✕

Inizia la sesta ondata di calore, i primi effetti: “Zero termico intorno ai 5.000 metri”

Ascolta l'audio

Dai rifugi avvertono: "Le temperature non scendono". Da Nord a Sud picchi fino a oltre 39 gradi. Cupola di calore sull’Europa: a Siviglia 45 gradi a settembre. Ecco quando finirà
2 minuti di lettura

"In maniche corte, il 4 settembre, a 2.580 metri alle 9 del mattino”. Fa abbastanza impressione, e rende l’idea del problema, il post pubblicato dal Rifugio Del Grande-Camerini in Valmalenco questa mattina per raccontare di temperature che non accennano a diminuire (oltre 15 gradi a quelle quote) e uno zero termico quasi costantemente intorno ai 5.000 metri. Potrebbe essere la cartolina che descrive la nuova e sesta ondata di calore che da oggi – e fino almeno al 9 settembre indicano gli esperti – colpirà l’Italia con un generale aumento delle temperature.

Dai 37 ai 40 gradi

In Pianura Padana, nelle zone interne del Centro e del Nord Italia, le temperature saliranno oltre i 37-38 gradi con punte possibili vicine ai quaranta. Valori elevati sono attesi in Puglia (zona di Foggia), Calabria e in parti del versante Adriatico, come nell’ascolano e il pescarese, mentre in Pianura attenzione al grande caldo nel bolognese dove …

"In maniche corte, il 4 settembre, a 2.580 metri alle 9 del mattino”. Fa abbastanza impressione, e rende l’idea del problema, il post pubblicato dal Rifugio Del Grande-Camerini in Valmalenco questa mattina per raccontare di temperature che non accennano a diminuire (oltre 15 gradi a quelle quote) e uno zero termico quasi costantemente intorno ai 5.000 metri. Potrebbe essere la cartolina che descrive la nuova e sesta ondata di calore che da oggi – e fino almeno al 9 settembre indicano gli esperti – colpirà l’Italia con un generale aumento delle temperature.

Dai 37 ai 40 gradi

In Pianura Padana, nelle zone interne del Centro e del Nord Italia, le temperature saliranno oltre i 37-38 gradi con punte possibili vicine ai quaranta. Valori elevati sono attesi in Puglia (zona di Foggia), Calabria e in parti del versante Adriatico, come nell’ascolano e il pescarese, mentre in Pianura attenzione al grande caldo nel bolognese dove si sfioreranno i 36 gradi. Per fortuna non sarà – anche visto il fatto che le giornate si stanno accorciando – un caldo con picchi estremi come quelli sperimentati in luglio e agosto – ma si tratta comunque di valori elevati, con punte anche di +8 gradi rispetto alle medie di settembre. Mentre gli esperti meteo si sbilanciano nel dire ormai che quella del 2026 è l’estate meteorologica più calda di sempre, capace di battere anche il record del terribile 2003, il rientro dalle ferie sarà complicato poi anche nelle grandi città: sia a Milano che Roma attese temperature intorno ai 35 gradi.

Solo a metà mese temperature più basse

Con una prima fase che inizierà il 9 settembre al Nord e poi dal 12 in tutta Italia, l’aria fredda di origine nord-atlantica porterà solo verso la metà del mese a un concreto abbassamento delle temperature: resta però elevato il rischio per eventi meteo estremi viste le temperature così calde del Mediterraneo, carico di energia. La cupola di calore che sta interessando l’Europa in Italia, tutto sommato, sarà comunque meno impattante rispetto ad altri Paesi. Impressionano per esempio i dati delle ultime ore registrati in Europa meridionale, quando siamo già a settembre. A Siviglia la colonnina di mercurio ieri è arrivata a 45 gradi. In Portogallo 44,3, in Francia 38. Mentre nella vicina Africa si sono toccate punte estreme in Algeria (oltre 47 gradi ad Adrar), a est anche i Balcani, solitamente più freddi a settembre, hanno sperimentato picchi davvero elevati quando mancano pochi giorni all’inizio dell’autunno astronomico. Per esempio 36.5 gradi in Croazia, quasi 40 in Albania.

In Europa inverno più mite

La buona notizia è che mentre in Italia e all’estero crescono le preoccupazioni e le ricerche di soluzioni sull’adattamento alle ondate di calore – con interventi necessari per il mondo della scuola, la sanità e il lavoro – quella in corso secondo i meteorologi potrebbe essere l’ultima delle tante ondate di calore così impattanti che hanno attraversato questa estate. La cattiva notizia invece è che si prospetta un autunno carico di eventi estremi, dalle alluvioni sino alle grandinate. Infine l’inverno, anche se è ancora presto per sbilanciarsi, potrebbe essere più mite per effetti indiretti di El Niño nel Vecchio Continente: il resto del mondo dovrà fare i conti con aumento delle temperature e fenomeni estremi o di siccità (per esempio in Australia) o di alluvioni (in Sudamerica), mentre l’Europa sarà interessata solo marginalmente.

Leggi i commenti