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Valditara: “Più fondi per aule vivibili ma sul rinvio decidono le Regioni”

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Parla il ministro dell’Istruzione a pochi giorni dall’inizio della scuola: “Per affrontare il caro-libri estenderemo i contributi anche alle famiglie di medio reddito. E sugli asili abbiamo raggiunto il target Pnrr: 150mila posti disponibili da subito”
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Ministro Valditara, c’è chi le chiede di rimandare le lezioni per il gran caldo, chi di anticiparle per aiutare le famiglie. Lei da che parte sta?

«C’è un obbligo di legge che impone di svolgere 200 giorni di scuola, ma il calendario è competenza delle Regioni: ciascuna, in base alle esigenze del proprio territorio, può decidere come articolarlo».

La pausa estiva era basata sul ciclo del grano, è ora di cambiare?

«Non basta un colpo di penna, va coinvolto il mondo della scuola, ma il governo una cosa l’ha fatta: ha investito con successo — quest’anno altri 300 milioni — sul Piano estate per tenere le scuole aperte per un milione di ragazzi. È una prima, forte, risposta alle necessità delle famiglie e ha coinvolto terzo settore, Comuni, associazioni sportive e culturali, oratori».

Resta il tema delle aule bollenti: solo il 10% delle scuole ha i condizionatori.

«Non dimentichiamo che la competenza su questo settore è degli enti locali proprietari degli immobili. Noi abbiamo destinato 3,…

Ministro Valditara, c’è chi le chiede di rimandare le lezioni per il gran caldo, chi di anticiparle per aiutare le famiglie. Lei da che parte sta?

«C’è un obbligo di legge che impone di svolgere 200 giorni di scuola, ma il calendario è competenza delle Regioni: ciascuna, in base alle esigenze del proprio territorio, può decidere come articolarlo».

La pausa estiva era basata sul ciclo del grano, è ora di cambiare?

«Non basta un colpo di penna, va coinvolto il mondo della scuola, ma il governo una cosa l’ha fatta: ha investito con successo — quest’anno altri 300 milioni — sul Piano estate per tenere le scuole aperte per un milione di ragazzi. È una prima, forte, risposta alle necessità delle famiglie e ha coinvolto terzo settore, Comuni, associazioni sportive e culturali, oratori».

Resta il tema delle aule bollenti: solo il 10% delle scuole ha i condizionatori.

«Non dimentichiamo che la competenza su questo settore è degli enti locali proprietari degli immobili. Noi abbiamo destinato 3,7 miliardi di fondi Pnrr all’efficientamento energetico. E, in emergenza climatica, ho stanziato altri 20 milioni che dovrebbero consentire di dotare tutte le aule di dispositivi di raffreddamento. Investiamo più della Francia».

Significa 57 euro a classe, dice la Cgil. Non le sembra un po’ poco?

«Se dal conteggio sottraiamo le scuole già refrigerate, quelle che hanno acquistato dispositivi di raffrescamento in questi mesi e le altre che per posizione geografica non soffrono, la cifra sale di un terzo: quanto basta per dare una prima risposta all’emergenza. Nella prossima legge di bilancio proporrò ulteriori investimenti strutturali. Ma intanto c’è un’altra grande novità per le famiglie».

Di che si tratta?

«Abbiamo raggiunto e superato il target Pnrr per gli asili nido e le scuole d’infanzia: almeno 150mila posti, disponibili da subito. È una notizia di cui tutti dovrebbero essere soddisfatti. Siamo stati attaccati per mesi da chi sosteneva che non ce l’avremmo fatta. E invece c’è stata una splendida collaborazione fra ministero ed enti locali con un nostro enorme lavoro di coordinamento e supporto. È un risultato molto importante perché è nei primi anni che si possono ridurre le differenze di opportunità».

A proposito di famiglie, parliamo di caro-scuola: la spesa arriva anche a 1700 euro l’anno. Come si fa?

«Bisogna distinguere fra il corredo e i libri. Tenendo conto dei testi adottati dai docenti la spesa media effettiva che ogni famiglia deve sostenere è diminuita rispetto allo scorso anno dell’1,4%. Questo è stato possibile grazie alla più ampia offerta di titoli messi a disposizione dagli editori e alle scelte oculate dei docenti. Abbiamo anche deciso di aumentare il fondo per i non abbienti del 15%, arrivando a 160 milioni. Ora bisogna estendere al ceto medio i contributi statali».

Tra pochi giorni debuttano i nuovi programmi per elementari e medie: il corsivo, le poesie a memoria, l’enfasi sull’Occidente, il latino. La sua scuola guarda al passato?

«Chi lo dice non ha letto le indicazioni nazionali. Nell’era dell’intelligenza artificiale, non dobbiamo perdere l’intelligenza umana che, anzi, va rafforzata. Sappiamo che i device, se utilizzati precocemente, diminuiscono il rendimento degli studenti. Per questo insisto sulla carta, il libro, la penna, la grammatica e la sintassi. E al tempo stesso ho lanciato la rivoluzione dell’insegnamento delle materie Stem: partire dall’osservazione della realtà per affascinare i giovani e portarli a scoprire le basi matematiche».

All’estremo opposto c’è l’Intelligenza artificiale, a che punto siamo?

«Abbiamo messo 100 milioni per portarla nelle scuole e altri 450 per la formazione dei docenti sul digitale. L’abbiamo introdotta dalle elementari a partire dal linguaggio — ad esempio: cosa significa algoritmo? — e dai licei come strumento per potenziare lo studio delle Stem. Al tempo stesso, nelle linee guida di educazione civica, abbiamo previsto la formazione sulle opportunità e sui rischi derivanti dal suo utilizzo».

Alle superiori e alle medie servirà l’ok dei genitori per l’educazione sessuo-affettiva. Non si penalizza chi ha in casa esempi di violenza?

«Voglio ricordare che, nelle indicazioni nazionali, abbiamo introdotto come obiettivo obbligatorio di apprendimento l’educazione al rispetto, a relazioni corrette, all’empatia, al contrasto della violenza di genere: si imparerà che il no è no, che la gelosia non è affetto, che l’amore non è possesso. E si parlerà di sessualità in senso biologico e di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili. Schlein ha affermato che avremmo vietato l’educazione al rispetto: è falso, inganna i suoi elettori. Quel che non si può fare è insegnare le teorie sull’identità di genere, dire a un bambino, come è successo, tu sei maschio ma potresti sentirti femmina, sia l’uno che l’altro o nessuno dei due. Dalle medie, se la famiglia vorrà, potrà frequentare corsi extracurriculari seri».

La scuola ricomincerà anche quest’anno con 200mila precari, come dice la Cgil?

«Lo dice ogni anno, è ora che riveda le cifre. Abbiamo assunto 206mila persone tra docenti e personale Ata dal 2023 a oggi, continueremo a farlo e a stabilizzare gli idonei. Quest’anno la notizia è: si partirà con tutti i docenti in cattedra».

In Sassonia l’Afd vuole imporre classi separate per gli alunni con disabilità e stranieri. Un piano scioccante, proposto anche da Vannacci. Cosa ne pensa?

«È una visione che con la personalizzazione della didattica, la valorizzazione dei talenti e la scuola costituzionale non ha nulla a che vedere. L’Italia ha uno dei migliori sistemi al mondo per l’inclusione scolastica, non si torna indietro».

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