Si siedono davanti all’addetto dell’anagrafe e dicono che no, gli organi non li vogliono donare. Sono sempre di più gli italiani che formalizzano l’opposizione all’espianto e l’effetto sull’assistenza alle persone malate è diretto. In un anno, infatti, 2.400 trapianti non possano essere eseguiti a causa dei rifiuti. Quelli di coloro che, appunto, si sono espressi al momento del rinnovo della carta di identità, e quelli dei parenti che decidono per le persone in terapia intensiva che non hanno lasciato indicazioni.
Quanti dicono no
I dati sugli interventi mancati sono del Centro nazionale trapianti, che rileva anche una tendenza che non sembra destinata a rallentare. Nel 2021 erano infatti il 31 per cento le persone che si opponevano al momento del rinnovo del documento. L’anno scorso il numero è salito al 40 per cento e in questo 2026 le cose vanno ancora peggio. La media dei primi sei mesi è del 41 per cento, ma nel mese di gennaio il dato era stato del 38,5 mentre a giugno è arriva…
Si siedono davanti all’addetto dell’anagrafe e dicono che no, gli organi non li vogliono donare. Sono sempre di più gli italiani che formalizzano l’opposizione all’espianto e l’effetto sull’assistenza alle persone malate è diretto. In un anno, infatti, 2.400 trapianti non possano essere eseguiti a causa dei rifiuti. Quelli di coloro che, appunto, si sono espressi al momento del rinnovo della carta di identità, e quelli dei parenti che decidono per le persone in terapia intensiva che non hanno lasciato indicazioni.
Quanti dicono no
I dati sugli interventi mancati sono del Centro nazionale trapianti, che rileva anche una tendenza che non sembra destinata a rallentare. Nel 2021 erano infatti il 31 per cento le persone che si opponevano al momento del rinnovo del documento. L’anno scorso il numero è salito al 40 per cento e in questo 2026 le cose vanno ancora peggio. La media dei primi sei mesi è del 41 per cento, ma nel mese di gennaio il dato era stato del 38,5 mentre a giugno è arrivato al 43,2%. Ci si aspetta quindi che la media dell’anno peggiori ancora.
I dati delle Regioni
Tra le Regioni ci sono differenze che fanno pensare al legame del problema con la fiducia che le persone hanno nel sistema sanitario, anche se non può essere solo questo fattore a determinare i dati. Comunque sia, la realtà che va peggio è la Sicilia, che nei primi sei mesi di quest’anno ha superato il 52 per cento di rifiuti, seguita dalla Calabria al 51 per cento. Tra il 47 e il 48 per cento si attestano Molise, Puglia, Basilicata e Campania (che non è peggiorata più degli altri rispetto all’anno precedente malgrado il caso di Domenico). Ad andare meglio, tra le grandi realtà, è il Veneto con il 32 per cento di no.
Le tre indicazioni
Quando ci si rinnova la carta di identità si hanno tre possibilità, riguardo alla donazione. Si può acconsentire, opporsi, ma anche non esprimersi. In quest’ultimo caso il cittadino può dire cosa vuole fare anche successivamente (all’associazione Aido, alla sua Asl o di nuovo all’anagrafe quando fa di nuovo il documento) oppure lasciare ai suoi familiari l’eventuale decisione. Ebbene, secondo il Centro nazionale trapianti quest’anno non si sono espressi il 38 per cento dei 6 milioni di cittadini che hanno fatto la carta di identità. Il 41 per cento di opposizioni e il 59 per cento di consensi sono quindi calcolati solo tenendo conto di chi si è espresso. Ma chi non lo fa, comunque, non è un donatore.
Trapianti e attese
Nel 2025 in Italia, che ha un sistema considerato buono a livello europeo, hanno donato gli organi 2.147 persone e i trapianti sono stati 4.678. L’anno precedente i due dati erano più bassi, cioè 2.096 e 4.642. C’è stato un miglioramento, ma resta il fatto che, con meno opposizioni, potevano essere fatte più operazioni, riducendo la quota di decessi tra chi si trova in lista di attesa. Si tratta di 6.300 i malati che aspettano un rene, 1.100 un fegato, 720 un cuore. 270 un polmone e 190 il pancreas.