Fentanyl, stretta sulla sicurezza dopo il furto: allarmi e accessi tracciati negli ospedali
di Federica AngeliOttanta fiale sparite da una farmacia ospedaliera sono bastate a mostrare quanto possa essere vulnerabile la catena di custodia di uno dei farmaci più delicati in circolazione. A due mesi dal furto di Fentanyl avvenuto all'ospedale Israelitico di Roma, il ministero della Salute si prepara a cambiare le regole. La scomparsa delle 80 fiale ha portato infatti il problema fuori dai confini della singola struttura sanitaria, fino a Palazzo Chigi. Sul dossier si sono confrontati il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Salute Orazio Schillaci. Sarà quindi molto più difficile che qualcuno possa entrare in un locale, aprire una cassaforte, prelevare un medicinale stupefacente e lasciare dietro di sé poche tracce, come appunto accaduto nella Capitale.
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Ottanta fiale sparite da una farmacia ospedaliera sono bastate a mostrare quanto possa essere vulnerabile la catena di custodia di uno dei farmaci più delicati in circolazione. A due mesi dal furto di Fentanyl avvenuto all'ospedale Israelitico di Roma, il ministero della Salute si prepara a cambiare le regole. La scomparsa delle 80 fiale ha portato infatti il problema fuori dai confini della singola struttura sanitaria, fino a Palazzo Chigi. Sul dossier si sono confrontati il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, il ministro della Salute Orazio Schillaci. Sarà quindi molto più difficile che qualcuno possa entrare in un locale, aprire una cassaforte, prelevare un medicinale stupefacente e lasciare dietro di sé poche tracce, come appunto accaduto nella Capitale.
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Il decreto in 19 articoli
Il timore è che un farmaco potentissimo come il fentanyl possa uscire dai canali sanitari e alimentare un mercato illegale è stato il principio attorno al quale è stato costruito il decreto, composto da 19 articoli e ormai vicino al traguardo. Il testo è stato trasmesso alle Regioni e potrebbe vedere la luce già la prossima settimana. La parola chiave è tracciabilità: dei farmaci, naturalmente, ma anche delle persone che possono raggiungerli, delle chiavi utilizzate per accedere alle casseforti e di ogni singolo spostamento delle confezioni.
Una cassaforte non sarà più sufficiente
La prima barriera sarà fisica. I medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope dovranno essere conservati in spazi appositamente destinati, protetti e controllabili. Nei locali dovrà esserci una cassaforte che non possa essere rimossa e, nel rispetto delle norme sulla privacy, dovranno essere installati sistemi di videosorveglianza. Per le farmacie ospedaliere e territoriali delle aziende sanitarie il livello di protezione salirà ulteriormente. Gli ambienti che ospitano casseforti o armadi blindati dovranno essere dotati di un allarme collegato direttamente a una centrale di vigilanza. Ma soprattutto non dovrà più essere possibile entrare senza lasciare una traccia. Il sistema elettronico dovrà consentire di risalire all'identità della persona che ha avuto accesso al locale e registrare giorno e ora dell'ingresso.
La stretta sulle chiavi
Il caso romano ha fatto emergere un altro punto critico: chi custodisce le chiavi dei luoghi nei quali si trovano questi medicinali? E come si può stabilire chi le aveva a disposizione in un determinato momento? Il decreto prova a chiudere anche questa falla. Durante il servizio la chiave o il dispositivo di apertura resteranno nella disponibilità diretta del responsabile. Terminato l'utilizzo, la cassaforte dovrà essere immediatamente richiusa. Quando invece il personale non è in servizio, le chiavi non potranno essere lasciate in un luogo qualsiasi: dovranno essere sistemate all'interno di un contenitore protetto, in un'area coperta da allarme e preclusa al pubblico. Anche il semplice passaggio di mano diventerà un'operazione registrata.
Ogni fiala dovrà lasciare una traccia
Il controllo non si fermerà alla cassaforte. La nuova disciplina punta a seguire il medicinale durante tutto il suo percorso all'interno della struttura sanitaria. Già al momento dell'approvvigionamento dovranno risultare identificabili sia la persona che ha presentato la richiesta sia quella che l'ha autorizzata. Quando i farmaci arriveranno a destinazione, dovranno essere verificati quantità, condizioni delle confezioni, lotto e scadenza. Lo stesso principio varrà per gli spostamenti successivi. Una confezione non potrà passare da un reparto o da una struttura all'altra senza che esista un documento che ne giustifichi il movimento e senza una firma o un'identificazione elettronica della persona coinvolta. È una sorta di impronta digitale amministrativa che dovrà accompagnare il farmaco e consentire, in caso di ammanchi, di ricostruirne a ritroso il percorso.
Allarme entro 12 ore
Cambiano anche le procedure quando qualcosa non torna. Non saranno soltanto i furti conclamati a far scattare la segnalazione. Il decreto include manomissioni, accessi non autorizzati, anomalie nella gestione, prescrizioni sospette e registrazioni che potrebbero essere state falsificate. A queste si aggiungono naturalmente sottrazioni, furti e possibili deviazioni dei medicinali verso destinazioni diverse da quelle autorizzate. In presenza di uno di questi segnali il responsabile dovrà essere informato immediatamente. Viene fissato anche un limite massimo: la comunicazione non potrà arrivare oltre le 12 ore dalla scoperta dell'anomalia.