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Casarini: “Mediterranea batte bandiera tedesca. Accettiamo la sfida, conta solo salvare vite”

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Il fondatore di Mediterranea Saving Humans, unica ong italiana: “Il governo dice che i migranti salvati devono andare in Germania? L’Italia è il porto sicuro, non il Paese dove devono per forza rimanere”.
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“E adesso come la mettiamo con la nostra nave, ong italiana, che batte bandiera tedesca?”

Da Lampedusa, dove è andato a coordinare la partenza delle due barche a vela entrate a far parte della civil fleet,Luca Casarini, fondatore di Mediterranea Saving Humans, irrompe nella querelle tra Italia e Germania su dublinanti e navi umanitarie tedesche.

Casarini, vi sentite chiamati in causa dalla proposta del governo italiano di considerare di responsabilità tedesca i migranti salvati nel Mediterraneo e presi a bordo da navi che battono bandiera di quel Paese?

“Certo, Mediterranea si ritrova pienamente coinvolta da questa proposta avanzata da Piantedosi e, a quanto ho letto, condivisa da Tajani. Le nostre barche a vela hanno una bandiera francese e l’altra italiana, ma la nave grande, la Mediterranea, che partirà per la sua nuova missione tra poche settimane, batte bandiera tedesca. E come la mettiamo? Vogliono portare le persone da noi soccorse in Germania?”

Più che portarli in Germania l’i…

“E adesso come la mettiamo con la nostra nave, ong italiana, che batte bandiera tedesca?”

Da Lampedusa, dove è andato a coordinare la partenza delle due barche a vela entrate a far parte della civil fleet,Luca Casarini, fondatore di Mediterranea Saving Humans, irrompe nella querelle tra Italia e Germania su dublinanti e navi umanitarie tedesche.

Casarini, vi sentite chiamati in causa dalla proposta del governo italiano di considerare di responsabilità tedesca i migranti salvati nel Mediterraneo e presi a bordo da navi che battono bandiera di quel Paese?

“Certo, Mediterranea si ritrova pienamente coinvolta da questa proposta avanzata da Piantedosi e, a quanto ho letto, condivisa da Tajani. Le nostre barche a vela hanno una bandiera francese e l’altra italiana, ma la nave grande, la Mediterranea, che partirà per la sua nuova missione tra poche settimane, batte bandiera tedesca. E come la mettiamo? Vogliono portare le persone da noi soccorse in Germania?”

Più che portarli in Germania l’idea del governo è di conteggiare le persone portate in Italia da navi con bandiera tedesca per chiederne la compensazione con i cosiddetti dublinanti, cioè i richiedenti asilo arrivati in Italia che poi sono riusciti a raggiungere la Germania.

“A Tajani mi viene voglia di dire: ‘bene, sediamoci ad un tavolo e parliamone’. Noi non siamo affatto contrari? E sa perché? Semplicemente perché il punto centrale è fare il soccorso. In mare interessa solo salvare la vita alle persone, i giochetti politici tra gli Stati, Ceuta, Schengen, Dublino vengono dopo. Prima bisogna salvare le persone e poi discutiamo di tutto”.

Quindi l’idea che i migranti soccorsi da navi con bandiera straniera possano diventare di responsabilità di quei Paesi la trova d’accordo?

“Guardi, se il governo italiano dice che salendo su una nave con bandiera tedesca si è già in Germania, allora deve anche garantire che queste persone raggiungano poi la Germania e possano chiedere asilo. Però alle ong devono dare immediatamente il porto sicuro e ce lo devono dare vicino, in Sicilia, non a cinque, sei giorni di navigazione, provocando solo altra sofferenza alle persone. A noi non importa che le persone restino in Italia, anzi la più parte di loro non vuole neanche restarci, a noi importa solo portarle in salvo in Europa. L’Italia è il porto sicuro più vicino, non quello dove devono rimanere le persone. I governi trattino su questo invece di fare la guerra alle persone”.

Al momento i governi fanno a gare a rimbalzarsi la responsabilità delle richieste di asilo facendo leva proprio sulle nuove regole del Patto Asilo e migrazione.

“Il regolamento di Dublino, questo assurdo trattato che assegna al Paese di primo ingresso l’onere delle persone che arrivano l’hanno voluto loro e ora l’hanno resuscitato loro. Il principio fondante di Dublino è la causa dei sovranismi di cui pagano il conto i più fragili. Lo hanno detto al Meeting di CL a Rimini Papa Leone e il cardinale Zuppi: proteggere le persone e non i confini, prima salvare e poi discutere. Noi non facciamo il tifo per nessuno. E’ l’Europa che deve farsene carico, prima bisogna salvare le persone, se no arrivano morte”.

Intanto le ong continuano a documentare cadaveri che galleggiano in mare e naufragi fantasma.

“L’altra faccia del calo degli sbarchi è l’aumento del 160 % dei morti in mare. L’altro giorno davanti alle coste tunisine ci sono stati tre naufragi. E l’obiettivo è far finta che sia colpa delle ong. Perché non discutiamo invece dei peggiori patti che l’Italia ha stretto nel Mediterraneo? E’ accettabile che Piantedosi, il ministro dell’Interno, istighi alla violazione dei diritti umani? Perché è questo che fa quando ferma, per ultima, la Sea Watch accusandola di non aver collaborato con la Libia. Lo dicono le Nazioni Unite, quando le persone vengono riportate in Libia finiscono nei lager come quello gestito da Almasri. Dice qualcosa questo nome a Piantedosi? E anzi al governo voglio dire un’altra cosa”.

Prego.

”Le organizzazioni umanitarie stanno documentando migliaia di deportazioni nel deserto tra Libia, Tunisia e Algeria. E stiamo mandando tutto alla Corte penale internazionale. Il file è già aperto perché lo hanno aperto loro con Almasri”.

Insomma, quello di Mediterranea con la bandiera tedesca è un guanto di sfida?

“Noi diciamo basta all’applicazione pretestuosa del decreto Piantedosi. Non siamo noi a lanciare la sfida, semmai la accettiamo noi che siamo italiani abbiamo una bandiera tedesca ma perché siamo europeisti. Io penso che l’esperienza del soccorso in mare sia una delle dimostrazioni più grandi della solidarietà europea. La nostra bandiera è universale ed è quella della solidarietà umana”.

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