccini obbligatori è servito?

“Avrebbe dovuto aiutare, ma il Covid, a fronte del vaccino più sicuro al mondo, è diventato il bastione dei No vax, che parlavano di siero genico letale. Di fronte alla disinformazione la sanità pubblica non deve abbassare la guardia”.

Lei, ovviamente, è d’accordo con la posizione del Consiglio superiore di sanità.

“Certo, ora ci sono azioni di disinformazione quotidiane sia in Italia che all’estero ed è importante dare un segnale chiaro. Non si tratta di una cosa di destra o di sinistra, lo Stato ci sta dicendo che i vaccini non solo sono sicuri, ma anche fondamentali per la nostra salute, soprattutto dei più fragili”.

L’Italia tiene l’obbligo, negli Usa mettono in dubbio l’efficacia dei vaccini.

“La decisione del Consiglio superiore di sanità è ancora più importante, arriva mentre il paese punto riferimento per la scienza è impazzito e ha preso posizioni No vax. Negli Usa stanno tornando varie malattie e non è niente rispetto a ciò che accadrà in futuro. Quando piove e non apri l’ombrello ti bagni. È un fatto, non un’opinione”.

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