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Malta, resta in carcere il quindicenne italiano arrestato a maggio, il giudice: “Troppi reati”

Fort Manoel a Malta 

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Flavio Santoiemma oltre ad aver lanciato un falso allarme bomba nella sua scuola, è accusato di “associazione, partecipazione e coinvolgimento attivo in un’organizzazione criminale, reati relativi alla produzione, distribuzione e possesso di materiale pedopornografico, diffusione di false informazioni, minacce aggravate e intimidazione”. Non potrà uscire su cauzione
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Flavio Santoiemma resterà in carcere a Malta. Non potrà uscire su cauzione. È questa la decisione del giudice della Valletta al termine dell’udienza in cui si è discussa la possibilità di rimettere in libertà il quindicenne italiano. L’adolescente, che vive con i genitori sull’isola da alcuni anni, è accusato di una lunga serie di reati dopo aver lanciato un falso allarme bomba nella scuola che frequenta.

L’arresto

Santoiemma è stato arrestato il 25 maggio scorso. Da allora è detenuto nel carcere minorile di Malta. Le accuse – aveva spiegato il ministro dell’Interno maltese Glenn Bedingfield – sono varie, “tra cui associazione, partecipazione e coinvolgimento attivo in un’organizzazione criminale, reati relativi alla produzione, distribuzione e possesso di materiale pedopornografico, diffusione di false informazioni, minacce aggravate e intimidazione”.

Flavio Santoiemma resterà in carcere a Malta. Non potrà uscire su cauzione. È questa la decisione del giudice della Valletta al termine dell’udienza in cui si è discussa la possibilità di rimettere in libertà il quindicenne italiano. L’adolescente, che vive con i genitori sull’isola da alcuni anni, è accusato di una lunga serie di reati dopo aver lanciato un falso allarme bomba nella scuola che frequenta.

L’arresto

Santoiemma è stato arrestato il 25 maggio scorso. Da allora è detenuto nel carcere minorile di Malta. Le accuse – aveva spiegato il ministro dell’Interno maltese Glenn Bedingfield – sono varie, “tra cui associazione, partecipazione e coinvolgimento attivo in un’organizzazione criminale, reati relativi alla produzione, distribuzione e possesso di materiale pedopornografico, diffusione di false informazioni, minacce aggravate e intimidazione”.

“Adescato online”

Secondo la famiglia, Santoiemma sarebbe stato adescato online sulla piattaforma di videogiochi Roblox. L’organizzazione criminale di cui parla la magistratura maltese sarebbe il gruppo online 764, una rete di stampo nichilista e misantropo, attiva soprattutto nell’adescamento di minori. Degli sconosciuti, aggiungono i genitori, gli avrebbero inviato materiale pedopornografico e contenuti neonazisti e satanisti, spingendolo poi a far scattare il falso allarme bomba a scuola.

Le condizioni “allarmanti”

All’inizio di agosto, il padre aveva denunciato condizioni di detenzione “allarmanti”. In cella, a causa del forte stress, il ragazzo si sarebbe autolesionato. Avrebbe poi trascorso “35 giorni chiuso per 22 ore su 24, costretto a mangiare in piedi e, per tre giorni, a nutrirsi con le mani perché nessuno si è preoccupato di fornirgli delle posate”. Secondo il padre, sarebbe inoltre in isolamento, con “un’unica doccia alle 12, quando gli altri riposano”, e in una cella “da 41 bis”, con un letto, un lavandino “che non funziona” e un water. Tutto sotto l’occhio delle telecamere di sorveglianza.

All’udienza, in cui il giovane è rappresentato dall’avvocato Arthur Azzopardi, era presente anche l’ambasciatrice d’Italia Valentina Setta. In apertura, la giudice ha escluso i media e ha ammesso la presenza dell’ambasciatrice solo dopo aver verificato che la procura non si opponesse.

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