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Da un prato per gli alpaca all’acqua ai vigili: così il caldo accresce la solidarietà

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Offerte di terreni in cui far pascolare animali senza più cibo. Ripari per i cani randagi, barberie popolari, gesti di aiuto alle forze dell'ordine. Il grande caldo sta mettendo alla prova i corpi, ma sta anche riscaldando il cuore degli italiani
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Tra i tanti effetti negativi del caldo che hanno reso bollenti i nostri corpi e le nostre menti trasformando questa estate in un calvario c’è ne uno positivo: sta riscaldando i nostri cuori. In Italia infatti le ondate di calore che hanno reso invivibili le città e mutato i territori in deserti secchi hanno spinto i cittadini ad unirsi in gesti di solidarietà spontanei contro le temperature elevate, abbracci collettivi davanti alla crisi per provare a trovare soluzioni di conforto al futuro che ci aspetta.

I gesti di singoli o associazioni

Al di là delle tante iniziative comunali, dai rifugi climatici sino al “Grande freddo” – i cinema estivi che a Roma hanno offerto riparo e intrattenimento per gli anziani – sono i gesti dei singoli cittadini o le piccole associazioni a colpire per la partecipazione e l’aiuto che, spesso, ha riguardato le creature più indifese, gli animali.

Una delle storie più belle di sostegno arriva dal Trentino Alto Adige e riguarda degli alpaca. In provincia di …

Tra i tanti effetti negativi del caldo che hanno reso bollenti i nostri corpi e le nostre menti trasformando questa estate in un calvario c’è ne uno positivo: sta riscaldando i nostri cuori. In Italia infatti le ondate di calore che hanno reso invivibili le città e mutato i territori in deserti secchi hanno spinto i cittadini ad unirsi in gesti di solidarietà spontanei contro le temperature elevate, abbracci collettivi davanti alla crisi per provare a trovare soluzioni di conforto al futuro che ci aspetta.

I gesti di singoli o associazioni

Al di là delle tante iniziative comunali, dai rifugi climatici sino al “Grande freddo” – i cinema estivi che a Roma hanno offerto riparo e intrattenimento per gli anziani – sono i gesti dei singoli cittadini o le piccole associazioni a colpire per la partecipazione e l’aiuto che, spesso, ha riguardato le creature più indifese, gli animali.

Una delle storie più belle di sostegno arriva dal Trentino Alto Adige e riguarda degli alpaca. In provincia di Trento nella zona di Trambileno, frazione di Boccaldo, Cristina Senter gestisce un bed & breakfast: lì davanti, in un prato che è stato appositamente concesso, pascolano abitualmente Van Gogh, Vivaldi, Renoir e Beethoven, i suoi quattro alpaca.

Il problema è con il caldo e la siccità che quest'estate hanno colpito anche le zone montuose –con tanto di carenza d’acqua e costante perdita dei ghiacciai in quota – quei prati si sono seccati: in una distesa gialla, gli alpaca non riuscivano più a trovare ciuffi verdi d’erba da mangiare.

Erba “bruciata”

Il caldo aveva letteralmente “bruciato” l’erba: dopo vari tentativi di migliorare le condizioni del terreno Senter, non trovando soluzioni, ha deciso così di chiedere aiuto via social alle persone. Ha fatto un appello semplice: “Cerchiamo qualcuno che abbia un prato, anche non grandissimo, disposto a prestarcelo per 3-4 giorni alla volta. I nostri alpaca pascolerebbero per qualche giorno soprattutto al mattino presto e poi verrebbero spostati al riparo dal sole cocente, così da permettere al prato di riposarsi e ricrescere”.

Il sostegno e il pascolo

La risposta è stata inaspettata. All’imprenditrice sono arrivate decine di messaggi di sostegno e offerte di pezzi di terreno e prati dove far pascolare i suoi alpaca. Appezzamenti dove, grazie magari all’ombra, i prati erano ancora verdi: una piccola rete di solidarietà che ha permesso ai suoi animali di trovare ristoro. Da parte della proprietaria, oltre a un grande “grazie” alla comunità, anche un appello, come quello fatto a Il Dolomiti.

“Ognuno di voi ci ha regalato qualcosa di prezioso: non semplicemente un pezzo di prato, ma fiducia, disponibilità e solidarietà. Quando qualcuno ti tende una mano, secondo noi è bello fermarsi e ringraziare. Avete trasformato una difficoltà in una bellissima storia di solidarietà” ha affermato Senter ricordando come “quando si parla delle conseguenze delle estati sempre più calde pensiamo giustamente alle persone fragili, ma esiste anche una realtà meno visibile: quella degli animali che vivono all’aperto e dipendono direttamente dalla terra e dalla disponibilità di pascolo”.

I cani al supermercato

Molto più sud, a Licata, in Sicilia, chi invece con un gesto di cuore ha provato ad aiutare gli animali in difficoltà per il grande caldo sono stati direttamente i dipendenti di un supermercato.

A Licata (Agrigento) i cani randagi trovano riparo dal caldo torrido in un supermercato

Con le temperature roventi e l’asfalto incandescente un gruppo di cani randagi non sapeva più come trovare ristoro: le donne e gli uomini che lavoravano al supermercato Lidl in provincia di Agrigento hanno “offerto” loro la possibilità di sostare in un punto vicino all’entrata della struttura dove poter ripararsi all’ombra e godere dell’aria condizionata che usciva dalle porte automatiche. Sui social c’è chi si è lamentato per quei cani randagi ma è stato travolto dalle critiche: la maggior parte degli utenti ha infatti difeso i dipendenti della Lidl premiando il loro gesto di solidarietà per un aiuto temporaneo in una situazione di emergenza.

Gli agenti della polizia municipale

Se questa estate sono state tantissime le iniziative per esempio della Chiesa o delle associazioni di quartiere per offrire acqua, rifugio e aiuto ai senza tetto, alle persone più vulnerabili e agli anziani in sofferenza per il caldo che uccide (35mila morti in Europa finora), talvolta anche fra i singoli residenti sono scattati piccoli ma significativi gesti di sostegno spontaneo.

Per esempio nelle scorse ore a Taranto, durante i Giochi del Mediterraneo, lungo i percorsi di gara decine di agenti della polizia municipale sono rimasti per molte ore sotto il sole per poter coordinare la sicurezza delle gare e i blocchi del traffico: diversi cittadini, vedendoli in difficoltà, hanno portato loro bibite fresche e caffè freddi per aiutarli. “Per un giorno non eravamo più quelli delle multe” ha scritto un agente sui social ringraziando per i gesti d’affetto ricevuti.

I condizionatori per il carcere

In un altro contesto, a Messina, gli angeli del caldo hanno preferito restare anonimi. Nel nido della Casa circondariale il caldo asfissiante stava mettendo in seria difficoltà una madre detenuta e il suo piccolo di 18 mesi. Poco dopo il lancio di un appello che raccontava le complesse condizioni di questa struttura del carcere, la comunità cittadina ha risposto col cuore: in brevissimo tempo, donatori che sono poi rimasti anonimi, hanno offerto due condizionatori per aiutare madre e piccolo che ora possono godere dell’aria condizionata.

Spesso, come in questo caso, si tratta di gesti d’aiuto che vanno a colmare la mancanza di piani, a livello politico e istituzionale, di adattamento e soluzioni contro quella crisi climatica che sta diventando la nuova normalità.

La barberia popolare di Barletta

In altre situazioni, è infine l’osservazione e l’inventiva, davanti agli effetti delle temperature elevate, a innescare una nuova solidarietà, proprio come quella della “Barberia popolare” di Barletta. In Puglia, con l’aumentare delle temperature, è emersa la necessità di un rinfrescante taglio di capelli per tutte quelle persone, dai senza casa sino alle famiglie meno abbienti che non potevano permettersi il servizio del barbiere.

Così nello scorso giugno che ha visto una delle più potenti ondate di calore interessare l’Europa, i volontari dell’Ambulatorio popolare di Barletta hanno attivato un servizio gratuito di taglio di capelli, “una esigenza che da un po’ veniva richiesta e che è diventata più pressante con l’arrivo del caldo” hanno spiegato sui social i volontari.

Un bel gesto d’aiuto, nell’Italia solidale davanti alla crisi climatica, perché - come ha spiegato Cosimo Matteucci, responsabile dell’associazione - “con il caldo, soprattutto per chi lavora nei campi o passa molte ore fuori casa, tagliare i capelli non è un vezzo. È stare meglio, sentirsi più in ordine, affrontare la giornata con un po’ più di sollievo. È un servizio piccolo, forse, ma molto concreto e ne siamo orgogliosi perché non tutti possono permettersi un barbiere”.

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