Cronaca

Migranti, la Guardia costiera libica spara anche contro la nave di Banksy. “Escalation di violenza”

La Louise Michel
La Louise Michel 

Due colpi sono stati sparati ieri contro la ong Louise Michel, a cui è stato impedito di intervenire in soccorso di naufraghi caduti in acqua. “Basta repressione”, dice l’equipaggio che ricorda: “Sono cofinanziati dall’Ue”

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La Guardia costiera libica spara ancora una volta contro una nave ong. A pochi giorni dall’ennesimo attacco subito da Sea Watch, ieri pomeriggio una motovedetta ha sparato due colpi contro la Louise Michel, la nave, dichiaratamente femminista, antirazzista e antifascista, finanziata anche dall’artista Banksy.

In missione nel Mediterraneo centrale, la nave ieri si stava dirigendo verso un’imbarcazione in difficoltà. “Nel frattempo – spiegano da bordo – è arrivata anche la cosiddetta guardia costiera libica (scLcG) che ha iniziato un'operazione di intercettazione, un respingimento illegale. Durante l'operazione di intercettazione, almeno due persone sono cadute in acqua”.

A documentare dall’alto l’intera operazione Sea Bird, l’aereo civile di Sea Watch.”Invece di recuperare i naufraghu la motovedetta libica, classe Bigliani donata dall'Italia nel 2017, si è avvicinata alla Louise Michel e ha sparato due colpi d'arma da fuoco. L'equipaggio dell’ong non è rimasto ferito, ma le due persone erano ancora in acqua, al buio, a un passo dall'annegamento”.

Inutilmente dal ponte di comando della Lousi Michel hanno offerto assistenza per il soccorso. Dai libici non è arrivata nessuna risposta – il video diffuso dall’equipaggio lo testimonia – anche quando da bordo hanno chiesto di poter almeno soccorrere le persone cadute in acqua. Non è arrivata nessuna risposta.

La guardia costiera libica mentre aggredisce la Louise Michel
La guardia costiera libica mentre aggredisce la Louise Michel 

“Guardia costiera libica, quali sono le vostre intenzioni?”, hanno chiesto insistentemente dal ponte. “Ci sono persone in acqua, il soccorso è un obbligo, che succede alle persone in acqua?”, hanno chiesto insistentemente anche da Sea Bird. Nessuna reazione. Dopo circa 20 minuti, la motovedetta si è diretta verso la Louise Michel e ha sparato due colpi nella sua direzione.

“La nave non è stata colpita e fortunatamente tutto il nostro equipaggio è al sicuro – fanno sapere da bordo – ma tutti i naufraghi, compresi quelli caduti in acqua sono stati catturati e portati sulla motovedetta. Possiamo solo fare delle ipotesi su cosa sia successo loro”.

Le testimonianze dei sopravvissuti ai lager e i report di diverse agenzie Onu raccontano sempre lo stesso copione. Dopo le violente intercettazioni i naufraghi vengono riportati indietro, chiusi in centri di detenzione che sono veri e propri lager dove uomini, donne e persino bambini vengono sottoposti a torture e abusi e da cui si esce solo pagando o diventando merce al mercato degli esseri umani che ruota attorno alla detenzione in Libia.

La guardia costiera libica mentre aggredisce la Louise Michel
La guardia costiera libica mentre aggredisce la Louise Michel 

“L'escalation di violenza e la repressione forzata attuata dalla cosiddetta Guardia costiera libica, cofinanziata dall'UE – tuonano da Louise Michel - devono cessare”. Solo qualche giorno fa, Sea Watch è stata fermata per 45 giorni e multata con l’accusa di non essersi coordinata con la Guardia costiera libica, che più volte ha sparato contro le navi dell’ong tedesca. E non solo. “Da quando sabato scorso il Ministro Piantedosi ha ribadito che le milizie libiche sono “autorità competenti” – sottolineano invece da Sea Watch- queste si sono impegnate per mostrare la loro vera natura.

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