✕

“Sì a un figlio ma senza fretta, la mia app spiega come fare”

Ascolta l'audio

Fanny Nardi, 31 anni, ha scelto il social freezing: con due amiche ha creato una piattaforma per dare informazioni. “Il nostro tempo di realizzazione e il tempo biologico non coincidono più. Ingiusto vietare alle single che congelano gli ovociti l’accesso alle banche del seme”
2 minuti di lettura

«Perché ho congelato i miei ovociti? Perché ho sempre desiderato un figlio. Lo dicevo fin da bambina: da grande farò la mamma». E poi cosa è successo, Fanny? «Ho 31 anni, sono single e il tempo passa. Ma adesso so che senza fretta, senza l’ansia dell’orologio biologico, quando sarà il momento potrò avere una gravidanza». Fanny Nardi ha 31 anni, ha studiato marketing, è di Padova e vive a Milano, dove gestisce con Francesca e Lara la piattaforma social “Meggycare”. Prima start up in Italia di social freezing.

Partiamo dall’inizio. A quanti anni ha congelato i suoi ovociti?

Fanny sorride. «Un anno fa. È tutto molto giovane e nuovo in questo mondo. A Padova. Con l’appoggio dei miei genitori. All’inizio erano perplessi, pensavano che in fond…

«Perché ho congelato i miei ovociti? Perché ho sempre desiderato un figlio. Lo dicevo fin da bambina: da grande farò la mamma». E poi cosa è successo, Fanny? «Ho 31 anni, sono single e il tempo passa. Ma adesso so che senza fretta, senza l’ansia dell’orologio biologico, quando sarà il momento potrò avere una gravidanza». Fanny Nardi ha 31 anni, ha studiato marketing, è di Padova e vive a Milano, dove gestisce con Francesca e Lara la piattaforma social “Meggycare”. Prima start up in Italia di social freezing.

Partiamo dall’inizio. A quanti anni ha congelato i suoi ovociti?

Fanny sorride. «Un anno fa. È tutto molto giovane e nuovo in questo mondo. A Padova. Con l’appoggio dei miei genitori. All’inizio erano perplessi, pensavano che in fondo un po’ di tempo davanti a me ce l’avevo. Ma noi amiamo le famiglie numerose e di fronte al rischio di non avere un nipote si sono fidati».

In effetti a trent’anni viene da pensare che prima o poi capiterà. Naturalmente.

«Invece no, i giorni passano in un soffio e dopo i trentacinque tutto diventa più difficile. Per me questi sono anni preziosi: la carriera, il lavoro, la speranza di un nuovo incontro. Poi arriverà la maternità. Non è bellissimo? Anche mia sorella che ha 34 anni ha fatto la crioconservazione».

E se un nuovo compagno non arrivasse?

«Anche per questo ho congelato gli ovociti. Avevo un ragazzo con cui speravo di costruire un futuro. Non è andata. Se non incontrerò un nuovo amore farò un figlio da sola».

In Italia però alle donne single è vietato l’accesso alle banche dei gameti. La fecondazione può avvenire soltanto con il seme di un marito o un compagno».

«È una grave discriminazione. Infatti bisogna raccogliere le firme per sostenere la legge di iniziativa popolare “Pma per tutte”. Vuol dire che trasferirò i miei ovociti in Spagna dove la procreazione per le single è legale da molti anni».

Le sue amiche e le sue colleghe come hanno commentato la scelta del social freezing?

«A parte le mie due socie, Francesca Bosio e Lara Ranzato, con le quali oggi condividiamo la straordinaria avventura di “Meggycare”, le altre si sono divise in due gruppi. Opposti. Pronte a cominciare o del tutto contrarie, come se fosse un tabù».

Crisi nelle nascite e maternità rinviata: la corsa delle ragazze a congelare la fertilità

Lei come definirebbe il social freezing?

«Libertà di scelta. Un’assicurazione sul mio futuro».

Non pensa che sarebbe giusto, invece, avere gli aiuti e necessari per poter diventare madri nell’età giovane, senza congelare la propria fertilità per paura di non farcela?

«Certo. E ci vorrebbero fondi pubblici anche per il percorso di crioconservazione. Ma il rinvio della maternità non è soltanto una questione di welfare. Il nostro tempo di realizzazione ormai, non coincide più con il tempo biologico.

Cosa vi chiedono le ragazze che vi contattano su “Meggycare?”

«Cercano informazioni pratiche sul congelamento degli ovociti, i costi, i centri, i farmaci, perché non esistono campagne informative. Ma soprattutto ci raccontano il loro desiderio di poter aspettare il momento giusto per diventare madri in serenità. E con il social freezing questo è possibile».

Leggi i commenti