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Famiglia nel bosco, la decisione dei giudici: sì al ricongiungimento dei bimbi, ma non subito

Nuova ordinanza questa mattina. Sarà un percorso “a tappe”, a partire dall’ingresso dei tre piccoli nella scuola pubblica. A ottobre il primo weekend tutti insieme
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L’AQUILA – I tre bambini della famiglia nel bosco torneranno a casa, ma non subito. E, probabilmente, non prima di novembre. I magistrati del Tribunale per i minorenni dell’Aquila hanno scritto in un’ordinanza di 17 pagine, firmata ieri, che il percorso intrapreso dal padre Nathan Trevallion e anche dalla madre Catherine Birmingham è quello giusto, ma servono garanzie sulla frequentazione della scuola pubblica e quindi hanno ribadito un percorso di ricongiungimento “a tappe”.

Si dovrà ripartire, appunto, dalla scuola, che per i giudici è imprescindibile e che per gli attuali “detentori” della responsabilità genitoriale – tutrice e curatrice – deve essere pubblica. I tre bambini sono pronti ad andare in seconda elementa…

L’AQUILA – I tre bambini della famiglia nel bosco torneranno a casa, ma non subito. E, probabilmente, non prima di novembre. I magistrati del Tribunale per i minorenni dell’Aquila hanno scritto in un’ordinanza di 17 pagine, firmata ieri, che il percorso intrapreso dal padre Nathan Trevallion e anche dalla madre Catherine Birmingham è quello giusto, ma servono garanzie sulla frequentazione della scuola pubblica e quindi hanno ribadito un percorso di ricongiungimento “a tappe”.

Si dovrà ripartire, appunto, dalla scuola, che per i giudici è imprescindibile e che per gli attuali “detentori” della responsabilità genitoriale – tutrice e curatrice – deve essere pubblica. I tre bambini sono pronti ad andare in seconda elementare (i due gemelli) e in quarta (la figlia più grande). Successivamente si apriranno ulteriori finestre per incontri tra genitori e bambini, che potranno restare insieme anche nei weekend: il primo fine settimana con la famiglia riunita potrebbe essere ad ottobre, se la relazione delle assistenti sociali darà esito positivo. Da subito, già questa settimana, i piccoli possono iniziare gli incontri con i genitori a Palmoli, rientrando la sera nella struttura protetta.

Non viene ancora indicata una data per il ritorno a casa – nell’abitazione messa a disposizione dal Comune di Palmoli –, ma di fronte alla soddisfazione di tutte le richieste del tribunale, questo avverrà. Una data possibile è a partire da novembre prossimo, visto che con la fine di ottobre scadrà la possibilità di nuovi atti e per quella data si attende una nuova ordinanza del Tribunale per i minorenni.

Nathan e Cate, che questa mattina hanno continuato il loro percorso psichiatrico all’Asl di Chieti-Vasto Lanciano, sono apparsi ulteriormente provati da questa dilazione dei tempi: erano convinti che con l’accettazione della scuola pubblica per i figli avrebbero ottenuto il loro rientro a casa.

Ricorso in Corte d’appello

L’avvocato Simone Pillon, che ha ricevuto la Pec dei magistrati nella serata di ieri, non è soddisfatto, puntava a un ricongiungimento più rapido e netto. E annuncia ricorso in Corte d’appello: “Alla famiglia non hanno fatto passare insieme neanche qualche giorno di vacanza. Tenere ancora i bambini separati dai genitori è contro la Costituzione e qualsiasi convenzione. E anche l’obbligo di scegliere la scuola pubblica, quando i miei assistiti volevano un’istruzione parentale, non è accettabile. Il Tribunale è rimasto ancorato a precedenti valutazioni ormai ampiamente superate dai fatti”.

L’ultima ordinanza è ancora firmata dalla presidente Cecilia Angrisano, che dallo scorso aprile risulta insediata al Tribunale per i minorenni di Perugia. La giudice ha voluto mantenere la potestà sulla questione che aveva incardinato all’Aquila.

Il caso della famiglia nel bosco è esploso lo scorso 20 novembre, quando un’ordinanza – appunto del Tribunale per i minorenni dell’Aquila – separò la famiglia anglo-australiana (con i tre figli nati e cresciuti in Italia), pur consentendo alla madre di restare in una struttura protetta di Vasto insieme a loro. Successivamente, il 6 marzo, a causa dei comportamenti di Catherine, la donna è stata allontanata a sua volta. Da oltre cinque mesi i tre bambini vivono nella casa accoglienza da soli e vedono i genitori o attraverso video chiamate o attraverso incontri protetti all’interno della struttura e all’esterno.

Cantelmi: “Luce in fondo al tunnel”

"Con la decisione del Tribunale la famiglia resta ancora nel tunnel disgraziato, ma finalmente intravede una luce. A questa luce si aggrappano due genitori stremati e sull'orlo del collasso emotivo". Così lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte della famiglia nel bosco. "Il rientro a tappe dei bimbi, in questa situazione, è l'unica strada percorribile. Trovo, inoltre, significativa la possibilità che i bimbi possano incontrare i genitori nel luogo primario, dove hanno gustato la felicità dei giochi in armonia con la natura e gli amatissimi animali".

Per ora i tre bambini restano nella casa famiglia di Vasto. Oggi alle 15,30 vi sarà un incontro online tra l’avvocato Pillon e le professioniste che lavorano per conto del tribunale. Si è compreso subito che l’attuazione pratica dell’ordinanza non sarà semplice, viste le distanze presenti nella provincia di Chieti. E’ possibile che a metà settembre i tre bambini – 7 anni i due gemelli, 9 la più grande – inizino frequentando una scuola elementare a Vasto e, successivamente, possano trasferirsi in un istituto più vicino a Palmoli di fronte – appunto, a novembre – a un’ordinanza che consenta un ricongiungimento definitivo.

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