Hanno smesso solo quando si sono avvicinate le sirene della polizia. Sono scappati, lasciando dietro di loro un ragazzo steso a terra fuori dall’ingresso di un locale. Non è ancora chiaro cosa abbia scatenato la furia del branco. Ciò che è certo, però, è che Nicola Maggiotto, ventunenne di Asolo, in provincia di Treviso, è finito in coma farmacologico dopo essere stato aggredito a Barcellona da un gruppo di ragazzi. Il giovane era in vacanza con altri otto amici quando, mercoledì, è stato pestato fuori da un beach club. È crollato dopo un colpo violento alla testa. Ora è ricoverato in prognosi riservata: avrebbe subito delle lesioni cerebrali.
“Eravamo andati a una festa in piscina, in un locale che si chiama Sea Sea”, racconta uno degli …
Hanno smesso solo quando si sono avvicinate le sirene della polizia. Sono scappati, lasciando dietro di loro un ragazzo steso a terra fuori dall’ingresso di un locale. Non è ancora chiaro cosa abbia scatenato la furia del branco. Ciò che è certo, però, è che Nicola Maggiotto, ventunenne di Asolo, in provincia di Treviso, è finito in coma farmacologico dopo essere stato aggredito a Barcellona da un gruppo di ragazzi. Il giovane era in vacanza con altri otto amici quando, mercoledì, è stato pestato fuori da un beach club. È crollato dopo un colpo violento alla testa. Ora è ricoverato in prognosi riservata: avrebbe subito delle lesioni cerebrali.
“Eravamo andati a una festa in piscina, in un locale che si chiama Sea Sea”, racconta uno degli amici che era con lui. “Mentre stavamo andando a prendere un taxi abbiamo incontrato un gruppo di una dozzina di ragazzi con cui ci siamo fermati a parlare tranquillamente. Non so se fossero o meno spagnoli dato che parlavamo tutti in inglese”.
La rissa sarebbe scoppiata poco dopo: “Non ho alcuna idea sulle ragioni. Di sicuro chi ci ha picchiato non cercava soldi e posso assicurare che nel locale non ci sono stati contatti con ragazze”.
Poi aggiunge che, dopo aver parlato con il padre di Maggiotto, considera “fuorvianti” alcune ricostruzioni emerse in giornata. Secondo queste versioni, alla radice della rissa ci sarebbe stata l’intenzione di un gruppo di giovani di origini nordafricane di colpire degli italiani per la questione dei migranti di Ceuta. Ma la situazione, anche a causa dell’alcol, era “tutt’altro che adatta a discorsi geopolitici”, spiega il testimone. Anzi, ricorda che prima del pestaggio i ragazzi stavano discutendo dei mondiali di calcio.
Saranno gli investigatori spagnoli, comunque, a dover fare chiarezza. La rissa a ogni modo degenera. Nicola viene colpito da un pugno violento alla testa: “A quel punto ho sfidato l’aggressore — continua il ragazzo — e ci siamo trovati addosso cinque o sei persone che ci picchiavano con calci e pugni, finché ho perso i sensi anch’io”.
Da qui le immagini si fanno confuse. L’amico se la cava con alcuni punti di sutura su uno zigomo. Nicola, invece, è in coma farmacologico in un ospedale di Barcellona. “I medici dicono che occorrerà aspettare”, dice il padre. “Solo nelle prossime 24-48 ore sapremo se i traumi riportati da mio figlio potranno risolversi senza gravi conseguenze”.