Sono un gruppo silenzioso, controcorrente. Non più carsico, ma nemmeno pubblico. Per trovarli e trovarle bisogna entrare in indirizzi chiusi su Facebook e Instagram. Oppure, in realtà, guardarsi intorno. Niente segreti, per carità. Però, come dice Arabella, 40 anni, insegnante di Pilates, “quando spiego che mio marito e io i figli non li abbiamo voluti per scelta, né per problemi di fertilità né di reddito, mi guardano come se in fondo nascondessi qualcosa, o fossi ingrata verso la vita”.
Un mondo childfree
Benvenuti nel mondo childfree che vuol dire senza figli, ma anche, per estensione, “liberi dai bambini”. Il contrario di childless, che indica invece — sempre in modo estensivo — la “mancanza” di figli, il desiderio che non si è realizzato, lo sgambetto della vita che h…
Sono un gruppo silenzioso, controcorrente. Non più carsico, ma nemmeno pubblico. Per trovarli e trovarle bisogna entrare in indirizzi chiusi su Facebook e Instagram. Oppure, in realtà, guardarsi intorno. Niente segreti, per carità. Però, come dice Arabella, 40 anni, insegnante di Pilates, “quando spiego che mio marito e io i figli non li abbiamo voluti per scelta, né per problemi di fertilità né di reddito, mi guardano come se in fondo nascondessi qualcosa, o fossi ingrata verso la vita”.
Un mondo childfree
Benvenuti nel mondo childfree che vuol dire senza figli, ma anche, per estensione, “liberi dai bambini”. Il contrario di childless, che indica invece — sempre in modo estensivo — la “mancanza” di figli, il desiderio che non si è realizzato, lo sgambetto della vita che ha impedito il diventare genitori.
Nell’Italia della curva demografica che precipita parlare di childfree è fondamentale. Perché un numero non più così scarso di culle restano vuote sì, ma non a causa di fattori economici, sanitari e contingenti. Anzi. C’è un universo crescente di donne e uomini, giovani, spesso benestanti, inseguiti dal business, che afferma oggi il diritto di dichiararsi — senza rimpianti e contro la narrazione mainstream del dolore e della perdita — serenamente childfree.
Espressione che ha già oltre mezzo secolo, visto che Il movimento è nato ufficialmente negli Stati Uniti sull’onda del femminismo degli anni Settanta (liberazione della maternità come imposizione) ed era il 1972 quando Time intercettando il fenomeno ne coniò il termine. E i non-genitori americani istituirono l’International Childfree Day che si festeggia — anche in Europa — il primo agosto di ogni anno. Per arrivare, nel primo decennio del Duemila — quando anche in Italia apparve il primo studio sulle donne childfree firmato dalle demografe Tanturri e Mencarini — alla definizione dei non-genitori come “Dink”. (Double incom no kids, ossia doppio reddito, niente bambini).
Quando il desiderio di maternità scompare
Come spiega infatti Arabella, attivissima nelle piattaforme childfree, qui il tema è esistenziale, intimo, non sociale. "Non ho mai sentito il desiderio di maternità. Nemmeno quando il mio orologio biologico intorno ai 38, 39 anni mi ha mandato il famoso alert, attenta, ora o mai più. Amo viaggiare, programmare la giornata, adoro il mio lavoro. Ho una cerchia di amici quasi tutti senza figli. Mio marito Nino forse un bambino l’avrebbe voluto, ma oggi dice di essere sereno così. Curiamo i nostri genitori anziani e abbiamo ben 5 nipoti. Meravigliosi, ma quando tornano a casa, sono felice della mia quiete”.
Marina di anni ne ha 30, fa parte dello stesso gruppo di Arabella: "Non mi serve un figlio per sentirmi realizzata. Ho studiato Fisica, farò la carriera universitaria e presto andrò con una borsa al Mit, in Massacchussets. Pensate che mi voglia fermare? Mia madre mi dice che mi pentirò. Io non credo. E la fatica che hanno fatto i miei genitori per crescere me e i miei fratelli, mi conforta nella scelta”.
I numeri
Ma quante sono le childfree italiane, visto che le statistiche si fanno sulle donne? I dati ufficiali sono pochi. Si è visto però che tra le donne nate alla fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, la quota che non ha figli è del 22%. Di questo 22 per cento, circa il 12% si è dichiarata childfree. E tra le giovani? Una delle ultime indagini del 2024 dell’Istituto Toniolo su settemila donne tra i 18 e i 34 anni senza figli, è davvero rivelatrice: il 21 per cento diceva chiaramente di non volerli, il 29 per cento affermava di essere "debolmente interessata» alla maternità. Per il 50% di queste giovani donne, insomma, la maternità se non esclusa non è più al primo posto tra i desideri.