✕

Scuola, la stangata dei libri: alle superiori la spesa può arrivare a 900 euro

Ascolta l'audio

Negli anni scorsi lo sforamento consentito era del 10 per cento. Nel 2025/2026 è salito al 15 per cento e, per il 2026/2027, è stato portato al 20 per cento
3 minuti di lettura

Non bastavano carburanti e bollette. Al rientro dalle vacanze, le famiglie con figli alle scuole superiori dovranno fare i conti anche con il caro-libri. Tra manuali obbligatori, testi “consigliati”, dizionari e deroghe ai limiti ministeriali, la spesa può superare facilmente i 700 euro e, nei casi più pesanti, avvicinarsi ai 900 euro per studente.

Quest’anno il ministero dell’Istruzione e del Merito ha aggiornato i tetti di spesa per i libri scolastici, adeguandoli all’inflazione dell’1,5 per cento. Allo stesso tempo, però, ha portato dal 15 al 20 per cento la quota entro la quale le scuole possono superare quei limiti. Il risultato è che, rispetto allo scorso anno, la spesa autorizzata può crescere fino al 6,8 per cento.

Eppure neanche i nuovi margini sembrano sufficienti: in molte classi il costo dei libri obbligatori supera comunque il tetto massimo previsto. Se poi si aggiungono i testi consigliati e i vocabolari, il conto diventa ancora più salato.

I nuovi tetti di spesa

La scel…

Non bastavano carburanti e bollette. Al rientro dalle vacanze, le famiglie con figli alle scuole superiori dovranno fare i conti anche con il caro-libri. Tra manuali obbligatori, testi “consigliati”, dizionari e deroghe ai limiti ministeriali, la spesa può superare facilmente i 700 euro e, nei casi più pesanti, avvicinarsi ai 900 euro per studente.

Quest’anno il ministero dell’Istruzione e del Merito ha aggiornato i tetti di spesa per i libri scolastici, adeguandoli all’inflazione dell’1,5 per cento. Allo stesso tempo, però, ha portato dal 15 al 20 per cento la quota entro la quale le scuole possono superare quei limiti. Il risultato è che, rispetto allo scorso anno, la spesa autorizzata può crescere fino al 6,8 per cento.

Eppure neanche i nuovi margini sembrano sufficienti: in molte classi il costo dei libri obbligatori supera comunque il tetto massimo previsto. Se poi si aggiungono i testi consigliati e i vocabolari, il conto diventa ancora più salato.

I nuovi tetti di spesa

La scelta dei libri spetta ai consigli di classe e al collegio dei docenti e deve essere conclusa entro maggio, in vista dell’anno scolastico successivo. Nel comporre gli elenchi, le scuole sono tenute a rispettare i limiti fissati dal ministero. Per l’anno scolastico 2026/2027 i tetti sono aumentati di circa cinque euro per classe. Prendendo come esempio le prime superiori, il limite passa da 341 a 346 euro per il liceo classico; da 326 a 331 euro per il liceo scientifico; da 324 a 329 euro per gli istituti tecnici del settore economico, come Turismo o Amministrazione, finanza e marketing. Questi importi, però, non rappresentano sempre il vero massimo che le famiglie possono essere chiamate a spendere.

Le scuole possono superare i limiti del 20 per cento

La circolare ministeriale consente infatti alle scuole di superare i tetti di spesa, purché la decisione sia motivata dal collegio dei docenti e approvata dal consiglio d’istituto. Il dirigente scolastico ha il compito di verificare che la procedura venga rispettata.

Negli anni scorsi lo sforamento consentito era del 10 per cento. Nel 2025/2026 è salito al 15 per cento e, per il 2026/2027, è stato portato al 20 per cento. Per una prima del liceo classico, per esempio, il tetto base di 346 euro può così arrivare a 415,20 euro. Per lo scientifico si possono raggiungere 397,20 euro, mentre per il tecnico economico il limite sale a 394,80 euro. Ma ci sono classi che vanno oltre anche questi importi.

Quando i libri obbligatori superano il tetto

Alla prima A del liceo classico Eschilo di Gela, in provincia di Caltanissetta, l’elenco comprende 22 volumi per un costo complessivo di 718 euro. Non tutti, però, sono obbligatori: acquistando soltanto i 14 testi necessari, la spesa scende a 469,50 euro. Resta comunque un importo superiore di oltre 54 euro al limite massimo consentito per una prima del classico, già maggiorato del 20 per cento.

Una situazione simile si registra alla prima B del liceo classico europeo Umberto I di Torino. La lista completa comprende 18 libri e costa 571 euro, senza contare i dizionari. Limitandosi ai testi obbligatori, la spesa è di 442 euro: anche in questo caso superiore al tetto maggiorato.

Il fenomeno è tutt’altro che marginale. Le classi che oltrepassano il limite, compreso lo sforamento autorizzato del 20 per cento, sarebbero il 29 per cento in Piemonte, il 39 per cento in Sicilia e circa il 27 per cento nel Lazio.

La scorciatoia dei testi “consigliati”

A rendere meno trasparente la spesa contribuiscono i libri indicati come “consigliati”. Questi volumi non rientrano nel calcolo del tetto perché, almeno formalmente, le famiglie non sono obbligate ad acquistarli.

La normativa, però, stabilisce che possano essere inseriti tra i consigliati soltanto testi monografici o di approfondimento, come la Divina Commedia o I promessi sposi, oltre ad alcuni contenuti digitali integrativi acquistabili separatamente. Un normale manuale di Matematica o di Storia, dunque, non dovrebbe essere presentato come facoltativo.

Nelle liste pubblicate dalle scuole, tuttavia, non sempre è immediatamente chiaro quali libri siano davvero indispensabili. E per le famiglie può essere difficile rinunciare a un testo indicato dagli insegnanti, anche quando viene definito soltanto “consigliato”.

Per alcuni indirizzi non esiste limite

Il quadro è ancora più complicato per i percorsi speciali, come gli indirizzi europei e internazionali, le sezioni Esabac e alcuni corsi potenziati. Per queste classi non sempre è previsto un tetto ministeriale specifico. In assenza di un limite ufficiale, gli elenchi possono raggiungere cifre ancora più alte.

Dizionari e manuali fanno lievitare il conto

I tetti ministeriali, inoltre, non raccontano tutta la spesa. Restano fuori dizionari, vocabolari e alcuni manuali tecnici particolarmente costosi. Chi possiede già in casa un buon dizionario di italiano e uno di inglese potrà riutilizzarli. Per comprarli nuovi, invece, servono circa 150 euro complessivi. La situazione più onerosa riguarda il liceo classico, dove occorrono anche i dizionari di latino e greco: altri 200 euro circa. Sommando quattro vocabolari al costo dei libri di testo, la spesa può superare i 700 euro anche senza particolari sforamenti. Con liste più lunghe o testi consigliati si può arrivare rapidamente vicino ai 900 euro.

Negli istituti tecnici e professionali non servono i dizionari di latino e greco, ma alcuni indirizzi richiedono manuali specialistici che, da soli, possono costare 150 euro o più. Per molte famiglie, insomma, il tetto di spesa indicato dal ministero rischia di rimanere soltanto una cifra sulla carta. Quella che conta davvero arriva in libreria — ed è spesso molto più alta.

Leggi i commenti