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Ghiacciai sciolti e centrali in tilt, viaggio nelle nostre vite sconvolte

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Bollette, salute e attività all’aperto: la crisi climatica pesa sul quotidiano e cresce la percezione dell’emergenza
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ROMA – Salute, portafogli, vacanze, passeggiate. Il cambiamento climatico è uscito dalle discussioni scientifiche per irrompere nella vita. Quest’estate in un certo senso è stata un battesimo di fuoco. In un sondaggio della Associated Press il 90% degli intervistati ha ammesso che il clima ha avuto un impatto sulla loro vita. Il sondaggio è stato condotto negli Stati Uniti, uno dei paesi con più residui di negazionismo e una regione che si riscalda meno violentemente dell’Europa. L’impatto maggiore, secondo il sondaggio, si è registrato su bollette, tempo all’aperto e pianificazione delle vacanze.

Nonostante stia cambiando il modo di produrre e consumare energia e incida sui bilanci degli Stati a suon di miliardi, il clima resta però marginale per la politica.…

ROMA – Salute, portafogli, vacanze, passeggiate. Il cambiamento climatico è uscito dalle discussioni scientifiche per irrompere nella vita. Quest’estate in un certo senso è stata un battesimo di fuoco. In un sondaggio della Associated Press il 90% degli intervistati ha ammesso che il clima ha avuto un impatto sulla loro vita. Il sondaggio è stato condotto negli Stati Uniti, uno dei paesi con più residui di negazionismo e una regione che si riscalda meno violentemente dell’Europa. L’impatto maggiore, secondo il sondaggio, si è registrato su bollette, tempo all’aperto e pianificazione delle vacanze.

Nonostante stia cambiando il modo di produrre e consumare energia e incida sui bilanci degli Stati a suon di miliardi, il clima resta però marginale per la politica. C’è voluta una stagione drammatica per spingere il premier inglese Andy Burnham a evocare un paese ridotto a «polveriera». Il presidente francese Emmanel Macron si era limitato a dire: «È un’epoca senza precedenti». Eppure Nature a metà luglio osservava che il clima è un tema prettamente di sinistra. Analizzando una decina di Paesi, la ricerca concludeva che «i politici di destra restano poco convinti del cambiamento climatico. Anche quando i loro elettori non la pensano più come loro».

Picchi da Londra a Bordeaux, i termometri battono i record

C’era un tempo in cui ci preoccupavamo di cosa sarebbe successo se avessimo superato il grado e mezzo di riscaldamento rispetto all’epoca preindustriale. A giugno e luglio, secondo il monitoraggio europeo Copernicus, l’Europa occidentale ha superato di 2,8 gradi la media 1991-2020. Nel picco delle ondate di calore si sono toccati i 6-7 gradi di anomalia positiva. Giovedì scorso Londra ha registrato il record di 38,1 gradi. Il primato era stato battuto in Francia già il 23 giugno, due giorni dopo l’inizio ufficiale dell’estate, con 44,3 gradi a Pissos, vicino Bordeaux. Record anche in Germania con 41,3 gradi il 26 giugno. Secondo il gruppo di scienziati del World Weather Attribution la sequenza di record non sarebbe stata possibile senza il contributo del riscaldamento climatico.

I campi restano senz’acqua: Po ai minimi e risaie in ritirata

La prima vittima della carenza di acqua è l’agricoltura. Il Po, che per molti tratti è in condizioni di “siccità estrema” e che sta subendo la risalita di acqua salata dal mare, ha razionato l’irrigazione già da giugno. La coltura che soffre di più è quella del riso. Nell’ultimo anno i risicoltori hanno abbandonato 18mila ettari, quasi il 10%. I problemi però riguardano tutta l’Europa. La ministra francese per la Transizione Ecologica, Monique Barbut, ha calcolato in 15 miliardi di euro i danni del caldo di quest’estate (non tutti legati all’agricoltura). In Germania la siccità ha ridotto il raccolto di cereali di 3 milioni di tonnellate. In Austria i bovini stanno lasciando in anticipo i pascoli secchi e vengono condotti ai macelli. Perfino in Olanda, il paese dell’acqua, l’irrigazione è stata razionata quest’estate.

Il Mediterraneo ha la febbre, oltrepassati i 33 gradi

Il 7 agosto una boa oceanografica al largo di Sa Dragonera, a Maiorca in Spagna, ha misurato 33,02 gradi. È un record per il Mediterraneo, che in media in questo periodo ha 5-6 gradi di meno. Altre aree molto più calde della norma sono il Tirreno e il Canale di Sicilia. Il mese scorso Copernicus ha registrato la temperatura più calda mai misurata nel mese di luglio nei mari del pianeta. Con il contributo del Niño, si è arrivati a 20,96 gradi. Tra il 1982 e il 2024 la temperatura degli oceani è aumentata di mezzo grado e il loro livello in un quarto di secolo è salito di 10 centimetri, sia perché il calore fa aumentare il volume sia perché in 45 anni i poli hanno perso 2,2 milioni di chilometri quadri di superficie. La perdita di ghiaccio, che è bianco e riflettente, fa assorbire ancora più calore ai mari.

Rete elettrica messa alla prova, dighe vuote e nucleare fermo

Il caldo fa aumentare i consumi di energia. In Italia a luglio Terna ha raggiunto il record mensile di sempre: 32,5 terawattora: più 8,3% rispetto a luglio 2025. Allo stesso tempo le temperature elevate e la siccità hanno azzoppato energia idroelettrica e nucleare. La prima tra maggio e luglio in Europa ha registrato la produzione più bassa in dieci anni. Le centrali nucleari, che hanno bisogno dell’acqua dei fiumi per il raffreddamento, sono state spente durante alcuni picchi di calore. In Francia il 12 luglio mancavano all’appello 29 gigawatt: il 43% del totale generato nel paese dal nucleare. La secca del Danubio ha costretto allo stop temporaneo anche una centrale atomica in Ungheria e una in Romania. Il fotovoltaico in compenso ha prodotto il 17% in più a giugno e luglio, secondo il gruppo Ember.

Allarme roghi in tutta Europa: Spagna e Belgio in ginocchio

Gli incendi in Europa quest’anno gareggiano con la stagione record del 2025. Finora nel continente sono bruciati 568mila ettari (l’anno scorso in questo periodo erano 775mila), secondo il Joint Research Center della Commissione Europea. I roghi hanno creato condizioni drammatiche in Spagna, con 12 vittime a luglio, e in paesi del nord Europa meno abituati alla lotta contro le fiamme. In Francia la superficie distrutta rispetto all’anno scorso è quadruplicata, in Svezia triplicata. Copernicus attribuisce l’aumento delle fiamme al caldo, che ha favorito gli inneschi, seccato la vegetazione e privato di umidità il suolo. Ieri un pompiere è morto in Spagna. Il Belgio sta lottando contro il rogo più grande di sempre, che ha raddoppiato la sua area in 24 ore e ora minaccia anche la Germania.

Alpi, lo sci estivo al capolinea: stop allo Stelvio dopo il Cervino

Se lo sci invernale non si sente troppo bene, quello estivo quest’anno sulle Alpi è morto del tutto. A Ferragosto sono stati chiusi anche gli impianti dello Stelvio, i più grandi del nostro paese. All’inizio di agosto le piste del Cervino e di Ponte di Legno Tonale si erano arrese allo strabordare del terreno bruno tra le poche chiazze di neve. La campionessa di sci Federica Brignone aveva diffuso sui social le immagini di un Cervino impraticabile accompagnate dalla musica del Titanic. La Sifas, la Società Impianti Funiviari allo Stelvio, ha citato fra le cause della chiusura «le ondate di caldo persistente registrate anche ad alte quote e l’assenza di raffreddamento e rigelo notturno del manto nevoso». Ieri al ghiacciaio dei Forni dello Stelvio, a oltre 2mila metri di quota, c’erano 17 gradi.

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