Domani scuola al via: IA all’asilo, Bibbia e storia dell’Occidente, ecco tutte le novità
di Salvo IntravaiaRicominciano le lezioni per 7 milioni e 300mila ragazzi: si inizia domani con gli alunni della provincia autonoma di Bolzano. Quella immaginata dal governo Meloni è una scuola più identitaria e incentrata sulle conoscenze. E fioccano le polemiche. Tra nuove indicazioni nazionali per l’infanzia e il primo ciclo e riforme strutturali, per la scuola italiana parte un anno scolastico che il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha paragonato a una “rivoluzione”. Sullo sfondo, ancora da definire, le nuove indicazioni nazionali per i licei, soggette a consultazione. Durante l’iter di approvazione delle Nuove indicazioni nazionali lo scontro tra esponenti del governo e mondo della scuola ha polarizzato l’attenzione dell’opinione pubblica e degli addetti ai lavori. Parlare ancora di programmi, come accadeva nello scorso secolo, non è tecnicamente corretto. Ormai nella scuola si lavora con le Indicazioni nazionali: maxi contenitori (tematiche) che ogni scuola e ogni docente può declina…
Ricominciano le lezioni per 7 milioni e 300mila ragazzi: si inizia domani con gli alunni della provincia autonoma di Bolzano. Quella immaginata dal governo Meloni è una scuola più identitaria e incentrata sulle conoscenze. E fioccano le polemiche. Tra nuove indicazioni nazionali per l’infanzia e il primo ciclo e riforme strutturali, per la scuola italiana parte un anno scolastico che il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha paragonato a una “rivoluzione”. Sullo sfondo, ancora da definire, le nuove indicazioni nazionali per i licei, soggette a consultazione. Durante l’iter di approvazione delle Nuove indicazioni nazionali lo scontro tra esponenti del governo e mondo della scuola ha polarizzato l’attenzione dell’opinione pubblica e degli addetti ai lavori. Parlare ancora di programmi, come accadeva nello scorso secolo, non è tecnicamente corretto. Ormai nella scuola si lavora con le Indicazioni nazionali: maxi contenitori (tematiche) che ogni scuola e ogni docente può declinare a piacimento con i contenuti che ritiene più adeguati. Ed è proprio su questo punto che si sono incentrati gli attacchi di coloro che hanno criticato le indicazioni nazionali del primo ciclo e dei licei.
Scuola dell’Infanzia: tecnologia, media e Ia
Per i più piccoli, da tre a cinque anni, fanno da sfondo i campi d’esperienza: “Il sé e l’altro; il corpo e il movimento; immagini, suoni e colori; i discorsi e le parole; la conoscenza del mondo”. Le nuove indicazioni nazionali pongono l’accento, tra le altre cose, sulla costruzione dell’identità personale e la relazione con gli altri, sull’autonomia personale, sull’espressione artistica e la cura del linguaggio e del lessico fin da piccoli, sull’osservazione del mondo che ci circonda e sui primi rudimenti e concetti di matematica. Saranno le insegnanti a scegliere le tematiche da trattare per sviluppare queste indicazioni che entreranno in vigore quest’anno e riguarderanno tutte le sezioni (classi). È prevista anche una tematica trasversale a tutti i campi d’esperienza: tecnologia, media e intelligenza artificiale affrontati in prospettiva educativa, considerato che oggi incrociare bambini di un anno o due col tablet in mano sul passeggino non è così raro.
Scuola primaria: più storia dell’Italia
La rivoluzione partirà dal 2026/2027, ma solo nelle prime classi. Le altre avranno come riferimento le Indicazioni del 2012. Partendo dalla situazione emersa dalle ultime prove Invalsi per la lettura e di un analfabetismo funzionale che avanza, i docenti dovranno lavorare per rafforzare la scrittura a mano libera, la comprensione del testo, la grammatica e la correttezza linguistica. La Matematica diventerà un po’ più astratta: bisognerà potenziare ragionamento, capacità di problem-solving e comprensione dei concetti. Ma non solo. Occorrerà irrobustire altresì le competenze scientifiche e tecnologiche finalizzate alla comprensione critica dell'ambiente digitale. E poi c’è la Storia, l’unica disciplina che prevede una integrazione anche nelle terze classi. La Storia è la disciplina che subisce le modifiche più consistenti. Si privilegerà la storia italiana, con un maggiore raccordo tra civiltà e territorio, valorizzando il patrimonio storico e culturale italiano. In geografia si punterà maggiormente sul rapporto uomo-territorio e sui fenomeni geografici con l’occhio puntato alla conoscenza concreta dell'Italia. E ancora. Pratica musicale, arte finalizzata alla valorizzazione del patrimonio italiano e inglese incentrato sulla lingua parlata. Mentre l’attività motoria dovrà incentrarsi su salute e benessere.
Secondaria di primo grado: entra il latino
Anche alla secondaria di primo grado le novità introdotte dalle nuove Indicazioni partiranno dalle prime classi. La più importante è l’introduzione del Latino che non sarà obbligatorio per tutti gli studenti e non contemplerà una materia con ore assegnate. Saranno le singole scuole eventualmente attivarlo nell’ambito dell’autonomia scolastica: con qualche ora settimanale in più o ritagliando qualche ora dal monte ore complessivo. Per l’Italiano si punterà su comprensione del testo, più scrittura e più lettura nell’intento di recuperare le abilità compromesse dall’uso della tecnologia e dei social. Anche alla media, lo studio della Storia subisce le modifiche più importanti. I docenti dovranno lavorare per costruire una conoscenza più solida dei grandi processi storici, con particolare attenzione alla storia italiana, europea e mondiale. Evitando sovrapposizioni e ripetizioni con i periodi studiati alla primaria. La Geografia, in primis quella italiana, uscirà dal ruolo di cenerentola e si spingerà oltre: si studieranno gli aspetti economici, quelli geopolitici e i fenomeni globali. La Matematica, con le dovute differenze legate all’età, seguirà l’approccio previsto alla primaria: più ragionamento e problem-solving. Lo studio delle Scienze naturali privilegerà le fasi del metodo scientifico mentre in Tecnologia aumenterà la componente digitale e informatica, con un occhio rivolto all’intelligenza artificiale. Lo studio delle lingue straniere dovrà mettere in condizioni gli studenti di utilizzarle in maniera più concreta e di comprenderle. Lo studio della Musica dovrà avere un approccio più pratico, mentre Arte e immagine sarà finalizzata alla conoscenza del territorio e del suo patrimonio culturale. E le scienze motorie saranno ancora una volta finalizzate al benessere e alla salute.
Licei: finisce l’era della Geostoria
Le Indicazioni nazionali per i licei entreranno in vigore dal 2027/2028. Ma, dopo essere state sottoposte a consultazione, sembrano ormai definite. Manca solo il decreto che le renda ufficiali. Anche al liceo lo studio dell’Italiano si pone come obiettivo quello di potenziare la conoscenza della lingua italiana. Mentre finisce l’era della Geostoria. I futuri liceali torneranno a studiare due distinte materie: la Storia e la Geografia. Nel primo caso si darà maggiore centralità alla storia dell'Italia e dell'Occidente. E ai nuovi equilibri geopolitici. Mentre la Geografia assumerà una sua autonomia.
Lo studio della Matematica dovrebbe avere una funzione più “moderna” con incursioni su modellizzazione, probabilità, statistica e informatica. Con l’uso dell’intelligenza artificiale che avrà un ruolo non secondario e che sarà trasversale a tutte le discipline. Lo studio delle lingue straniere dovrà recuperare il gap nella comprensione, nell’ascolto e della lingua parlata degli italiani con i giovani degli altri paesi europei. Mentre lo studio del Latino dovrebbe superare le faticose traduzioni, sempre possibili, e migrare verso un approccio più storico e culturale. Stesso discorso col Greco al classico. Le indicazioni nazionali relative alla Filosofia hanno determinato le maggiori proteste. L’intento è quello di valorizzare il pensiero critico, il rapporto filosofia-scienza e lo studio dei problemi etici contemporanei. Ma l’incursione sui singoli autori da privilegiare ha sollevato le maggiori proteste. Anche al liceo la Storia dell’Arte dovrà dare priorità all’immenso patrimonio italiano e la Musica dovrà approcciare anche la sua storia.
Le critiche: dalla Bibbia alla filosofi ridimensionati
Nella fase di gestazione delle nuove indicazioni nazionali non sono mancate le contrapposizioni e le critiche. La prima accusa rivolta al governo è stata quella di creare una scuola troppo “identitaria” che dà troppo spazio alla storia e alla cultura italiana, soprattutto alla primaria e alla media, e di un'eccessiva centralità della civiltà occidentale. Una critica che investe soprattutto lo studio della Storia, accusata dagli stessi storici di eccessivo “eurocentrismo”. Un altro argomento che ha suscitato non poche polemiche è l'esplicito riferimento allo studio della Bibbia, espressione delle "radici della cultura occidentale", consigliato accanto allo studio dell'Iliade, dell'Odissea e dell'Eneide per il primo ciclo.
C’è poi il caso Promessi Sposi. Inizialmente collocati al quarto anno, dopo le proteste degli insegnanti, ritornano al secondo anno del liceo. Mentre lo studio della Divina commedia resta nella sua scansione tradizionale. È la Filosofia che ha tenuto banco per settimane. Perché, nella prima bozza delle Indicazioni dei licei, alcuni filosofi fondamentali della modernità e della contemporaneità (Spinoza, Leibniz, Fichte, Marx) venivano ridimensionati o marginalizzati. E un gruppo di docenti universitari ha denunciato il rischio di una riduzione del pluralismo filosofico e culturale. Il ridimensionamento della didattica laboratoriale a vantaggio delle “conoscenze” nel primo ciclo è risultata la critica più aspra da parte dei pedagogisti alla riforma.
Anche il richiamo ai concetti di “talento” e “merito”, all’interno delle Indicazioni nazionali, è stato criticato parecchio dagli addetti ai lavori. Stesso discorso per l’accelerazione in tutte le classi verso l’intelligenza artificiale, come strumento didattico trasversale, senza un’adeguata formazione degli insegnanti. E lo spacchettamento della Geostoria in due discipline (Storia e Geografia) senza l’indicazione delle ore da destinare a entrambe le discipline. Di fondo, resta una critica: con quali risorse si implementeranno queste riforme?