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Venezia, quattro furti in un anno, il titolare del bar lascia biglietto al ladro: ti offro lavoro io

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L’affettatrice, i gelati del congelatore e le caramelle del bancone come bottino. Matteo Boscolo Bragadin: “Ci penseremo per la prossima stagione. Adesso bisogna prendere un po’ di respiro”
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È il quarto furto con scasso in dodici mesi, e i ladri sono tornati a colpo sicuro. Nella notte tra il 30 e il 31 agosto qualcuno è entrato al Bar Mora di Sottomarina (Chioggia), e ha portato via la seconda affettatrice acquistata dal titolare in meno di un anno (la prima era stata rubata a settembre 2025 e sostituta solo nel maggio scorso), oltre ai gelati del congelatore, le caramelle dell’espositore sul bancone e la bottiglia di un famoso scotch whisky.

Il titolare Matteo Boscolo Bragadin, stanco della situazione, ha affisso un cartello rivolto direttamente a chi lo ha derubato: “Te la ricompro, stesso prezzo come nuova. Se io non lavoro, tu non troverai più nulla da portare via. Se ti servono soldi, posso offrirti un lavoro”.

“Il sens…

È il quarto furto con scasso in dodici mesi, e i ladri sono tornati a colpo sicuro. Nella notte tra il 30 e il 31 agosto qualcuno è entrato al Bar Mora di Sottomarina (Chioggia), e ha portato via la seconda affettatrice acquistata dal titolare in meno di un anno (la prima era stata rubata a settembre 2025 e sostituta solo nel maggio scorso), oltre ai gelati del congelatore, le caramelle dell’espositore sul bancone e la bottiglia di un famoso scotch whisky.

Il titolare Matteo Boscolo Bragadin, stanco della situazione, ha affisso un cartello rivolto direttamente a chi lo ha derubato: “Te la ricompro, stesso prezzo come nuova. Se io non lavoro, tu non troverai più nulla da portare via. Se ti servono soldi, posso offrirti un lavoro”.

“Il senso è provocatorio ma non troppo”, spiega. “Siamo un’attività stagionale e non siamo abituati a pubblicizzarci sui social. Questa volta però abbiamo voluto farlo per smuovere l’opinione pubblica cittadina, visto che a Chioggia spesso succedono cose di questo genere: danneggiamenti ai locali, ai bar, furti anche dal parrucchiere”. E così il messaggio diretto, accompagnato sui social anche da un lungo sfogo che dal “Caro amico ti scrivo” iniziale, termina con un invito: “Se passi ti offro un caffè”.

La balera al Bar Mora di Sottomarina (Chioggia) 

Boscolo Bragadin è convinto che dietro i quattro colpi ci sia la stessa mano: “Secondo me sono le stesse persone, e non sono stranieri. Prendono sempre le stesse cose: gelati, bibite, birre. Il vino non gli interessa: quindici cartoni, non ne hanno preso uno”. Un’ipotesi – aggiunge – rafforzata da una voce raccolta in paese e non verificata, secondo cui alcuni soggetti ritenuti in passato dediti a questo tipo di reati sarebbero al momento “trattenuti contro la loro volontà”.

Sul caso si è mosso anche un blogger locale, che secondo il titolare avrebbe raccolto foto, nomi e targa del veicolo usato nel furto e le avrebbe consegnate ai carabinieri: “L’ho chiamato, mi ha detto di aver fatto denuncia formale proprio ieri mattina, con tutto il materiale. Io non l’ho visionato, non mi sono fatto dire nulla: saranno i carabinieri a verificare se è vero”. Al telefono scherza, pur con una nota di amarezza: “Nei tempi moderni non si chiamano più i carabinieri, si avvisa il blogger. Sintomo di come girano le cose ormai”.

Ora, a stagione quasi chiusa, si tratta di capire come rimettersi in piedi. “Il materiale immediatamente vendibile, come i gelati, l’ho già rimpiazzato stamattina: il caldo aiuta, la gente viene ancora al mare anche fuori weekend. L’affettatrice la recupereremo da amici. Ci penseremo con calma per la prossima stagione. Adesso bisogna prendere un po’ di respiro, tornare più sereni”. Nei giorni scorsi una cliente si è presentata al bar con una proposta: “Una signora è venuta a offrirci la sua affettatrice, mi ha detto che non la usa e che, se avessi voluto, me la avrebbe regalata. Mi ha spiazzato: non ho saputo cosa risponderle, se non offrirle un caffè”.

Intanto, però, l’attività è costretta a fare i conti di un’attività stagionale che vive di margini stretti: “Come bar non lavoriamo chissà quanto, non siamo un ristorante o una discoteca che incassano decine di migliaia di euro. Questa gestione ha 43 anni, è una delle ultime balere rimaste sull’Adriatico: da un paio d’anni i corsi di ballo non sono più sostenibili, si cerca di sopravvivere. E poi arrivano questi eventi che, poco o tanto che siano, sono comunque un costo economico e morale: ti chiedi cosa troverai domani”. Un’attesa – ammette – che ormai è quasi un’abitudine: “Nel giro di un altro paio di settimane mi aspetto un altro furto. Spero solo che il clamore magari li faccia desistere”.

Blindare il locale, dice, non è così semplice come sembra: “Una porta deve rimanere accessibile: io devo poter entrare. Non ho ancora trovato un modo per farlo per gli altri e non per me”. Così la serratura, quella che i ladri aprono con facilità, resta la stessa: “Almeno non fanno altri danni. Se rompono il vetro del finestrone, quattro metri per quattro, oltre al danno avrei anche la beffa”.

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