È la domanda che tormenta chi resta: Tania Terrin si sarebbe potuta salvare se al suo assassino, Dino Keber, fosse stato applicato il braccialetto elettronico? Se qualcuno l’avesse guidata verso un centro antiviolenza? Elisa Ercoli, presidente di “Differenza Donna”, risponde con voce grave: «Non abbiamo la certezza che Tania oggi sarebbe viva. Però possiamo dire che le misure di protezione quando…