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Maria Spinelli, i sogni infranti: “Voleva dimenticare un passato difficile”

(ansa)

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La 22enne uccisa al rave di Aarau era originaria di Città Sant’Angelo, in Abruzzo. Era arrivata nel cantone Argovia da pochi mesi.Il dj: ho perso un’amica. L’amico: sognava una nuova vita
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Hard sounds, soft soul. Musica dura per un’anima dolce. La musica techno, la sua passione, insieme alla cucina su cui puntava per costruirsi un futuro.

Così si raccontava Maria Spinellisui suoi profili social, la bandiera della Svizzera, dove si era trasferita da poco in cerca di lavoro, aggiunta subito accanto a quella italiana, il Paese dove la sua numerosa famiglia, di origine rom, aveva deciso di vivere. In Abruzzo, a Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara.

La vita dura con la grande famiglia rom

Una vita non facile, dopo la separazione dei genitori, insieme al padre Elvis e alla sua nuova compagna, e a tanti zii e cuginetti, in una palazzina bianca tra il cimitero e il campo sportivo, …

Hard sounds, soft soul. Musica dura per un’anima dolce. La musica techno, la sua passione, insieme alla cucina su cui puntava per costruirsi un futuro.

Così si raccontava Maria Spinellisui suoi profili social, la bandiera della Svizzera, dove si era trasferita da poco in cerca di lavoro, aggiunta subito accanto a quella italiana, il Paese dove la sua numerosa famiglia, di origine rom, aveva deciso di vivere. In Abruzzo, a Città Sant’Angelo, in provincia di Pescara.

La vita dura con la grande famiglia rom

Una vita non facile, dopo la separazione dei genitori, insieme al padre Elvis e alla sua nuova compagna, e a tanti zii e cuginetti, in una palazzina bianca tra il cimitero e il campo sportivo, la roulotte simbolo della tradizione di famiglia parcheggiata davanti al cancello della villetta su cui campeggia la scritta “Famiglia Spinelli”. Da lì, dopo un’esperienza nel nord Italia, Maria Spinelli aveva deciso di partire alcuni mesi fa per cercare fortuna all’estero. Negli occhi il mito del cugino Loris Spinelli, pilota automobilistico pilota ufficiale per il programma GT3 della Lamborghini, anche lui nato nell’ospedale di Atri, come lei, e poi trasferitosi in Florida.

Gli studi all’Alberghiero di Silvi Marina

«Lo diceva sempre già a scuola che l’Abruzzo gli stava stretto e che sarebbe andata via - ricorda il professore Federico Anzellotti, uno dei suoi docenti all’istituto Alberghiero Zoli di Silvi Marina - Ricordo Maria come una ragazza con grande forza di volontà e idee molto chiare sul suo futuro». Gli studi portati a termine con costanza proprio come trampolino di lancio per raggiungere l’indipendenza economica, mettersi alle spalle una infanzia e un’adolescenza non facili tra ristrettezze economiche e la separazione dei genitori, e scegliersi la vita che voleva nel mondo della ristorazione.

Il lavoro saltuario da cameriera nel Cantone

Stava cominciando dal gradino più basso, ovviamente, Maria. Si arrangiava con lavori saltuari come cameriera in bar, ristoranti, food truck. Da alcuni mesi si era stabilita ad Oftringen, cittadina di 14.000 abitanti nel Canton Argovia, a soli quindici chilometri da Aarau, teatro di quel rave che non si sarebbe persa per nessun motivo al mondo. La techno era la sua passione, i suoi social pieno di foto e video di raduni e festival. E sabato sera ad Aarau si esibivano suoi cari amici, a cominciare da Tekibo dj che le ha dedicato uno struggente post su Instagram, annunciando il suo temporaneo ritiro dalla scena. «Quello che è successo è straziante e nel nostro mondo non dovrebbe mai accadere. Sto ancora cercando di elaborare quello che è successo perché ho perso un’amica importante e non ho le parole giuste. Rip M». La M di Maria, appunto.

Il sogno di una vita indipendente

Estroversa, capace di crearsi subito nuove relazioni, Maria aveva confidato ai suoi nuovi amici svizzeri i suoi progetti, il suo sogno di una vita stabile e dignitosa. Non sembra avesse un fidanzato, ma il desiderio di avere in futuro una famiglia tutta sua, quello sì. Alla sua, quella che aveva lasciato in Abruzzo insieme al suo amato cane, un terrier bianco, era comunque molto legata. Chiuso nella palazzina bianca alla periferia di Città Sant’Angelo, il padre Elvis ha ricevuto subito la solidarietà delle istituzioni e l’assistenza della Farnesina per recarsi in Svizzera.

«Buena suerte», il tatuaggio che Maria si era fatto incidere. Ma il destino in Svizzera le ha riservato tutt’altro.

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