L’apertura della scuola in tutta Italia coincide con la sesta ondata di calore: “Posticipatela”
di Salvo IntravaiaPosticipare l’avvio delle lezioni a causa del caldo che non accenna a diminuire. È la proposta della Flc Cgil che accusa il governo di non avere pensato in tempo il modo per fronteggiare il cambiamento climatico ormai in atto. E il ministro dell’Istruzione Valditara annuncia un finanziamento ad hoc per dispositivi che possano alleviare dalla sofferenza del caldo, specialmente nelle regioni dove la coda dell’estate sarà ancora lunga. Tra il 7 settembre e il 17 settembre tutti gli alunni italiani avranno fatto il loro ingresso in classe. E il rischio di entrare in classi ancora roventi è tutt’altro che remoto.
Calendario regionale
I primi a fare il loro ingresso in aula saranno gli alunni della provincia autonoma di Bolzano, il 7 settembre. Il 10 settembre toccherà agli alunni della provincia di Trento, della Valle d’Aosta e del Veneto. Tra lunedì 14 settembre e mercoledì 16 settembre faranno il loro ritorno in aula gli alunni di tutte le altre regioni italiane, escluso quelli della Pug…
Posticipare l’avvio delle lezioni a causa del caldo che non accenna a diminuire. È la proposta della Flc Cgil che accusa il governo di non avere pensato in tempo il modo per fronteggiare il cambiamento climatico ormai in atto. E il ministro dell’Istruzione Valditara annuncia un finanziamento ad hoc per dispositivi che possano alleviare dalla sofferenza del caldo, specialmente nelle regioni dove la coda dell’estate sarà ancora lunga. Tra il 7 settembre e il 17 settembre tutti gli alunni italiani avranno fatto il loro ingresso in classe. E il rischio di entrare in classi ancora roventi è tutt’altro che remoto.
Calendario regionale
I primi a fare il loro ingresso in aula saranno gli alunni della provincia autonoma di Bolzano, il 7 settembre. Il 10 settembre toccherà agli alunni della provincia di Trento, della Valle d’Aosta e del Veneto. Tra lunedì 14 settembre e mercoledì 16 settembre faranno il loro ritorno in aula gli alunni di tutte le altre regioni italiane, escluso quelli della Puglia, saranno chiamati a scuola giovedì 17 settembre.
Le previsioni e la situazione dei plessi scolastici
Le previsioni meteo ci dicono che sia altamente probabile che le temperature massime si manterranno attorno ai 30 gradi anche a settembre.
In base ai dati disponibili sul sito del ministero dell’Istruzione e del merito, in Italia sono in funzione oltre 39mila plessi scolastici. Di oltre 26mila e 500, il 67,5 per cento, è disponibile la situazione riguardante “condizionamento e ventilazione”. Secondo gli enti locali proprietari, che hanno fornito i dati, i plessi in qualche modo climatizzati sono 2.835: meno dell’11 per cento. In nove edifici su dieci si soffrirà il caldo, se questo si protrarrà a lungo anche in autunno. Spesso gli ambienti climatizzati sono quelli della presidenza e della segreteria. Le aule scolastiche, quando va bene, sono dotate di ventilatori.
Le ripercussioni sull’apprendimento
Il caldo non compromette soltanto il benessere fisico. Ad occuparsi della questione è stato di recente l’Ocse: l’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico. “Quali saranno i probabili impatti dell'aumento delle temperature sugli studenti e come si stanno adattando i vari Paesi?" è il titolo del dossier pubblicato alcune settimane fa. “Gli studenti nei paesi Ocse – scrivono gli esperti – saranno esposti a un numero maggiore di giornate calde a scuola entro il 2050. Le temperature elevate – avvertono da Parigi – influiscono sull’apprendimento degli studenti sia direttamente, influenzando il loro benessere e il loro rendimento scolastico, sia indirettamente, attraverso interruzioni del loro percorso scolastico". Paesi come Bulgaria, Ungheria e Francia stanno già correndo ai ripari.
La richiesta
Secondo la segretaria generale della Flc Cgil, Gianna Fracassi, “se non ci sono le condizioni per rispettare il decreto 81 su salute e sicurezza e le temperature sono troppo alte in classe, le lezioni non possono iniziare. Non è possibile – continua – fare scuola a queste condizioni: hanno avuto tre mesi per fare dei lavori e non hanno fatto nulla, in alcuni territori è invivibile stare 5-6 ore in classe in 20-30 persone. Ci sono delle ragioni che valgono per tutti, non solo per i cantieri in mezzo alla strada; il tema c'è, scelgano le soluzioni che vogliono ma scelgano”.
La mossa del governo
Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, parla di “promessa mantenuta”. “Abbiamo deciso – spiega – un contributo di 20 milioni di euro destinato alle istituzioni scolastiche per apparecchi e dispositivi per il raffrescamento, con l’obiettivo di migliorare le condizioni e il comfort per gli studenti e personale scolastico”. Fondi con i quali le scuole potranno acquistare ventilatori e qualche condizionatore. “Stiamo lavorando anche a un piano più ampio per l’efficientamento energetico nelle scuole”. E chiama in causa gli enti locali perché facciano la propria parte.
I costi dei cambiamenti climatici
In Italia ci sono 366mila classi di scuola statale. Ammettendo che l’11 per cento delle aule sia climatizzata, resterebbero da attrezzare 325 mila aule. Se ognuna di esse fosse dotata di una pompa di calore occorrerebbero 325 milioni di euro. I 20 stanziati dal ministero rappresentano il 6 per cento del fabbisogno. Senza considerare che con tutte le aule climatizzate bisognerebbe adeguare gli impianti elettrici e aumentare i fondi a bilancio di comuni, province e città metropolitane per le spese elettriche.